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Leggere Lolita a Teheran

Leggere Lolita a Teheran

di Azar Nafisi


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Descrizione

Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell'impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d'amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.

Dettagli del libro


Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 19 recensioni)


4.0A scuola di letteratura, 07-05-2012
di C. Marsi - leggi tutte le sue recensioni

« questo un lavoro autobiografico della scrittrice iraniana Azar Nafisi, che permette al lettore di immergersi nella storia dell'Iran dalla rivoluzione di Khomeini al nuovo millennio, con un continuo confronto tra oriente ed occidente, il tutto attraverso le lezioni della professoressa Nafisi sulla letteratura occidentale tenute nel salotto di casa sua ad un gruppo scelto di allieve. Istruttivo.»

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3.0Piacevole, 30-04-2012
di C. Salera - leggi tutte le sue recensioni

«Un romanzo abbastanza complesso e per questo affatto scontato o banale, ma che comunque non riesce a decollare fin da subito. Infatti ha una trama molto concentrata e concisa che non lascia scampo a vie secondarie, nel senso che è impegnativo e ababstanza pretenzioso. Tuttavia appagante anche se molto faticoso!»

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4.0La lettura per fuggire dalla realtà, 25-04-2012
di L. Ronza - leggi tutte le sue recensioni

«E' un romanzo complesso. E' insieme un saggio sulla letteratura occidentale e un'autobiografia, che ci racconta la vita in Iran negli anni ottanta; specialmente la vita delle donne. Molto intrigante anche la parte della critica letteraria. Affiora il suo amore per i libri da ogni pagina. Certo è un impulso per rileggere (o leggere) le varie opere citate. »

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4.0Contro il regime, 27-03-2012
di G. Minotti - leggi tutte le sue recensioni

«Libro interessantissimo, di facile lettura anche se un poco logorroico. Messaggio di fondo è chiaro: letteratura, arte, cultura in difesa di se stessi, della propria individualità contro l'omologazione culturale di regime e contro una vita umana strangolata dalla violenza del pensiero unico. Ed educazione, formazione dei giovani al pluralismo, alla democrazia, alla difesa della dignità personale, alla responsabilità individuale, senza stancarsi mai. »

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4.0Da leggere, 15-03-2012
di R. Carrara - leggi tutte le sue recensioni

«Un racconto che coinvolge ed appassiona il lettore. Man mano che si legge mette in luce le abitudini e le difficoltà che le protagoniste vivono quotidianamente. Le protagoniste del libro sono le sette studentesse della professoressa Nafisi: Azin, Mahshid, Manna, Sanaz, Yassi, Nassrin e Mitr. Gli incontri settimanali con le sette studentesse, in particolare, diventano motivo per riflettere sulla condizione femminile in Iran e, in generale, sulla cultura e sul regime iraniano.
Un libro molto interessante che consiglio di leggere a tutti.
»

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4.0Leggere Lolita a Teheran, 09-08-2011
di A. Gardini - leggi tutte le sue recensioni

«Ottimo spaccato di due decenni di rivoluzione islamica in Iran, si passa dal ritorno di Khomeini al ritorno in America, incespicando in decine di romanzi americani che fanno la punteggiatura della crescita di una generazione dall'illusione alla disincanto. Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, Azar Nafisi spiega ai suoi studenti la letteratura occidentale. Il risultato è uno dei più toccanti atti d'amore per la letteratura mai professati. La professoressa Nafisi decide di interrompere il suo insegnamento all'università Allameh Tabatabei, a causa delle continue pressioni della Repubblica islamica dell'Iran sui contenuti delle lezioni ed in generale sulla sua vita di donna. Tuttavia non lascia totalmente l'insegnamento, e decide di indire un seminario da tenersi ogni giovedì mattina presso la sua abitazione. Partecipano al seminario le sue sette studentesse migliori: Manna, Nassrin, Mahshid, Yassi, Azin, Mitra e Sanaz. Al seminario si discute di letteratura, in particolare di romanzi americani come Lolita, Il grande Gatsby, Cime tempestose e altri. Tutti vengono analizzati alla luce delle esperienze che le ragazze e la professoressa vivono nella repubblica islamica dell'Iran. Con il passare del tempo le ragazze fraternizzano e scopriamo i dettagli delle loro vite. Manna è una poetessa sposata per amore con un ragazzo anch'esso appassionato di letteratura. Azin, una ragazza molto bella, è sposata con un uomo molto ricco che la picchia. Sanaz è fidanzata con un ragazzo che vive in Inghilterra e che ha visto pochissimo. Yassi è l'allegra del gruppo. Nassrin ha passato cinque anni in prigione. Ognuna espone le difficoltà di essere donna nella repubblica islamica dell'Iran. La parte di testa è questo citare, recitare e voler a tutti i costi ricondurre il presente romanzante al passato romanzato. Certo che in alcuni momenti c'è rabbia. Ed in altri, per chi ne è lontano, un raccontare di cose che poco si sanno. Dolente è il tentativo di rimanere all'interno della logica islamica. Ma complessivamente 400 pagine che si bevono di carriera. Per gli intellettuali, poi, un ripasso veloce e dotto del romanzo di lingua inglese, da Jane Austen a Nabokov. »

