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L' isola del giorno prima

L' isola del giorno prima

di Umberto Eco


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Descrizione

Nell'estate del 1643 un giovane piemontese naufraga, nei mari del sud, su di una nave deserta. Di fronte a lui un'Isola che non può raggiungere. Intorno a lui un ambiente apparentemente accogliente. Solo, su un mare sconosciuto, Roberto de la Grive vede per la prima volta in vita sua cieli, acque, uccelli, piante, pesci e coralli che non sa come nominare. Scrive lettere d'amore, attraverso le quali si indovina la sua storia: una lenta e traumatica iniziazione al mondo secentesco della nuova scienza, della ragion di stato, di un cosmo in cui la terra non è più al centro dell'universo. Roberto vive la sua vicenda tutta giocata sulla memoria e sull'attesa di approdare a un'Isola che non è lontana solo nello spazio, ma anche nel tempo.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  2.5 (2.8 di 5 su 8 recensioni)


1.0Il peggior romanzo di Eco, 18-07-2011
di R. Gaito - leggi tutte le sue recensioni

«Eco è uno dei miei autori preferiti ma questo romanzo non gli è venuto bene.
La descrizione presente in copertina fa pensare a tutt'altro, il romanzo si rivela, invece, lento (molto lento) e noioso (molto noioso) .
Mi aspettavo qualche riferimento e qualche legame in più con la particolare isola nella quale finisce il protagonista, invece viene citata un paio di volte e nemmeno in momenti cruciali.
La parte iniziale è intrigante, ma dopo una ventina di pagine inizia subito a perdere punti, per arrivare poi ad un finale ovvio e facilmente intuibile.
»

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3.0Da leggere anche se stancante, 23-03-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di G. Urbani - leggi tutte le sue recensioni

«Come sempre, idea di base nuova e intrigante.
Purtroppo, pur risultando sempre, trattandosi di Eco, un libro che ti prende fino alla fine, anche per i suoi spunti culturali mai benali, purtuttavia non si vivacizza mai risultando un pò noioso. Come sempre, però, un testo da leggere.
»

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2.0Bell'idea tirata troppo per le lunghe, 25-11-2010
di M. Modonutti - leggi tutte le sue recensioni

«In questo libro eco non riesce, a mio modo di vedere, ad essere efficace. L'idea, come sempre brillante, è tradita da uno sviluppo troppo noioso. Questo benedetto giorno prima non arriva più! Ci sono tuttavia spunti, ovviamente culturali, molto interessanti, sulle tecniche marinaresche del passato, si scende nel magico, si scelgono rotte sconosciute. Però sull'isola il tempo sembra cristallizzato, dando un ritmo troppo lento anche per un isola quasi deserta. Noioso! I due sarebbero uno se non fosse per la ricerca "storica".»

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2.0L'isola del giorno prima, 12-11-2010
di M. Sestrieri - leggi tutte le sue recensioni

«Sarà che non ho mai avuto particolare simpatia per il '600 e per la sua prosa, sarà che ho l'impressione che Eco dopo il Nome della Rosa sia diventato piuttosto manierista (il che in un romanzo sul '600 magari poteva anche andare bene ) , che scriva troppo "alla Eco", però questo libro non mi ha decisamente entusiasmato. »

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3.0L'isola del giorno prima, 03-11-2010
di A. Basile - leggi tutte le sue recensioni

«Eco, ha saputo descrivere non solo dettagliatamente la società seicentesca sotto ogni suo aspetto, ma anche la vicenda personale di un uomo da cui trarre preziosi insegnamenti.

Secondo il mio parere questo è un libro tutto da scoprire, che fin dalle prime pagine riesce a catturarti e coinvolgerti nella storia senza farti mai perdere, l’attenzione e l’interesse per essa.
»

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2.0L'isola del giorno prima, 22-10-2010
di M. Liccardo - leggi tutte le sue recensioni

«Ricco di idee e curiosità, e non metto in dubbio che Eco riesca qua a ricreare il clima culturale dell’epoca, ma pare scritto da uno che fa il verso a Umberto Eco. »

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4.0Eco è sempre Eco, 11-07-2010
di C. Farda - leggi tutte le sue recensioni

«E’ caratteristica comune nella produzione di Eco quella di imbottire i propri racconti di interesantissime curiosità e nozioni storiche. Non fa eccezione questo “Isola del giorno prima” dove la ricerche sul calcolo della latitudine fanno da pretesto ad una avventura per mari tropicali (o è il contrario?)»

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5.0L'isola del giorno prima, 07-07-2010
di G. Mineo - leggi tutte le sue recensioni

«In breve: nel 1643 Roberto è vittima di un naufragio, ma invece di approdare su un’isola, finisce in una nave abbandonata, nei pressi di un’isola.
Il narratore, che spesso e volentieri si palesa, racconta la storia basandosi su delle carte scritte dal protagonista, nelle quali si seguono in un primo tempo le vicende di Roberto che lo portarono a prendere la via del mare, in un secondo tempo la vita sulla nave con tanto di sospetto intruso, e infine si leggono i capitoli del romanzo sul suo gemello immaginario che Roberto per un ben precisato motivo inizia a scrivere.
La metaletteratura è fortemente presente quindi, e i pochi ma indovinati personaggi non perdono occasione di disquisire di teologia, geografia, cosmogonia, filosofia, e naturalmente anche dell’amore; sempre nei limiti del contesto storico culturale del 600(si discute parecchio ad esempio su longitudine e latitudine, cose a noi ormai ovvie, e la teoria eliocentrica era ancora un’eresia)e di conseguenza il linguaggio utilizzato si adegua anch’esso.
Ma ciò, che potrebbe risultare un ostacolo, assicuro che non lo è(a meno che per qualcuno non sia proprio ammissibile leggere, al posto di “devo imparare a nuotare”, “devo imparare la natatione“), perché il tutto è pervaso da vene di brio e ironia irresistibili: manca del tutto(e qui un po’ me ne dispiaccio, personalmente)la solennità de Il nome della rosa.
Le digressioni invece sono presenti, un intero capitolo è dedicato alla digressione su come è vista la figura della colomba nelle varie culture, cosa che io apprezzo(anche perché non fine a se stessa), ma mi rendo conto che potrebbero risultare ostiche ad altri.
Ma, citando il romanzo stesso: Il vero è tanto più gradito quanto sia ispido di difficoltà, e più stimata è la rivelazione che assai ci sia costata.
»

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