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«Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX». Il memoriale inedito del protagonista del «caso Mortara»

«Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX». Il memoriale inedito del protagonista del «caso Mortara»

di Vittorio Messori


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Nel 1858, nella Bologna ancora papale, un bambino ebreo di sette anni, Edgardo Mortara, fu sottratto alla famiglia e condotto in un collegio cattolico a Roma. Battezzato di nascosto da una domestica, era divenuto cristiano e in quanto tale "doveva" ricevere una educazione cristiana: solo a diciotto anni avrebbe deciso se tornare alla religione dei padri. Ne nacque un caso di stato: su istigazione di Cavour, le istituzioni ebraiche protestarono vivamente, ma Pio IX fu irremovibile. Lo scrittore e giornalista cattolico Vittorio Messori ricostruisce la storia di questo caso, analizzando anche il diario inedito di Mortara, in cui difende Pio IX e denuncia le strumentalizzazioni subite da parte liberale.

Note su Vittorio Messori

Vittorio Messori è nato a Sassuolo, in provincia di Modena, il 16 aprile del 1941. Suo padre Enzo era un poeta, che dopo aver combattuto durante la seconda guerra mondiale, ha portato la famiglia prima nel bresciano e poi a Torino, dove ha iniziato a lavorare per l’Italgas. Vittorio Messori ha frequentato il liceo classico d’Azeglio di Torino e dopo la maturità si è iscritto alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino, laureandosi nel 1965. Pur appartenendo ad una famiglia anticlericale, Messori nel 1964 si convertì al cattolicesimo e tra il 1966 e il 1967frequentò i corsi dell’Istituto di Cristologia per laici della Pro Civitate Christiana, ad Assisi. Qui conobbe Rosanna Brichetti, che sposò nel 1996. Dopo gli studi, tornò a Torino einiziò a lavorare per la Società Editrice Internazionale. Parallelamente cominciò la sua collaborazione con alcuni quotidiani e si dedicò alla ricerca di informazioni per il suo primo libro, “Ipotesi su Gesù”, che vide la luce nel 1976. Nel 1970 entrò a far parte della redazione di Stampa Sera e poi fu uno dei tre giornalisti che svilupparono il settimanale culturale Tuttolibri. In seguito fu chiamato da Giuseppe Zilli, direttore di Famiglia Cristiana, per lanciare Jesus, nuovo periodico di informazione religiosa. Accanto al lavoro alla redazione di Jesus, Messori continuò a dedicarsi alla scrittura di libri. Nel 1982 pubblica “Scommessa sulla morte” e nel 1984, dopo un’intervista all’allora cardinale Joseph Ratzinger, scrive “Rapporto sulla fede”. Dal 1990 lasciò Milano e si trasferì con la moglie a Desenzano del Garda. Dalla casa di Desenzano Vittorio Messori ha continuato a scrivere e a collaborare con quotidiani e riviste.

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