Invisibile

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3.5

di Paul Auster


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Descrizione

Nel 1967, Adam Walker ha vent'anni e studia a New York; la sua unica aspirazione è diventare poeta. Durante una festa, conosce l'enigmatico e inquietante professore parigino Rudolf Born e la sua seducente fidanzata, Margot. Tra loro si instaura immediatamente un legame fatto di sottintesi, di cose dette e non dette: Rudolf sembra aver preso in simpatia il giovane e gli offre di ideare e curare una rivista letteraria che intende finanziare. Adam, dal canto suo, prova una forte attrazione per Margot con la quale, quando Born torna temporaneamente in Europa, si abbandona a cinque giorni di sesso. Scoperto il tradimento, Rudolf caccia Margot. Non mostra tuttavia risentimento nei confronti di Adam che, pur sconcertato da questa ambiguità, continua a frequentarlo: sino a quando, una sera, non assiste alla criminale esplosione della sua aggressività. Tormentato dai sensi di colpa per non avere tempestivamente avvisato la polizia e consapevole di aver vissuto un'esperienza che lo segnerà per sempre, trascorre l'estate in città con la sorella Gwyn: complici le loro solitudini e i loro lutti, i due riallacciano le fila di un legame profondo che li unisce sin dall'infanzia. All'inizio dell'autunno, Adam parte per Parigi, ufficialmente perché ha vinto una borsa di studio. Ma Parigi è anche la città in cui, sfuggendo alle autorità americane, è tornato a vivere Born. Adam sa bene che si dovrà così confrontare con la parte più nera e imperscrutabile della propria anima.

Note sull'autore

Paul Auster è nato da una famiglia ebrea di origini polacche a Newark, nello Stato americano del New Jersey, il 3 febbraio 1947. Suo padre, Samuel Auster, era proprietario di alcuni edifici di Jersey City. Sua madre aveva circa 13 anni in meno del marito. Il loro, fin dai primi giorni, non è stato un matrimonio felice. Paul Auster è cresciuto a Newark, assieme alla sorella, più piccola di lui di circa tre anni e affetta da forme di squilibrio mentale. La situazione famigliare ha segnato la vita di Paul Auster, come rivela lui stesso nel suo memoir dal titolo “Hand to Mouth” (1997). Paul inizia a nutrire una forte passione per la letteratura fin da giovane. Dopo le scuole superiori, inizia a viaggiare per l’Europa, visitando l’Italia, la Spagna, Parigi e Dublino, la città di James Joyce. Tornato negli Stati Uniti, si iscrive alla Columbia University. Nel 1966 conosce la scrittrice Lydia Davis, con la quale si sposerà il 6 ottobre 1974 e da cui avrà un figlio. Nel 1969, dopo aver conseguito la laurea, si imbarca su una petroliera e viaggerà per un anno. Poi è di nuovo in Francia, dove resta per tre anni, dal 1971 al 1974. Tornato negli Stati uniti, pubblica due volumi di versi: “Unhearth” e “Wall Writing”. Il suo primo romanzo è del 1979, “L’invenzione della solitudine”, un romanzo autobiografico incentrato sul suo rapporto con il padre, deceduto poco tempo prima. Nel 1985 ottiene il successo a livello internazionale con la trilogia di New York composta da “Città di vetro”, “Fantasmi” e “La stanza chiusa”. Da questo momento in poi, scriverà altri numerosi romanzi e alcune sceneggiature per il cinema. Dopo aver divorziato dalla Davis, nel 1981 si è sposato con la scrittrice Siri Hustvedt, da cui avrà una figlia, Sophie.
 

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.6 di 5 su 9 recensioni)

