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Gli internati militari italiani in Germania 1943-1945

Gli internati militari italiani in Germania 1943-1945

di Gabriele Hammermann

5.0

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  • Editore: Il Mulino
  • Collana: Biblioteca storica
  • Traduttore: Morandi E.
  • Data di Pubblicazione: novembre 2004
  • EAN: 9788815097033
  • ISBN: 8815097031
  • Pagine: 573
  • Formato: rilegato
Con l'armistizio dell'8 settembre 1943 e il conseguente rovesciamento delle alleanze, i militari italiani si ritrovarono nemici degli ex alleati tedeschi. Salvo i pochi che accettarono di affiancarsi alle truppe naziste, confluendo nell'esercito della neonata Repubblica di Salò, oltre mezzo milione di soldati italiani furono deportati in Germania. Basato su un'imponente ricerca in archivi italiani e tedeschi e su testimonianze dirette dei reduci, questo volume è una descrizione approfondita dell'esperienza degli internati militari italiani. La ricerca mette in luce l'atteggiamento dei tedeschi verso i prigionieri, le direttive per il loro sfruttamento come forza lavoro nell'industria bellica e le condizioni materiali di vita dei soldati italiani.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Internati militari italiani., 21-09-2011, ritenuta utile da 8 utenti su 10
di - leggi tutte le sue recensioni
Internati militari italiani chiamati IMI dai tedeschi. Erano soldati italiani rastrellati nei giorni successivi all'Armistizio di Badoglio e deportati nei territori del Terzo Reich. Fu loro imposta una scelta, o aderire all'esercito tedesco o finire nei Lager in Germania, pochi diedero il loro consenso per tutti gli altri i campi di concentramento come prigionieri di guerra. Da prigioniri di guerra furono trasformati in lavoratori civili affinche' potessero svolgere lavori coatti massacranti senza aiuti da parte della Croce Rossa e nessuna Convenzione di Givevra per l'IMI. Nonostante l'amicizia tra Hitler e Mussolini, il quale stava creando l'RSI, Hitler aveva una bassa considerazione degli italiani, erano traditori, tiratori franchi e quindi immediatamente giustiziabili, ma tutto questo era gia' condito da un pregresso sentimento di razzismo che stava alla base della propaganda nazista. Gli IMI vennero impiegati nelle industrie pesanti, nelle fattorie e in altre faticosissime attivita' , con orari di lavoro insostenibili, con cibo ed abbigliamento inadeguati, condizioni igieniche precarie. Erano costantemente ingiuriati, maltratti, puniti e spesso uccisi per un nonnulla, vivevano in veri campi di sterminio. In Germania c'erano circa ottocentomila IMI, a migliaia non fecero ritorno.
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