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Insciallah

Insciallah

di Oriana Fallaci


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Nel 1990 Oriana Fallaci torna al romanzo con "Inscialla"h, un'opera corale che prende spunto dalla missione occidentale di pace a Beirut dopo i sanguinosi eventi del 1982. Una "piccola Iliade" che la stessa Fallaci racconta dando voce a uno dei protagonisti, il Professore, un militare appassionato di letteratura: "Posso anticiparti che la storia si svolge nell'arco di tre mesi, novanta giorni che vanno da una domenica di fine ottobre a una domenica di fine gennaio, che s'apre coi cani di Beirut, allegoria ai bordi della cronaca, che prende l'avvio dalla duplice strage, che segue il filo conduttore d'una equazione matematica, cioè dell'S=K In W di Boltzmann, e che per svilupparne la trama mi servo dell'amletico scudiero di Ulisse. Quello che cerca la formula della Vita. Uno spicchio del campionario umano che il libro offrirà: il calabrese povero e brutto, il sardo taciturno e orgoglioso, il siciliano invadente e vivace, il veneziano ricco e deluso, il toscano becero e arguto, il romagnolo ingenuo e impaurito, il torinese educato e ottimista... Ci ho messo anche la splendida e misteriosa libanese che chiamo Ninette, anzi le ho attribuito un ruolo decisivo, e i simboli della triste città. Ci ho messo i bambini che la guerra uccide, i lenoni che la guerra favorisce, i banditi che la guerra protegge, molte donne tra cui un surrogato di donna detto lady Godiva, nonché cinque monache che mi seducono e che intendo coinvolgere nella tragedia."

Note su Oriana Fallaci

Oriana Fallaci nacque a Firenze il 26 giugno 1929. Visse un'infanzia difficile a causa della seconda guerra mondiale. A soli dieci anni infatti, il padre Edoardo, fervente antifascista, la coinvolse nelle attività della Resistenza, esperienza che contribuì a forgiare una donna dal carattere combattivo e tenace. Per l'impegno in guerra ricevette anche la medaglia d'onore dell'Esercito Italiano. Subito dopo la guerra, non ancora maggiorenne, iniziò a lavorare come giornalista. Scrisse per importanti testate giornalistiche, tra cui L'Europeo e il Corriere della Sera, e i sui articoli furono spesso tradotti all'estero. Iniziò anche a frequentare la facoltà di Medicina, ma abbandonò gli studi dopo poco, per dedicarsi completamente all'attività che più le piaceva e meglio le riusciva: scrivere. In poco tempo, la sua naturale capacità abbinata ad un carattere di ferro, la portarono ai vertici del giornalismo mondiale. Fu la prima donna in Italia ad andare al fronte come inviata speciale, tra il 1967 e il 1975 passò lunghi periodi in Vietnam, nel 1968, a Città del Messico, fu ferita durante la strage di piazza delle Tre Culture. In generale, seguì tutti i più cruenti conflitti del 1900, tutti gli eventi storici di maggior rilievo. Fece delle memorabili interviste ai potenti del mondo, tra cui Henry Kissinger, Golda Meir, Indira Gandhi, Gheddafi, Arafat e Khomeini. Sulla base delle sue esperienze di vita, scrisse numerosi romanzi, spesso autobiografici, che ne determinarono il successo internazionale e proiettarono Oriana nel gotha degli scrittori più apprezzati dell'ultimo secolo. Tra questi ricordiamo "Penelope alla guerra" (1962) "Niente e così sia" (1969), "Intervista con la storia" (1974), "Lettera ad un bambino mai nato" (1975), "Un uomo" (1979), "Insciallah" (1990), "La rabbia e l'orgoglio" (2001). Restando coerente con sé stessa, nei suoi articoli e nei suoi libri non fece mai segreto della sua opinione personale e le sue forti prese di posizione a volte (come nel caso de "La forza della ragione") suscitarono numerose polemiche. Oriana Fallaci morì a Firenze il 15 settembre del 2006.
 

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 6 recensioni)

5.0Struggente, 22-07-2011
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La storia drammatica sospesa tra la vita e la morte di chi ha vissuto a Beirut nei giorni neri della sanguinosa faida tra cristiani e musulmani. Sullo sfondo degli orribili attentati ai contingenti americani e francesi si snodano le vite dei nostri soldati che si confondono con quelle degli abitanti locali.
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4.0Spietato, forte, reale!, 24-01-2011
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Un romanzo sulla guerra e della guerra, senza vincitori né vinti, a mio parere. Forte, toccante, strappalacrime e pieno di spunti di riflessioni. Senza ombra di dubbio scritto da chi la guerra l'ha vissuta anche se da spettatrice per anni. A mio parere di livello superiore a "Un uomo"! Più leggo la signora Fallaci e più mi piace! Da leggere per chi ama i lunghi romanzi e non si spaventa del numero delle pagine!
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5.0Un romanzo d'attualità, 27-12-2010
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Anche se sono trascorsi diversi anni, questo romanzo è ancora di grande attualità per via del tema della guerra che purtroppo rimane orribile in qualsiasi epoca e latitudine. Però dietro la crudeltà dei fatti raccontati si cela l'umanità di diversi protagonisti a dimostrazione che anche nei momenti più brutti ci può essere ancora spazio per sperare di vivere una vita diversa.
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4.0A Dio piacendo, 10-11-2010
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"Volevo raccontare gli uomini attraverso la guerra ...perchè niente li rivela quanto la guerra".Ci sono tutti: i militari, dal generale alla recluta, che combattono(sic) per la pace; le suore che combattono per la fede; le bande di guerriglieri e i falangisti che combattono per i loro interessi personali; le donne, i vecchi e i bambini che combattono per vivere un giorno di più. Tutti lottano, soffrono, odiano, amano, muoiono. Un affresco senza tempo dipinto con passione e realismo dove ognuno usa il suo linguaggio, il suo dialetto. La Fallaci mostra ciò che si è e non si dice, perchè non si vuole, perchè non si sa. "Perdona loro perchè non sanno quello che fanno. Lo sanno, lo sanno." Lo sappiamo.
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4.0Da leggere, 04-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Un romanzo ambientato a Beirut in un clima di scontro tra cristiani e musulmani.
Protagonisti il contingente di pace occidentale e poi i bambini e ancora i banditi, le donne, cinque monache...storie diverse per raccontare un unico strazio...quello della guerra... ed un unico scopo...QUELLO DI POTER AMARE LA VITA VIVENDO!
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5.0Toccante realtà, 17-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 6
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Senz'altro uno dei più bei romanzi che abbia mai letto, ha come protagonisti la cruda realtà della guerra e i militari italiani in missione (con la rappresentazione dei tipi umani più svariati). L'ironia commovente in cui si ritrovano i personaggi, a contatto con la miseria e il dolore di bambini, madri, suore e commilitoni portano a sperare nella conclusione positiva di un ritorno, che invece rimane sospeso e ineluttabile. Lo stile della Fallaci è come sempre insuperabile. Veramente un'ottima lettura.
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