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4.0Leggere Lolita a Teheran, 06-08-2011
di A. Lopez - leggi tutte le sue recensioni

«Piu che come romanzo vale la pena leggerlo per farsi un idea dell'Iran degli ultimi vent'anni, a scriverla è una docente universitaria che per anni si batte, con dignità e ostinazione, per i diritti delle donne, la libertà di azione e pensiero e la diffusione della letteratura occidentale nel suo paese, un paese devastato da disordini, odi e violenze di ogni genere: istituisce corsi universitari e circoli letterari con le sue studentesse duranti i quali incoraggia alla discussione e alla critica di alcune delle opere di grandi scrittori occidentali (Nabokov, Fitzgerald, James e Austen) trovando in esse parellelismi con la storia del suo paese. A dimostrazione che la letteratura può essere quel collant in grado di unire menti, cuori e pensieri diversi nei momenti più improbabili e difficili, aprendo la mente, stimolando il confronto, infondendo la forza di andare avanti nonostante tutto il resto. E' l'apertura verso altri mondi, è evasione, è speranza, è vita. Leggere Lolita a Teheran ha tutti gli attributi per essere definito un gran bel romanzo: testimonia le vicende storiche di un paese arricchendo le proprie conoscenze (sebbene, a tal proposito, a mio avviso richieda già qualche nozione propria di base), ha uno stile raffinato ed evocativo, alterna parti descrittive e dialogate in maniera calibrata. E' un libro che parla di libri, di letture, di donne, di dolori, di storia, ed è terribilmente attuale. Quello che mi è mancato è stato quel "pathos" che si crea nell'intima comunanza fra lettore e libro, quell'emozione data dall'empatia e della partecipazione. Mi ha arricchita ma non mi ha emozionata nè appassionata, insomma, non mi è entrato dentro nonostante il prezioso valore che gli riconosco. E, oltre a ciò ho trovato poca unità e continuità fra le parti che lo compongono, con salti temporali e d'azione che non sempre mi sono risultati chiari (il circolo di studentesse reimpie il primo capitolo poi ritorna nel terzo, non è chiaro se ciò che accade in mezzo sia una digressione o meno). Il risultato complessivo è comunque quello di un romanzo più che buono. »

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4.0Leggere Lolita a Teheran, 07-07-2011
di M. Oreste - leggi tutte le sue recensioni

«La letteratura come possibile arma contro i regimi liberticidi. L'autrice di questo romanzo autobiografico alterna lezioni di letteratura e scorci di vita sotto il regime iraniano, cercando di dare un senso alla propria vita e a quella dei giovani che la circondano attraverso le chiavi di lettura offerte da 4 grandi scrittori internazionali.
In quest'ottica leggere diventa un modo "quieto" ma efficace di resistere, per scavare vie e aprire finestre dove tutto sembra morto, schiacciato, precluso. Ne deriva una forte testimonianza di voglia di libertà, nonchè un quadro sconvolgente di una reltà molto reale e molto più vicina di quello che crediamo.
»

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4.0Leggere Lolita a Teheran, 05-07-2011
di M. Liccardo - leggi tutte le sue recensioni

«La trama verte intorno a un circolo tutto al femminile che si riunisce a leggere i romanzi di nabokov in quel di teheran. Leggere delle loro speranze, dei loro sogni spezzati dal regime iraniano, delle cicatrici lasciate dalla guerra nell'anima e nel corpo, è un po' come averle accanto, sedute nel salotto di casa mia.
Uno di quei libri sui libri che ti fanno amare il piacere della lettura. E del confronto sulla lettura, che ormai purtroppo riusciamo ad avere soltanto qui, su anobii, e non nei nostri salotti.
»

