L' intermittenza

L' intermittenza

3.0

di Andrea Camilleri


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Descrizione

Una grande azienda, la Manuelli, che sostiene l'economia del Paese e dà lavoro a migliaia di operai. Il suo presidente, vecchio padre della rinascita industriale italiana. Il figlio di lui, inetto e velleitario. Il direttore del personale, abile e cinico. E il direttore generale, il solo a non mostrare cedimenti: Mauro De Blasi. Su questa realtà si allunga l'ombra della crisi: e allora bisogna tagliare e cassintegrare, trattare con ministri e sottosegretari, fronteggiare sindacalisti e occupazioni. Ma la Manuelli tiene botta, anzi, fiuta l'affare: si tratta dell'azienda Birolli, il cui proprietario è assillato dai creditori e pronto a svendere tutto pur di salvarsi. Un solo bene nemmeno il curatore fallimentare potrebbe togliergli: la nipote Licia, superbo esemplare di femmina determinata, intelligente e sensuale. Ancora una volta Mauro De Blasi si dimostra più furbo di tutti anche se c'è qualcosa, uno strano fenomeno, che inizia a manifestarsi con inquietante frequenza nelle sue giornate: l'intermittenza. Un thriller finanziario spietato, un dramma che ha il passo implacabile che Camilleri ci ha già mostrato in "Un sabato, con gli amici", quando i suoi personaggi appaiono scolpiti con scabra efficacia, quasi con crudeltà, rastremati attorno alle pure motivazioni del loro agire: l'odio, il desiderio, la vendetta, il potere.

In sintesi

Mauro De Blasi, direttore generale di una tra le più note ed influenti aziende italiane, si serve da sempre di giochi d'astuzia, simulazioni ed alleanze strategiche per mantenere salde le redini del suo impero. Da un certo periodo, però, si è reso conto di aver iniziato a perdere colpi a causa di un piccolo disturbo, un temporaneo black-out che gli capita all'improvviso e lo estrania dal mondo circostante. Questo è un problema anche più grave, dal momento che capita proprio mentre l'azienza è in difficoltà a causa della crisi economica e che gli operai ne hanno occupato uno stabilimento. Un danno d'immagine al momento è proprio la cosa più rischiosa nel suo universo di relazione spietate nel quale non può fidarsi di nessuno: la moglie, Marisa, è tesa solo al soddisfacimento dei suoi piaceri e capricci, e i suoi due vicedirettori aspettano solo l'occasione più propizia per fargli le scarpe.

Note sull'autore

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle il 6 settembre 1925. Dopo una breve esperienza di studi presso il collegio vescovile, dove viene espulso per il comportamento poco disciplinato, ottiene la maturità classica nel maggio del ‘43 presso il Liceo Empedocle di Agrigento, pur non sostenendo gli esami di maturità in quanto il preside della scuola decise che sarebbe stato sufficiente lo scrutinio, visto l'imminente sbarco in Sicilia degli alleati. Nel ‘44 si iscrive all'Università, alla facoltà di Lettere, ma non consegue la laurea. Nel ‘45 entra a fare parte del Partito Comunista Italiano e inizia a pubblicare brevi racconti e poesie. Dal '48 al '50 studia regia all'Accademia Nazionale d’ Arte Drammatica Silvio d'Amico per poi lavorare come regista e sceneggiatore. Nel ‘54 tenta l'ingresso in RAI, ma non ha successo in quanto appartenente al Partito Comunista. L'ingresso in RAI avverrà anni dopo. Nel ‘57 sposa Rosetta Dello Siesto, da cui ha tre figlie. L'esordio nella narrativa avviene nel 1978 con un romanzo dal titolo "Il corso delle cose", scritto dieci anni prima e pubblicato da un editore a pagamento. Seguiranno altre numerose opere, ma il vero successo avviene con la serie dedicata al commissario Montalbano, il cui primo romanzo è del 1994 ed è intitolato "La forma dell'acqua". La serie legata al commissario Montalbano dà vita ad una serie televisiva di successo, dal titolo omonimo, che trova il favore del grande pubblico, aumentando la fama dell'autore. Camilleri è un autore che, attraverso i romanzi, racconta la Sicilia, con ambientazioni, atmosfere, personaggi e dialoghi che emanano quel fascino e quella simpatia tipica della sua terra.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.1 di 5 su 19 recensioni)

