L' Italia in seconda classe

L' Italia in seconda classe

4.0

di Paolo Rumiz


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Descrizione

"Per una volta, ladies and gentlemen, non allacciatevi le cinture. Don't fasten your seat belts. Si parte in treno, la Cenerentola dei trasporti. Si fa l'Italia in seconda classe, per linee dimenticate. Buttate dunque a mare duty free, gate, flight, hostess e check-in. Lasciate le salette business a parlamentari e commendatur. Questo è un viaggio hard, fatto di scambi, pulegge, turbocompressori e carbone. E noi lo faremo, anche a costo di farci sbattere da una squinternata vagona baldracca, un glorioso rudere che cigola e scoreggia sulla rete di ferro, in attesa di rottamazione. "In tasca, un'idea corsara. Percorrere 7480 chilometri, come la Transiberiana dagli Urali a Viadivostok. Una distanza leggendaria, un gomitolo lungo come l'Asia da srotolare dentro la Penisola. Non sappiamo ancora dove andremo e in quanto tempo consumeremo questo buono chilometrico che nessun biglietto può contenere. Sappiamo solo che il nostro è un conto alla rovescia che ci obbligherà a scendere al chilometro zero. Il treno, non l'aereo, ha fatto l'Italia. Un piccolo treno come questo che arranca tra praterie e fichi d'India. Siamo in ballo. Il viaggio comincia." (Paolo Rumiz). Con i disegni di Altan e una premessa del misterioso 740.

Note sull'autore

Paolo Rumiz è nato a Trieste il 20 dicembre del 1947. Di professione giornalista, è stato inviato speciale del quotidiano Il Piccolo di Trieste. Successivamente ha iniziato a collaborare con la Repubblica, in qualità di editorialista. A partire dalla metà degli anni Ottanta si è interessato in particolare degli eventi accaduti nell’area dei Balcani e nell’area danubiana. Ha documentato la guerra dei Balcani, seguendo le diverse fasi del conflitto, prima in Croazia e poi in Bosnia ed Erzegovina. Nel 2001 è stato inviato in Afghanistan per documentare la guerra nella zona di Islamabad e Kabul.Autore di numerose opere, ha scritto numerosi reportage in cui racconta dei numerosi viaggi da lui compiuti sia per lavoro sia per piacere personale. Paolo Rumiz ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, sia per la sua attività in qualità di giornalista sia per le sue opere di narrativa.  

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.5 (3.8 di 5 su 4 recensioni)

4.0Ferrovie secondarie, 07-05-2012
di C. Marsi - leggi tutte le sue recensioni
Come già altri libri di Paolo Rumiz, anche questo è basato sul viaggio, e come al solito si tratta di un viaggio per conoscere. Stavolta si tratta di un viaggio in treno attraverso l'Italia minore, quella dei treni dei pendolari, e delle linee semidimenticate. Una sequenza di brevi e brillanti schizzi tra Arbatax e Gorizia che rendono la lettura piacevole e divertente.
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3.0L'Italia in seconda classe, 20-07-2011
di L. Roma - leggi tutte le sue recensioni
Il libro fa venire voglia anche al più pigro dei lettori di intraprendere un viaggio, detto questo direi che prevalgono i passi dove si parla del paesaggio, delle "cose" allesterno, dei personaggi, mentre un p banali e sinceramente trascurabili appaiono le varie tirate politiche e tutto sommato irritante la presenza e la voce di "740". Comunque un libretto riuscito.
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4.0Buono, 22-11-2010
di T. Roselli - leggi tutte le sue recensioni
Un libro che fa venir voglia di viaggiare in treno e riscoprire cos lItalia. Prevalgono i passi dove si parla del paesaggio, delle "cose" allesterno, dei personaggi, mentre un p banali e sinceramente trascurabili appaiono le varie tirate politiche e tutto sommato irritante la presenza e la voce di "740".
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4.0Lungo i binari minori d'Italia, 30-08-2010
di C. Marsi - leggi tutte le sue recensioni
Un libro veloce per quanto il viaggio descritto sia lungo quanto la Transiberiana. Una serie di brevi sketch che da Arbatax a Gorizia, passando per Lercara Friddi, Sulmona e Rovasenda bassa e alta uniscono l'Italia che ci eravamo dimenticati esistesse in una rete sempre più evanescente di binari minori.
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