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Gli interessi in comune

Gli interessi in comune

di Vanni Santoni


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Descrizione

Jacopo, il Mella, il Paride, il Dimpe, il Malpa, Sandrone. Sono amici. Nel '95 hanno sedici anni e un unico passatempo comune: sperimentare nuove droghe. Oppio, coca, anfetamina, mescalina, ecstasy, marijuana, tabacco, perfino noce moscata. Provano di tutto pur di riempire il vuoto che sentono dentro. La scuola che non va, le ragazze che "non ci stanno", i genitori assenti o troppo presenti, una città - Firenze - che non li accoglie e li spinge in periferia fanno da sfondo alle avventure dei sei amici. Ogni capitolo porta il nome della droga che viene assunta per la prima volta. Tra rave party, spacciatori, viaggi ad Amsterdam, ricerche di nuovi "mondi" e puntuali descrizioni della fauna che popola il sottobosco giovanile, Vanni Santoni descrive una realtà nichilista e amara, e un'amicizia vera, profonda, pura.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 4 recensioni)


3.0Un eco a Rimbaud e a Baudelaire, 29-07-2011, ritenuta utile da 53 utenti su 53
di S. Berlinguer - leggi tutte le sue recensioni

«Una generazione di ragazzi sconvolti dalle droghe in una piccola provincia della Toscana, giovani alienati dall'uso e dall'abuso delle sostanze stupefacenti che li fa viaggiare in un'altra dimensione esiliandoli dalla realtà delle loro famiglie, dei loro genitori e dalle responsabilità della scuola che vedono solo come un mezzo per farsi mantenere il più a lungo possibile nelle loro ricche dimore.
Un romanzo che indubbiamente ci fa riflettere su uno dei temi più discussi, attraverso i protagonisti che l'autore nomina con frequenza ritmata. Iacopo, il Dimpe, il Mella, il Malpa Sandrone ognuno di loro interprete di se stesso, inconsapevole dei limiti della propria mente e della capacità di sopportazione del proprio fisico, ognuno di loro con la propria insoddisfazione, con il desiderio di evasione cosi vivo da renderli incoscienti dinanzi al valore della vita.
La noia della provincia e la mancanza di stimoli viene descritta con dialoghi schietti e talvolta un po' dialettali, forse per farci sfiorare la quotidianità di questa generazione che tenta di muoversi nella società con inquietudine e angoscia, cercando l'appoggio delle droghe per apparire e non lasciare trasparire la flebile condizione mentale che li lega ad un futuro incerto. Un romanzo attuale e provocatorio, che talvolta fa eco alle poesie di Baudelaire e Rimbaud esaltando l'aspetto più tangibile di un disagio interiore, visto come una fuga continua dalla realtà, che un giorno li allontana e il giorno dopo li attrae nuovamente a se con la stessa inesorabile forza di una calamita.
»

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5.0recensione, 22-11-2008, ritenuta utile da 1 utente su 1
di C. Ponente - leggi tutte le sue recensioni

«Ho visto l'autore a Cuneo insieme a Bianchi e Bosonetti, era un dibattito sull'adolescenza ma anche una presentazione di questo libro e di quello di Bosonoetti. Comprato il volume, l'ho letteralmente divorato, tanto è divertente, ma attenzione: e' anche un libro molto amaro. Vanni Santoni ha un dono speciale, di guardare nei cuori delle persone, giu' in fondo, dove c'è un universo di cose non dette e nostalgie. Anche il più "macchietta" dei comprimari nasconde un dramma, un vissuto, dei desideri, e si vede. Tra l'altro e' raro che qualcuno che scrive cosi' bene sia anche cosi' bello :)»

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5.0capolavoro?, 15-06-2008, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di T. Maman - leggi tutte le sue recensioni

«di certo il libro più divertente dell'anno. di certo santoni può dare lezioni di prosa al 90% degli scrittori italiani e a tutti i suoi coetanei. non essendo il mio genere duro fatica a definire "capolavoro" un libro di narrativa contemporanea con protagonisti giovani contemporanei, ma siamo in quella categoria lì.»

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5.0fenomeno, 24-05-2008, ritenuta utile da 4 utenti su 4
di S. Magini - leggi tutte le sue recensioni

«un libro divertentissimo ma anche amaro, un vero capolavoro di realismo in un universo, quello dei libri "sui giovani", pieno di lavori ridicoli. Vanni Santoni coglie nel segno in media una volta per pagina o anche di più: totale quasi 300 colpi di genio.»

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