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Informale, oggetto, comportamento vol.2

Informale, oggetto, comportamento vol.2

La ricerca artistica negli anni '70

di Renato Barilli


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L'opera, in due volumi, raccoglie scritti e interventi stesi da un critico militante lungo un ventennio. Se l'impegno diretto e a caldo ha imposto un'ottica di partecipazione ravvicinata, non ha tuttavia impedito di cogliere e di seguire via via alcune grandi linee nel loro svolgimento. Emerge così, come ipotesi primaria, il carattere esistenziale-fenomenico della ricerca nella seconda metà del Novecento, come risulta da movimenti quali l'informale storico e, successivamente, il cosiddetto informale "freddo" (Arte povera, Land Art, comportamento ecc.). Un carattere che dapprima viene indagato con gli strumenti culturali tipici degli anni '50, tra cui in primo luogo la fenomenologia husserliana filtrata da Merleau-Ponty, mentre poi può essere posto in congiunzione con le teorie di McLuhan, che decretano la fine della Galassia Gutenberg e l'avvento dell'era elettronica. Contro queste successive ondate di forme "aperte", secondo la formula di Wölfflin, non mancano di disegnarsi le fasi di segno opposto volte a riaffermare le esigenze del "chiuso", dell'ordine e dei valori iconici (la Pop e la Op Art, o in genere l'attenzione all'oggetto). Quindi, questo aspetto di ritorno al "formato" e al definito si allarga in un'ipotesi generale di rivisitazione sistematica dei dati accumulati in tutte le età precedenti. Questo secondo volume esamina i vari aspetti dell'informale "freddo" subentrati nei tardi anni '60 (Minimalismo, Arte povera, comportamento, "performances").

Note su Renato Barilli

Renato Barilli è nato a Bologna il 18 agosto del 1935. Nel 1956 ha vinto una borsa di studio al Collegio Ventoroli e, dopo aver conseguito la laurea in Lettere nel 1958, divenne uno dei membri del gruppo ’63, partecipando al movimento artistico della neoavanguardia degli anni Sessanta. Durante gli anni Settanta è stato docente universitario. Nel 1970 ha ottenuto la cattedra di Estetica dell’Università di Bologna e nel 1972, sempre presso la medesima università, ha insegnato Arte Contemporanea. Dal 1980 è stato professore ordinario di Fenomenologia degli stili presso il DAMS, di cui è anche stato direttore del dipartimento di Arti Visive. Ha cessato la sua attività di docente nel 2011, rimanendo professore emerito dell’Università di Bologna. Nel 1998 ha vinto il Premio Feronia-Città di Fiano per la critica militante. E’ autore di numerosi saggi relativi alla storia dell’arte e alla critica letteraria. La sua attività in qualità di saggista si è concentrata sullo studio dell’arte e della letteratura contemporanea e sul Postmoderno. E’ stato inoltre il curatore di numerose mostre. E’ stato uno dei pionieri nell’utilizzo dei computer e dei nuovi media nell’ambito artistico. Assieme alla Transavanguardia del critico d’arte Achille Bonito Oliva, ha promosso gli artisti italiani facenti parte del gruppo da lui definito i “Nuovi-nuovi”.

 

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