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La leonessa bianca. Le inchieste del commissario Kurt Wallander vol.3

La leonessa bianca. Le inchieste del commissario Kurt Wallander vol.3

di Henning Mankell


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Descrizione

Venerdì 24 aprile 1992, Louise Åkerblom, titolare di un'agenzia immobiliare di Ystad, nel sud della Svezia, scompare senza lasciare traccia. Quello stesso giorno, dall'altra parte del globo, in Sudafrica, un gruppo di boeri fanatici decisi a fermare il processo di democratizzazione in atto progetta un attentato contro uno degli uomini politici più in vista del paese. È il commissario Wallander a guidare le ricerche della donna, un caso complicato: Louise Åkerblom, attivo membro della chiesa metodista, è sposata felicemente con due bambine, è benvoluta e contenta del suo lavoro, non ci sono indizi che possano giustificare la sua scomparsa.

Dettagli del libro

  • Titolo: La leonessa bianca. Le inchieste del commissario Kurt Wallander
  • Autore: Henning Mankell
  • Traduttore: Puleo G.
  • Editore: Marsilio
  • Collana: Tascabili Maxi. Gialli
  • Data di Pubblicazione: Giugno 2010
  • ISBN: 8831706411
  • ISBN-13: 9788831706414
  • Pagine: 560
  • Reparto: Gialli

Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 3 recensioni)


5.0La leonessa bianca, 04-08-2011
di M. Loggia - leggi tutte le sue recensioni

«Wallander lo scandinavo questa volta in trasferta in terra d'Africa, bello, articolato, forse alcune parti politiche' un po' dilatata ma, considerata l'epoca della scrittura (dieci e più anni fa), comunque giustificata. Qui in effetti, si solidifica il mito di Wallander come erede ideale del commissario Beck di Sjowall e Wahloo. Un poliziotto, indaga su morti e rapine. Ma non è isolato dal mondo. Non solo sa che la Svezia ha anche problemi sociali (e forse non è un caso che preferisca la piccola Ystad alla caotica Stoccolma), ma che i problemi sono in tutto il mondo. Già nel secondo ("I cani di Riga") aveva avuto modo di confrontarsi con la caduta dell'impero sovietico. Qui, si accosta alla caduta del dominio bianco in Sudafrica. Velatamente, ma non tanto, criticando la posizione finto neutrale della Svezia, che poi ospita killer di transito, lì dove i controlli di passaggi frontalieri sono inesistenti. Comincia come giallo cittadino (una donna scomparsa) poi si complica ad intrigo internazionale (con l'incombere della presenza forte di Victor il killer nero che uccide consigliato dagli spiriti dei suoi antenati). Tenacia e occhi aperti (ma anche un po' di fortuna), portano Wallander a risolvere l'intreccio, anche se poi il giallo si stempera. Ma forti sono anche le pagine di Città del Capo, con la nascente solidarietà tra boeri dell'ultima generazione e poliziotti neri. Tutto forse imbevuto delle lunghe permanenze mozambicane. Vodka svedese per tutti (ma di quella fatta in quel particolare modo in giro per il mondo; qualcuno la ricorda?) »

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4.0La leonessa bianca, 06-04-2011
di A. Dossena - leggi tutte le sue recensioni

«Più ci penso, più lo trovo ben fatto. Lo stile è un po' datato e si sente, ma è affascinante. In una parola bellissimo. Emozionante. Trascinante. Colpi di scena tanti. Umanità fortissima. Mankell in questa storia sa sapientemente mescolare il noir con la realtà. L'analisi della Svezia è precisa e spietata. Di nuovo si appanna quell'immagine di perfezione che abbiamo dei paesi nordici dove tutto è precisione, regolarità, funzionalità ed efficienza. La Svezia in un primo momento si può credere che sia in opposizione di civiltà con il Sud Africa, ma in realtà così non è. Amzi per certi versi la realtà svedese finisce con l'essere il pretesto per parlare della realtà del Sud Africa e dell'Apartheid. Mankell dimostra non solo di aver studiato con cura la storia del Sud Africa, ma di avere per la storia e la civiltà africana un estremo e rigoroso rispetto, sia quando ne parla con gli occhi di un bianco, sia quando ne parla con gli occhi di un nero. E poi Wallander... Un commissario che è anche uomo tra gli uomini. Subisce furti e disgrazie, non ha difesa contro la brutalità del crimine e contro la necessità a volte di uccidere. Non ha una struttura razionale che lo difende. Ha solo la sua musica lirica, che in questo caso è totalmente assente ed è perciò che Wallander stesso resta sguarnito ed esposto fino alle più dolorose conseguenze. »

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4.0bell'episodio!, 10-08-2010
di M. Scrocca - leggi tutte le sue recensioni

«Davvero un bel romanzo questo terzo Marnkell dedicato al commissario Wallander.
Si sente, come nel "I cani di Riga" che comunque resta per me ancora il migliore, l'attenzione dello scrittore verso temi sociali e politici mondiali, contrapposti a quelli svedesi.
Ho letto che Mankell in una intervista ha dichiarato di non amare Wallander, che è un uomo di cui non condivide il modo di vivere e le opinioni. Buffa questa cosa, ma mi ha fatto capire meglio chi è Wallander (che invece a differenza dell'autore io amo moltissimo): Wallander rappresenta la Svezia, infatti in questa inchiesta c'è un Wallander che non sa niente del Sud Africa, che si trova a venire a contatto con una realtà che nemmeno immaginava potesse esistere, con ingenuità da campagnolo, e la consapevolezza che tutto sarebbe cambiato anche nelle loro terre.
In questa inchiesta Wallander perde il controllo di se stesso, con la propria incapacità di comprendere una realtà altro da se, che gli provoca una frattura interiore che lo metterà ko per qualche tempo.
Anche nell'indagine introspettiva Mankell rivela capacità notevoli che lo rendono uno scrittore completo, le tematiche non sono mai casuali come in questo caso, l'interesse per l'Africa è reale e si sente nelle sue parole, nelle sue descrizioni, alcune particolarmente emozionanti.
»

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