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3.0Leggere Lolita a Teheran, 07-04-2011
di O. Ceppa - leggi tutte le sue recensioni

«Me lo aveva consigliato un mio caro amico ai tempi dell'università. La letteratura non ci salverà forse dalla violenza, dai regimi, e dai "buchi neri" della storia, sicuramente offrirà sempre spunti di riflessione e stimoli di ribellione, ed è forse quella la sua vera forza.
L'autrice di questo romanzo autobiografico alterna lezioni di letteratura e scorci di vita sotto il regime iraniano, cercando di dare un senso alla propria vita e a quella dei giovani che la circondano attraverso le chiavi di lettura offerte da 4 grandi scrittori internazionali.
In quest'ottica leggere diventa un modo "quieto" ma efficace di resistere, per scavare vie e aprire finestre dove tutto sembra morto, schiacciato, precluso. Ne deriva una forte testimonianza di voglia di libertà, nonchè un quadro sconvolgente di una reltà molto reale e molto più vicina di quello che crediamo.
»

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4.0Leggere Lolita a Teheran, 06-04-2011
di R. Pizzardo - leggi tutte le sue recensioni

«Testo che racchiude narrativa e saggistica allo stesso tempo. Avvincente da leggere per chi ama entrambi i generi. In un quadro non c'è nulla di tridimensionale. La tridimensionalità la aggiungiamo noi con le informazioni sulla realtà che sono serbate nel nostro cervello e nella nostra memoria. Una linea dritta per il pittore, davanti al nostro sguardo diviene curva ed vediamo una cupola. Le superfici d'ombra ci fanno intuire i piani diversi su cui la rappresentazione si sviluppa.

Accade esattamente lo stesso nel libro "Leggere Lolita a Teheran". Se non sapessimo qual'è la realtà dell'IRAN grazie ad altre fonti, non avessimo visto i film di Makhmalbaf, sia padre che figlia, se non avessi letto anche Marjane Satrapi e il suo splendido Persepolis, tradotto in un bellissimo cartone animato in Francia, l'IRAN rimarrebbe un perfetto sconosciuto, impossibile sarebbe capire il dolore del distacco dalla propria terra, dalla propria storia e dai propri cari, anche se quell distacco appare chiaramente la salvezza, impossibile sarebbe capire lo stato di miseria e di prostrazione profonda in cui gran parte della popolazione iraniana vive, sperando sempre che il governo successivo, la guerra successiva possa essere quell ache finalmente cambierà le sorti. In compeso da questo saggio si impara quanto sia brava la Nafisi ad insegnare letteratura americana in una delle più prestigiose università di Teheran. Si c'è qualche contestazione, qualche manifestazione di piazza, un po' di repressione, la guerra crudele con l'IRAQ di Saddam Hussein, ma ciò non impedisce all'autrice di continuare a fare la sua vita, a non coinvolgersi mai, sfruttando enormemente il potere salvifico della letteratura e l'amicizia con il suo "mago", una guida spirituale che la sostiene nel suo cammino fino alla scelta di lasciare l'IRAN dove ormai l'aria è proprio irrespirabile...

Anche delle sue studentesse, quelle scelte per andare a casa sua a seguire un corso che dovrebbe focalizzare la sua attenzione su Nabokov e su Lolita, non ci è dato di sapere molto. Come leggono questo testo, come si pongono davanti a questa storia di egoismo e violenza su una giovane donna, loro donne in una società che continuamente le violenta se non fisicamente sicuramente psicologicamente, negando il loro stesso diritto all'esistenza, a meno che questa non trovi la sua ragione di esistere a fianco di una figura maritale di un qualsiasi tipo.
Insomma un libro che alla fine è più che altro una gran delusione e che lascia in attesa di sapere qualcosa di più ad ogni pagina, senza mai dare una risposta.

In compenso fa nascere un po' di curiosità intorno alla letteratura americana. Non è poco, ma non è quello che ci aspetta come punto centrale della storia.
Non fu mai tanto appropriato.
»

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5.0Unico indimenticabile, 15-03-2011
di N. Cazzador - leggi tutte le sue recensioni

«Un bellissimo libro, e pieno di speranza, che racconta una storia densa di tristezza, che insegna cosa sia veramente la libertà nella sua forma più pura. Mi ha colpito e cambiato leggerlo. Una storia che ti trasporta in una realtà diversa da quella abituale.»

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