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L' invenzione della solitudine

L' invenzione della solitudine

di Paul Auster


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Descrizione

Il libro si compone di due scritti speculari. Il primo, "Il ritratto di un uomo invisibile", è una meditazione sulla scomparsa del padre, scritta qualche settimana dopo la sua morte. "Niente è più terribile che trovarsi faccia a faccia con gli oggetti di un morto. Le cose di per sé sono inerti: assumono significato solo in funzione della vita che ne fa uso", scrive Auster nel passare in rassegna le carte e gli oggeti del padre. Nel secondo "pezzo", "Il libro della memoria", l'autore sposta la sua attenzione dalla sua identità di figlio a quella di padre: riflette sulla condizione solitaria dello scrittore e prova a immaginare quella che sarà fatalmente la separazione dal figlio che cresce.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 5 recensioni)


4.0Riflessioni intime, 01-05-2012
di A. El karimi - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro degli anni ottanta, quasi un'opera prima in prosa, ritengo. Né romanzo né racconti: note autobiografiche, memoriali, riflessioni, in un continuo rapporto tra vita e letteratura. A tratti diseguale, ma pieno di argomenti interessanti. Mi è piaciuta molto tutta la parte dei legami con il figlio bambino, e la originale rilettura del nostro "Pinocchio".»

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3.0Un pò algido, 10-08-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 4
di G. Urbani - leggi tutte le sue recensioni

«Primo libro letto di Auster e... Mi ha incuriosito. Per tale motivo ho continuato a seguirlo. Diverso dal solito Auster, più intenso, forse, ma anche diseguale. Si compone di due sottoromanzi, il primo sulla morte e, anche, sulla vita del padre, il secondo sulla vita in generale che, sia pur scitto in maniera impeccabile diventa, alla fine un pò stucchevole. Interessante, comunque.»

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4.0Un viaggio nell'anima, 06-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di I. Pennestrì - leggi tutte le sue recensioni

« Scrivere non è più un atto di libera scelta per me, è una questione di sopravvivenza, scrive Paul Auster in uno dei suoi libri e 'L'invenzione della solitudine' nè è un ottimo esempio. Nel primo libro assistiamo a un intensa confessione, quasi fossimo sul lettino del migliore degli pscicoanalisti a raccontare la storia della nostra vita. E' così che Auster ci introduce la sua, in un labirinto di lacrime mai piante, emozioni tradite, ma non sussurrate. La perdita di una persona cara è l'elemento scatenante, che da il via a una serie di riflessioni sulla vita che potrebbero benissimo essere quelle di ognuno di noi. Il secondo libro, come esplicitato già dal titolo, parla di solitudine sia essa interiore o sociale, repressa o manifestata attraverso la sua stessa opera. In questo libro Auster arriva davvero all'anima dell'individuo, quella più profonda e nasconta, quella che nessuno mostra mai nemmeno a se stesso. Un capolavoro della letterautra americana, un viaggio nel cuore e nell'anima di un uomo, che ha ancora tanto da dire.»

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4.0L'invenzione della solitudine, 03-04-2011
di M. Stolti - leggi tutte le sue recensioni

«Lo consiglio a persone che amano leggere in solitudine. Il romanzo è composto da 2 racconti: in uno Auster ci parla dell'elaborazione del lutto per la morte di suo padre (la scrittura è stata catartica in questo), nel secondo ci sono tanti brani legati a momenti della sua vita, frammenti di ricordi.
Il primo racconto è totalmente autobiografico e viene ricostruita la storia della famiglia Auster, emigrata dall'Austria negli Usa e delle difficoltà legate all'adattamento in una terra con diverse tradizioni e cultura. Molto toccante la ricostruzione della figura paterna.
Il secondo racconto sembra la raccolta di diverse parti del suo diario. L'ho trovato interessante perché sono affascinata dalla scrittura di Auster e anche dalla descrizione della sua vita giovanile, devo però riconoscere che spesso non c'è legame tra un ricordo e l'altro; è come se non ci fosse un vero filo conduttore, oltre alla voglia di raccontare di sé!
»

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5.0L'invenzione della solitudine, 27-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Risaliti - leggi tutte le sue recensioni

«Memoir molto toccante. Solo dopo la morte del padre l'autore si rende conto di non averlo mai realmente conosciuto; il ritrovamento di una fotografia porta a galla un mistero sepolto nel passato dal quale Auster prenderà spunto per indagare sulla figura del padre e sul suo rapporto con lui.»

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