2.0Non è male, ma, 18-05-2012
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Se non avessi letto le fantastiche avventure di Montalbano avrei dato anche quattro stelline a questo romanzo che si legge d'un fiato ma che non mi ha coinvolto fino in fondo (visti i precedenti) . Non sembra nemmeno pubblicato da Camilleri! Riesce comunque a tenerti incollato al libro e questo è una qualità dell'autore ma a volte si perde in stereotipi e luoghi comuni che non penso gli appartengano.
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4.0L'intermittenza, 21-04-2012
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Un disturbo fisico, quel'intermittenza che da il titolo al libro, che è causa di grandi disagi per ci ne è affetto. Un uomo che con il suo lavoro ha costruito un piccolo mondo, ed è circondato da gente ambiziosa oppure incompetente, e che non più quindi mostrare alcun segno di debolezza. Un romanzo attuale, diverso dagli schemi classici di Camilleri.
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4.0L'intermittenza, 17-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Mi è piaciuto molto questo libro, La descrizione dei personaggi è il punto di forza del libro, aggiungendo che non si capisce fino quasi alla fine dove possa mani andare a parare lo scrittore con una ambientazione originale e molto attuale, Camilleri anche quando con i suoi racconti esce dalla Sicilia riesce comunque a scrivere degli ottimi racconti.
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2.0Racconto deludente, 08-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ho letto questo libro perchè mi è uscito in regalo in seguito ad un ordine che ho fatto. Spendere 18, 00 Euro per un libro piccolissimo che si legge in poche ore, non ci avrei pensato proprio. E' ben lungi dal definirlo un thriller, più che altro sembra un soggetto da film tv. Parla di una società priva di valori, di una morale, di manager spregiudicati dove esiste solo il denaro, il potere, le belle donne, che quest'ultime non si tirano indietro di fronte le avances di questi play boy. L'autore si è troppo soffermato sulle scene di sesso, e non mi è piaciuto che sia andato proprio nei dettagli, sarà che sono un pò all'antica. La parte che più mi è piaciuta è stato il finale in cui il protagonista principale che si credeva tanto Onnipotente viene colto dalla fatalità del destino.
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3.0Mediocre, 21-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Completamente diverso dal Camilleri a cui siamo abituati è una storia moderna con personaggi fin troppo attuali e senza scrupoli. Sarà forse per questo che mi è piaciuto poco; non spazia, non ti fa immaginare, è troppo crudo e scarno, e direi anche un po' noioso.
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3.0Mi aspeetavo di più, 26-12-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Da una delle penne più prolifiche ( forse troppo... ) e geniali della letteratura moderna mi aspettavo di più!. I personaggi si mischiano con troppa frequenza e a parere mio stordiscono il lettore che è costretto ad andare a rileggersi i nomi, funzionalmente inseriti nella prima pagina. Sembra piu' una sceneggiatura che un romanzo. Ma chissà se fra qualche anno lo vediamo al cinema!
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3.0UN GIALLO UN PO' DIVERSO, 09-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Per un amante di Camilleri e del suo grande Montalbano si tratta sicuramente di una trama un po' diversa anche se accattivante e sicuramente moderna e attuale. Intrighi commerciali, amori, odi e rivendicazioni c'è un po' di tutto e si legge verament ein poche ore. Vale la pena.
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3.0Camilleri, 01-11-2010
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Un bel romanzo, il solito Camilleri, tutto scorre tra intrighi e tradimenti tra fantasia e realtà (come lo scrittore stesso sottolinea nella nota finale.
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2.0un po' deluso, 27-10-2010, ritenuta utile da 4 utenti su 4
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quando ho comprato questo libro ho atteso che mi arrivasse con trepidazione,immaginando di calarmi in un altra avventura del maestro camilleri,piena di ironia e di sapidissime situazioni.Devo dirmi deluso,per cominciare l'intermittenza del titolo non ha una parte poi così determinante nella storia;si rivelerà poi fatale,ma non darà mai al lettore la sensazione del disturbo paranoico del personaggio a cui si manifesta.Un triangolo amoroso che avvince in parte e lascia il lettore, che aspetta che la vicenda prenda piede con la sensazione che si sarebbe dovuto dire di più.La parte finanziaria della storia è più buona,ma anche qui si sarebbe dovuto entrare più nei particolari.E' un peccato perchè l'idea di fondo c'è ed è geniale; delude il fatto che non sia stata sfruttata a dovere,come se camilleri avesse voluto svolgere un compitino quando c'erano spunti per scrivere un romanzo di 5-600 pagine e non una via di mezzo tra un racconto e un romanzo.
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3.0L' intermittenza , 27-10-2010
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Il Camilleri di quest'ultimo periodo non è più paragonabile al primo. Sembra abbia fretta di terminare il romanzo. Niente di estasiante.
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2.0Che Camilleri abbia un ghost writer?, 20-10-2010, ritenuta utile da 6 utenti su 6
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Sarà una mia impressione ma da qualche romanzo Camilleri ha perso Camilleri: non trovo più quell'ironia, quella sapidità siciliana che me lo facevano apprezzare. In particolare questo romanzo, ben articolato, scritto bene, un'operina tutto sommato passabile, non contiene niente del primo Camilleri, se non qua e là, qualche tocco come le opere di bottega dei pittori del cinquecento.
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3.0italia di oggi, 16-10-2010, ritenuta utile da 4 utenti su 5
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Ancora una volta Cammilleri esce dalla strada della serie di Moltalbano e imbocca la via che porta a trattare la storia di oggi, nuda e cruda. Osservatore attento, stavolta la trama è ambientata in un paese del nord, con una grande azienda in crisi e tantissimi lavoratori, un veccio presidente con principi che ormai hanno segnato il passo.
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