5.0Invisibile, 28-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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La maggioranza della critica estera lo ha definito senz'altro il migliore di Auster, o almeno uno dei suoi migliori. Innanzitutto è un capolavoro dal punto di vista strutturale: ci stiamo appassionando alla prima parte ed ecco che le carte sono sparigliate nella seconda e così nella terza. Ma non è finita: c'è un primo e un secondo epilogo che smentiscono e confermano la storia alla quale come lettori avevamo creduto. Altro virtuosismo ineguagliabile: Auster moltiplica i punti di vista in una successione di narratori, uno diverso dall'altro - tra i quali a un certo punto appare pure l'autore in un suo classico travestimento. E' un sistema complicato? Affatto. Perché la scrittura di Auster tiene da un capo all'altro della storia con una fluidità e una maestria ineguagliabili. Lo conosciamo tra i grandi nell'arte di narrare, ma stavolta lui ci sorprende non replicando il cliché che avremmo potuto attribuirgli - e del quale ci saremmo potuti pure appagare. Basti pensare che stavolta il mondo dell'erotismo fa la sua apparizione in alcune delle sequenze più riuscite di tutto il romanzo. Impareggiabile nel rappresentare i suoi personaggi nelle diverse età drella vita. E insuperabile nella capacità di rendere possibile anche gli scherzi più improbabili del destino. Quanto al gioco di specchi tra verità e finzione, tra vero e falso, tra esattezza ed impostura del ricordo, be' non ci sono parole per riassumere la densità del contenuto. Insomma, Auster è un grande e questo è il suo ultimo capolavoro. Un libro che inquieta ed al tempo stesso riconcilia con il mondo.
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4.0L'intoccabile, 25-02-2011
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Nel 1967 Adam Walker, un ventenne che studia a New York e vuole diventare poeta, incontra un personaggio subdolo e inquietante, non per questo privo di fascino, il professore parigino Rudolf Born, a contratto presso la Columbia University. Tra i due si instaura un rapporto ambiguo, tanto che Born spinge Walker a letto con la propria amante Margot. Una sera Adam assiste all'esplosione della violenza del professore che accoltella e uccide un adolescente di colore. Born scompare e ritorna a Parigi dopo che il ragazzo lo ha denunciato.
Chi è veramente Rudolf Born? Un docente di affari internazionali, un maniaco, una spia, un agente dei servizi? Con questi interrogativi Adam Walker trascorre l'estate in un rapporto incestuoso con la sorella, fino a quando decide di partire per Parigi grazie ad una borsa di studio. In realtà è intenzionato a scoprire qualcosa di più su Born. Di qui in avanti la trama si complica...
La vicenda si sposta al 2007, quando uno scrittore affermato riceve da Walker, che era stato suo compagno di università, un manoscritto con la prima parte della vicenda. Ne seguirà un secondo e ancora un terzo. Walker, sessantenne e malato terminale di cancro, vuole affidargli la storia per una eventuale pubblicazione.
Il libro sarebbe anche avvincente, ma è limitato dagli artifici letterari - neppure troppo originali - che Paul Auster adotta. Il finale, affidato alla narrazione di un altro personaggio che ha conosciuto Born, pare addirittura monco e lascia l'amara sensazione di aver letto qualcosa di non compiuto.
Scritto nel 2009 e prontamente pubblicato da Einaudi, come si conviene agli scrittori di grido.
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4.0Invisibile, 14-02-2011
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Romanzo dallo stile pulito e conciso. "Invisibile" è un buon libro. Non ottimo. Non siamo assolutamente ai livelli di "Leviatano" - che rimane a mio parere il suo capolavoro - però siamo di fronte ad un'opera ben scritta, poliedrica, avvincente quanto basta.
Ci sono elementi tipici della narrativa "austeriana": il personaggio scrittore, il libro dentro al libro, le diverse storie che si intrecciano.
C'è un espediente che funziona, ed è quello di inserire tre grossi filoni di narrazione - Primavera, Estate, Autunno - usando di volta in volta la prima persona, poi la seconda, poi la terza.
Al centro di tutto c'è Adam Walker, che potrebbe essere un ideale figlio di Benjamin Sachs, protagonista di Leviatano.
Stesso ardore, stessi ideali, stesso impeto, stessa disillusione verso un'America che non corrisponde ai propri sogni.
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4.0Invisibile, 03-11-2010
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Ben scritto. In certi momenti talmente ossessivo che non riesci a staccarti dalla storia finchè non scopri che la verità, in fondo, non la saprai mai...
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3.0Invisibile, 31-10-2010
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E' il primo libro di Paul Auster che leggo, e non ho capito cosa volesse dimostrare mandando il personaggio più enigmatico a finire in un' isoletta caraibica, senza spiegazioni di sorta; l'autore scrive molto piacevolmente,e ha creato molte buone possibilità di intrecci in questo libro, ma non ne ha sviluppato a pieno nessuna, oppure, come ho letto in alcune recensioni, lo ha fatto volutamente, seminando tracce poco individuabili (un po' come Antonioni in blow up? niente è come sembra?)
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4.0E' PROPRIO PAUL AUSTER, 08-09-2010
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L'ultimo libro di questo scrittore americano credo che raccolga la sintesi del suo stile, n "INVISIBILE" Auster mostra tutta la sua maturità da cui deriva un libro davvero scorrevole.
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3.0carino..., 06-08-2010
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Romanzo splendidamente scritto da uno dei migliori scrittori contemporanei. Ambientato tra il 1967 e i giorni nostri,il giovane e tranquillo studente Adam Walker si trova coinvolto suo malgrado in un omicidio...
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2.0Mah..!, 08-07-2010
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Mah!
questa è la prima parola che mi viene in mente dopo aver letto questo libro..
Non posso dire che mi è piaciuto ma neanche il contrario. Forse risento del fatto di aver già letto altri 2 libri di Auster e il paragone con questi a parer mio non regge.
Ad ogni modo, il libro è interessante per la struttura fatta di racconti in prima persona e in terza, per i flashback, per il racconto di un libro nel libro. e anche la trama è originale e non banale. Ma mi sarei aspettata qualcosa di più. Non ci si affeziona al protagonista, Si vive la vicenda senza eccessivo trasporto.
Detto ciò resta comunque un libro niente male
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3.0Di certo, non il miglior libro di Auster!, 06-07-2010
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Ho trovato il romanzo poco scorrevole, rispetto ad altri testi di Auster... Nulla a che vedere con Mr Vertigo o similari. Un po' morboso, tra l'altro.. Non lo consiglio.
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