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Lager italiani. Pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi 1941-1943

Lager italiani. Pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi 1941-1943

di Alessandra Kersevan


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Descrizione

Dopo l'aggressione nazifascista alla Jugoslavia, fra il 1941 e l'8 settembre del 1943, il regime fascista e l'esercito italiano misero in atto un sistema di campi di concentramento in cui furono internati decine di migliaia di jugoslavi: donne, uomini, vecchi, bambini, rastrellati nei villaggi bruciati con i lanciafiamme. Lo scopo di Mussolini e del generale Roatta, l'ideatore di questo sistema concentrazionario, era quello di eliminare qualsiasi appoggio della popolazione alla resistenza jugoslava e di eseguire una vera e propria pulizia etnica, sostituendo le popolazioni locali con italiani. Arbe-Rab, Gonars, Visco, Monigo, Renicci, Cairo Montenotte, Colfģorito, Fraschette di Alatri sono alcuni dei nomi dei campi in cui furono deportati sloveni, croati, serbi, montenegrini e in cui morirono di fame e malattie migliaia di internati. Una tragedia rimossa dalla memoria nazionale e raccontata in questo libro anche grazie ad una importante documentazione in gran parte inedita fatta di foto, lettere, testimonianze dei sopravvissuti.

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5.0Questa.., 22-05-2012
di S. Alimonti - leggi tutte le sue recensioni

«... E' una delle pagini pił tristi della nostra storia. L'occupazione nazifascista fu costellata di atrocitą e una pulizia etnica che io come cittadino italiano mi vergognerņ per sempre. Furono istituiti i campi di concentramento per deportare e torturare chiunque si opponeva al regime e impedire che questi passassero tra le fila degli insorti. Dopo queste vicende gli insorti cacciati gli invasori si accanirono sulle popolazioni occupanti uccidendo a sangue freddo e gettando i loro corpi nelle foibe che per me furono la naturale e tragica conseguenza degli orrendi crimini perpetrati dai nostri militari. Da leggere.»

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