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Gli italiani. Virtù e vizi di un popolo

Gli italiani. Virtù e vizi di un popolo

di Luigi Barzini

4.0

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Nel 1964 Luigi Barzini, su commissione di un editore americano, tentò di intercettare la nostra identità in un saggio, "Gli italiani", descrivendo l'Italia della civiltà immortale e quella delle sciagure nazionali, senza dimenticare l'Italia piena di fascino amata dai turisti. Erano gli anni del boom, la nostra democrazia si andava consolidando, il nostro design dettava legge, così come la nostra cinematografia, la letteratura, il teatro e persino le automobili. Capire chi eravamo diventava quindi un'esigenza diffusa. Oggi, a oltre quarant'anni dalla sua pubblicazione, il saggio di Barzini rivela ancora una forza dirompente. Perché nel leggere questa avvincente riflessione sulla nostra storia e sul nostro costume la domanda che ci si pone è insieme semplice e complessa: che libro avrebbe scritto Barzini se avesse dovuto scriverlo oggi? In che cosa ci siamo evoluti e che cosa, invece, è rimasto immobile e mineralizzato?

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Gli italiani. Virtù e vizi di un popolo, 12-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Un catalogo, una lista scritta per illustrare al pubblico inglese vizi e virtù degli italiani. La curiosità mi ha spinto a riprenderlo in mano (si era miracolosamente conservato nella mia biblioteca) . Cosa dire? Sono passati 45 anni e in Italia sono successe tante cose: la fine del miracolo economico, l'autunno caldo, Piazza Fontana, le brigate rosse, il rapimento Moro, i referendum sul divorzio e sull'aborto, Mani Pulite, il berlusconismo. Rileggerlo potrebbe sembrare un'operazione alla "Come eravamo": il nostro Paese è troppo cambiato - e non direi in meglio perché buona parte di quanto Barzini narra si possa ancora considerare attuale: mi riferisco ad usi e costumi ormai scomparsi. Invece molti tratti del nostro carattere nazionale, pregi e difetti della nostra gente che fanno parte del nostro DNA sono rimasti immutabili nei secoli. Mi aveva colpito allora, e l'impressione è stata confermata dalla rilettura, l'analisi delle cause storiche alle quali il comportamento degli italiani viene fatto risalire: il fallimento della coalizione tra i Principi della penisola contro il re di Francia Carlo VIII e la conseguente sconfitta nella battaglia di Fornovo che aprì la strada ad un susseguirsi di invasioni straniere e ritardò di tre secoli e mezzo l'unità del paese. Se Barzini potesse aggiornare il suo libro aggiungerebbe certamente ai ritratti di due uomini che hanno esemplificato la gestione del potere nel nostro paese, Cola di Rienzo e Mussolini, quello di Silvio Berlusconi, senza dubbio un fenomeno tutto italiano.
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