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Juno

Juno

Regia di Jason Reitman

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Descrizione

Juno è un'adolescente molto precoce che si ritrova a dover affrontare una gravidanza imprevista insieme al suo compagno di classe Bleeker. Con l'aiuto della sua amica del cuore, riesce a trovare i genitori "perfetti" per il suo bambino: Mark e Vanessa, una coppia benestante che desidera avere un bimbo in adozione. Tutto sembrerebbe andare per il meglio ma ci sono un sacco di imprevisti sulla strada che porta alla maturità.

Dettagli del film


Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4 recensioni)

5.0 Interessante, 31-08-2010
di A. Pomponi - leggi tutte le sue recensioni

«Film interessante e che porta a molte riflessioni. Consigliato soprattutto ad un pubblico giovane, se non adolescenziale»

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5.0 baby rock, 25-08-2010
di M. Mousset - leggi tutte le sue recensioni

«Una storia divertente sull'adolescenza ai nostri giorni. si segue con facilità e lascia anche spazio alla riflessione.»

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4.0 Juno, 16-08-2010
di I. Matteucci - leggi tutte le sue recensioni

«Film molto intelligente che affronta con delicatezza e sensibilità il tema delle gravidanze indesiderate senza cadere nella banalità e senza mai giudicare.
I personaggi sono dei ragazzi ideali che raramente si incontrano nella vita reale, ma ci sono.
»

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5.0 Adolescenti tra dolcezza e maturità., 06-07-2010
di G. Locatelli - leggi tutte le sue recensioni

«Mi è capitato l’altro giorno di vedere un film american-canadese, “indipendente”, uscito da una casa di produzione per filmoni hollywoodiani ma con un basso investimento, del tipo: si sa che questi giovani registi – con sceneggiatori esordienti – sono in gamba, ma fidarsi è bene, non fidarsi è… “Juno” (questo il nome del film) parla di Juno, sedicenne vispa e carina, e un po’ scema secondo la matrigna cinica e amorevole, soprattutto dopo che rimane in cinta perdendo la verginità col suo compagno di scuola (ma futuro amore per la vita) Paulie. Paulie compare da subito nella vicenda, annunciato da uno sciame di ragazzini corridori monocromatici, sciame che accompagna tutto il film, specie in frangenti pregni di significato, come fossero uccelli migratori che segnano il tempo. Tornando alla ragazza: decide di non abortire, non tanto perché nell’ambulatorio dove subito corre c’è “puzza di dentista”, e nemmeno perché – secondo la sua compagna di scuola antiabortista – il feto potrebbe già “avere le unghie”, ma perché è tutto sommato una ragazza che sa prendere sulle sue spalle una responsabilità. Così porta avanti la gravidanza trovando una coppia, grazie a un annuncio sul giornale scovato con la sua amica del cuore (un po’ sciamannata a dirla tutta, ma molto affettuosa), una coppia dicevo, che non può avere figli e dunque è felicissima (lei più di lui) di prendere in adozione il pargolo in arrivo, o “fagiolo”, o “pesciolino”, o chi si ricorda come altro lo chiama Juno. In breve accade che la coppia in procinto di adottare si spacca, perché lui è un tizio immaturo, a detta della moglie precisina epperò piena di buoni sentimenti, un tizio immaturo perché sogna di diventare una rockstar a livello dei Sonic Youth, suo gruppo preferito, ma che si guadagna da vivere componendo jingles musicali per delle pubblicità. Lui cerca anche di infondere in Juno il culto dei Sonic Youth, proponendole da subito una cover dei Carpenters, ma lei in uno sbotto di rabbia (quando viene a sapere del divorzio imminente) gli dice che le fanno schifo, ché sono solo rumore. Questo per dire che tra i due, complice lei, la piccola Juno, nasce una bella amicizia, che però fa molto pensare anche all’innamoramento da parte di lui, forse un po’ pedofilo secondo qualche malpensante, ma ai fatti solo nostalgico della vita da adolescente che va a scuola e alla sera corre a vedere i Melvins che per caso passavano di lì in città. Anche questo impensabile rapporto tra il quasi padre adottivo e la quasi ragazza madre contribuisce tutto sommato alla spaccatura del matrimonio, forse anche solo perché va ad allargare quella falla interiore nell’uomo, che è sempre stato diviso tra una vita di coppia, lavoro moglie e figli (seppure adottati), una vita convenzionale insomma, per lui (ci scommetto), e una vita anticonformista, votata all’eccesso e alle turné in Giappone col suo gruppo post noise indie rock.
In fin della fiera Juno partorisce, e con un biglietto dolcissimo comunica alla aspirante mamma adottiva che se lei vuole il figlio, lei glielo affida comunque, anche senza un supporto maschile. E così accade. La fine del matrimonio dà comunque i suoi frutti, perché Juno, disperata per la crisi che si consuma, e preoccupata un po’ per le sorti del figlio, un po’ per quelle dell’umanità (può esistere un amore duraturo? chiede al padre la sera in cui viene a conoscenza della notiziona), capisce che il legame che la stringe(va) a Paulie, l’amico ingallatore e mangiatore di tic tac all’arancia (che tra parentesi piacciono da sempre molto anche a me, e le comprerò dunque al più presto), è un legame fortissimo, e soprattutto speciale. Corre da lui e gli dice che è innamorata, di lui, e che le dispiace se ha fatto la stronza, e che lui è la persona migliore che abbia mai incontrato eccetera, al che lui si dice d’accordo e le chiede se si può pomiciare. I due si baciano e consacrano un amore proprio dolce, romantico ma non retorico, tra adolescenti inspiegabilmente maturi dentro un corpo e un linguaggio da far accapponare la pelle (eppure poetico, poetico davvero, come lo intende Salinger insomma, e a Salinger fa pensare molto “Juno”).
Così l’happy end del film, con il bambino in braccio alla donna divorziata, e Juno finalmente sgravata e innamorata dell’altrettanto innamorato Paulie. Insieme suonano e intonano, concludendo la pellicola, una canzone evidentemente scritta da lui – stavano già, insieme, da prima della gravidanza in una band –, fuori da casa sua, dove lei è accorsa la mattina con una bella bicicletta e una chitarra a tracolla, baciandolo anche, infine.
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