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Un infinito numero

Un infinito numero

di Sebastiano Vassalli

4.5

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Timodemo, ex schiavo di origine greca, racconta di quando accompagnò il suo padrone e Mecenate in terra etrusca per scoprire le origini di Roma, che Virgilio, per volere di Augusto, avrebbe dovuto immortalare in un grande poema. Giunti nella città sacra di Sacni, i due cives romani e il liberto riescono a essere ammessi nei sotterranei del tempio di Mantus. Attraverso un rito esoterico, in una sola notte rivivono circa mille anni di storia: lo sbarco nel Lazio degli scampati da Troia, gli eccidi, gli stupri e i tradimenti del sanguinario Enea e dei suoi uomini, la mescolanza etnica che diede vita alla civiltà etrusca, la nascita delle 12 città confederate e della tredicesima, Roma, mai riconosciuta dalle altre perchè fondata da banditi.

Note su Sebastiano Vassalli

Sebastiano Vassalli è nato a Genova il 24 ottobre del 1941 da padre lombardo e madre toscana. Poco dopo la sua nascita la sua famiglia si trasferisce a Novara. Dopo il diploma di maturità, Sebastiano si iscrive all’università. Frequenta la facoltà di Lettere dell’ Università di Milano, dove consegue la laurea con una tesi dal titolo “La psicanalisi e l’arte contemporanea”, discussa con il professore Cesare Musatti. Tra gli anni Sessanta e Settanta Sebastiano Vassalli si dedica all’insegnamento e alla ricerca artistica, aderendo alla Neoavanguardia e prendendo parte al Gruppo 63. Ha iniziato a scrivere romanzi proprio durante gli anni Sessanta. La sua scrittura si distingue per l’approfondita ricerca storica. Molte sue opere sono ambientate nel novarese, territorio da lui amato. Sebastiano Vassalli ha collaborato e collabora con alcuni importanti quotidiani italiani, tra cui la Repubblica, La Stampa e il Corriere della Sera.
 

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 4 recensioni)

4.0Un libro incontrato per caso, 27-04-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Romanzo erudito e profondo, che sotto la sembianza di un racconto storico, intreccia simbolismi, analogie e molteplici significati. Una metafora appassionata, delicata e arguta, riguardante l'uomo di ogni secolo e il male che spesso porta agli altri uomini e a quanto lo circoscrive, poi sulla storia, insieme a riflessioni sulla morte, sul senso e il valore della parola, del raccontare che tramanda il passato in maniera indefinita e talvolta inattendibile.
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5.0Libro bellissimo e interessante, 02-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Timodemo, uno schiavo greco che racconta la storia in prima persona, viene portato in Italia e comprato dal poeta Virgilio, al quale Ottaviano Augusto commissiona un poema sul mito di Roma. Per conoscere l'origine della città dovranno giungere fino a Rasna, antica città etrusca, dove in una notte vivranno un'esperienza davvero eccezionale.
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4.0Commento, 03-02-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Questa è una lettura piuttosto interessante e, allo stesso tempo, istruttiva. Infatti, aiuta ad apprendere fatti storici, ad esempio la fondazione di Roma sui territori etruschi, permettendo al lettore di immedesimarsi bene nei personaggi e di avere una visione chiara dei contenuti storici del testo, incorniciati nella vicenda verosimile di Virgilio e Mecenate, realmente esistiti, e di Timodemo, che è invece un personaggio verosimile ideato dall'autore.
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5.0Un infinito numero, 08-11-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Uno dei punti più alti della produzione di Vassalli. Sebastiano va alla ricerca delle origini di Roma con Timodemo, schiavo liberto di Virgilio. Le origini di Roma portano agli Etruschi, civiltà raffinatissima e importantissima che non ha lasciato traccia scritta di sè. La ragione di questa mancanza ci porterà in uno splendido viaggio nel tempo, dove il contrappunto tra Virgilio (LA scrittura) e gli Etruschi (la sua negazione) apre un mondo denso di significati sulla vita, sulla morte, sull'identità delle persone e delle cose. A Vassalli, dipendesse da me, gli darei il Nobel oggi stesso.
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