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L' Italia spezzata. Un paese a metà tra Prodi e Berlusconi. Cofanetto

L' Italia spezzata. Un paese a metà tra Prodi e Berlusconi. Cofanetto

di Bruno Vespa


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Dopo aver perso le elezioni per 24.577 voti e dopo un lungo periodo di silenzio, alla fine dell'ottobre 2006 il Cavaliere è tornato alle grandi manifestazioni di piazza. "Le mie televisioni? Non hanno mai attaccato nessuno" dichiara, e protesta con durezza contro il disegno di legge Gentiloni. Bruno Vespa ha parlato a lungo con Prodi e Berlusconi, e ne ha raccolto anche i progetti sulla nascita, a sinistra, del Partito democratico e, a destra, del Partito della Libertà. Con il consueto stile secco e immediato, l'autore ricostruisce in presa diretta, attraverso molti particolari inediti, una delle campagne elettorali più dure della storia italiana, la scelta dei presidenti delle Camere e del capo dello Stato, e il primo, convulso semestre postelettorale. Vespa ha incontrato tutti i leader istituzionali e politici, raccogliendo le loro confidenze e le preoccupazioni. Spicca, in queste pagine, il colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che parla della sua elezione, della volontà di tenere unito il paese. Tornando all'attualità politica dopo due libri di storia italiana, l'autore dedica due intensissimi capitoli alle elezioni più drammatiche della nostra storia, e il capitolo finale alla ricostruzione della vicenda Telecom, basata su testimonianze di prima mano, a cominciare da quella del protagonista, Angelo Rovati.

Note su Bruno Vespa

Bruno Vespa è nato a L’Aquila il 27 maggio del 1944. Fin da giovanissimo inizia ad occuparsi di giornalismo. A sedici anni scriveva articoli sportivi per la sede de L’Aquila del quotidiano Il Tempo. Nel 1962, a diciotto anni è alla RAI in qualità di cronista radiofonico. Nel 1968 consegue la laurea in Giurisprudenza con una tesi sul diritto di cronaca. Nel 1976 lavora come inviato speciale per il Tg1. Durante gli anni Settanta e Ottanta ha intervistato i principali attori del panorama politico internazionale di quel periodo, tra cui l’allora Cardinale di Cracovia Karol Wojty?a, futuro Papa Giovanni Paolo II. Nel 1977 è conduttore, assieme ad Arrigo Petacco, del programma di attualità “Tam Tam”. E’ lui il giornalista che il 9 maggio del 1978, durante un’edizione straordinaria del Tg1, ha dato la notizia del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro. Nello stesso anno è conduttore di “Ping Pong”, un programma giornalistico con ospiti in studio. Dal 1990 al 1993 è direttore del Tg1 e durante la crisi in Iraq è l’unico giornalista italiano ad intervistare Saddam Hussein. Dal 1996 è conduttore di “Porta a Porta”, programma televisivo di approfondimento culturale ad oggi considerato uno dei principali palcoscenici del dibattito politico italiano. Dal 2009 al 2011 conduce le serate del Premio Campiello. Dal 2010 collabora saltuariamente con l’emittente radiofonica RTL 102.5, dove assieme al figlio Federico conduce “Non Stop News: Raccontami”, un programma di approfondimento. Nel 2011, assieme a Pippo Baudo, conduce “Centocinquanta” un varietà dedicato ai centocinquant’anni dell’Unità d’Italia. A partire dal 1993 scrive numerosi saggi con cadenza annuale. 

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