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L' Italia di Mussolini. 1915-1945

L' Italia di Mussolini. 1915-1945

di Richard J. Bosworth

3.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar storia
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2009
  • EAN: 9788804585640
  • ISBN: 8804585641
  • Pagine: 654
  • Formato: brossura
Perché, dopo l'irresistibile ascesa, il duce mancò l'obiettivo più ambizioso del suo progetto politico: la "fascistizzazione" della società e la costruzione dell'"uomo nuovo fascista"? Richard J.B. Bosworth cerca di rispondere a questa domanda indagando la vita quotidiana degli italiani di ogni status sociale e culturale, nelle città e nelle campagne, sotto la dittatura, e offrendo al lettore l'immagine di un paese così variegato e frammentato in una miriade di reti clientelari e centri di potere locali da trasformare l'imposizione del totalitarismo in un fallimento. Le tante storie di eminenti gerarchi e di semplici cittadini raccolte nel libro, frutto di una ricerca capillare condotta negli archivi dei comuni e delle prefetture di ogni parte della penisola, testimoniano che gli italiani, a dispetto del formale ossequio al fascismo e di una generica ammirazione per Mussolini, conservarono il senso della propria identità, fondata su valori estranei, se non antitetici, all'ideologia fascista: il cattolicesimo, la famiglia, il particolarismo regionale, l'orgoglio campanilistico.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0Bosworth, 25-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Il fascismo, secondo Bosworth quindi, è in qualche modo figlio della classe dirigente liberale che ha governato l'Italia dall'Unità fino alla prima guerra mondiale. Classe dirigente sostanzialmente mediocre e incompetente.
L'Italia o meglio gli italiani, invece, sono un popolo propenso all'opportunismo, al campanilismo, al familismo.
Il fascismo mussoliniano ha catalizzato su di se attenzioni e interessi nati in ambiente nazionalistico subito dopo la guerra facendosi anche vessillifero di un antisocialismo viscerale che molti settori del paese nutrivano, grandi proprietari terrieri, grande industria, certa piccola borghesia intellettuale, e a cui non sapevano dare uno sbocco operativo.
Il fascismo, anche con la sua gratuita inclinazione alla violenza rappresentò il canale, lo strumento d'azione di questa opposizione.
Bosworth descrive il tentativo di farsi dittatura totalitaria e forse manca un'analisi veramente approfondita del sussesso e dell'insuccesso di questo processo.
Di contro sono molto belle le pagine, corredate di significativi esempi, di cosa pensassero in effetti gli italiani durante i vent'anni di regime. Anche qui manca un'analisi più approfondita degli aspetti salienti e sociali dell'opposizione al regime: sia di quella per così dire istituzionale, i comunisti, i socialisti ecc, e di quella latente nel paese.
Bisogna infine stare attenti, nella lettura del libro, a non cadere nell'equivoco che Bosworth sposi la teoria crociana come parentesi nella storia italiana. Indirettamente invece sembra presentare il fascismo come autobiografia della nazione: questo può essere vero, ma se è vero allora è fonte di grande preoccupazione per il presente e per il futuro soprattutto.
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