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L' indipendenza della signorina Bennet

L' indipendenza della signorina Bennet

di Colleen McCullough

2.0

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  • Editore: Rizzoli
  • Traduttore: Zuppet R.
  • Data di Pubblicazione: novembre 2008
  • EAN: 9788817027298
  • ISBN: 8817027294
  • Pagine: 444
  • Formato: rilegato

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Rizzoli
Elizabeth la saggia, Lydia la mondana, Jane la bella, Mary la timida. Generazioni di lettrici hanno pianto, sperato, sognato insieme alle sorelle Bennet, indimenticabili protagoniste di "Orgoglio e pregiudizio". Vent'anni dopo l'epilogo del romanzo della Austen, le ritroviamo qui al fianco di mariti devoti, distratti o crudeli; assediate dalla malinconia o dai pettegolezzi: impegnate a crescere i figli o a frequentare circoli alla moda; alle prese con le gioie, i dubbi e le debolezze del tempo che passa. Tutte tranne Mary, la più docile, la più riservata... Non si può dire che, fino a qui, la vita sia stata troppo generosa con lei: bruttina, ignorata dai pretendenti e inchiodata alle convenzioni, ha trascorso più di un decennio al capezzale di una madre capricciosa e malata. Ora, alla morte di questa, si ritrova improvvisamente sola e libera, con un futuro tutto da inventare. Sfidando le convenzioni e le proprie più profonde paure, Mary si getta in un'avventura imprevedibile, complicata e appassionante quanto la vita stessa.

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Voto medio del prodotto:  1.5 (1.8 di 5 su 8 recensioni)

1.0Delusione, 14-03-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 8
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Un'appassionata lettrice della Austen come me è consapevole che non ci si può aspettare molto da un seguito della storia di Elizabeth e Fitzwilliam, eppure questo è stato davvero terribile. Dov'è finito l'amore di Elizabeth e Mr Darcy in questo romanzo? Chi è quest'uomo che si spaccia per Mr Darcy? Sicuramente non quello della Austen! Che delusione!
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1.0SACRILEGIO!, 01-02-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 55
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In pratica una bestemmia per gli appassionati di Elisabeth e Fitz. Non dico che l'autrice non sia coraggiosa, ma è un'eresia bella e buona questo suo libro. Ha quasi fatto passare Darcy, proprio lui per uno strupratore! E Bingley poi per un dissoluto libertino... Lydia che per quanti difetti avesse da civetta a ninfomane ce ne passa... Jane una pignucolosa senza personalità, Kathy per una cacciatrice di dote, Elisabeth completamente annullata dopo vent'anni di matrimonio... Insomma si è salvata solo Mary che credo nessuno abbia amato in orgoglio e pregiudizio, e così anche se tutto finisce bene alla fine, non mi ha addolcita, lo giudico un libro da non leggere per chi ha amato i personaggi della Austen.
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4.0L'indipendenza della signorina bennet, 31-01-2012, ritenuta utile da 8 utenti su 101
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Ammetto che da grandissima estimatrice di Jane Austen e specialmente di orgoglio e pregiudizio, mi ero immaginata tutt'altro seguito nelle vite dei protagonisti del grande capolavoro. Al contrario delle altre recensioni, io premio il coraggio della scrittrice ad abbattere un mito e a tentare di ricostruirlo rendendo l'unica nubile e più scialba tra le ragazze Bennet (Mary) la sua eroina e l'unica che con gli anni non sia appassita, ma al contrario rifiorita, tanto da trovare l'amore. Mescolare poi elementi di un libro così noto, al mistero, intrigo, amore e indipendenza oltre che ad un pizzico di suspance, trovo che abbiano reso il libro, oltre che molto ben scritto e scorrevole, coinvolgente e appassionante. Ve lo consiglio, ma non lasciatevi abbattere dal cambiamento di alcuni tra i personaggi più amati della Austen, durante il romanzo rinsaviranno (almeno quelli rimasti in vita) . A me è piaciuto!
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2.0Che delusione..., 22-08-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 6
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Un seguito di Orgoglio e pregiudizio, in cui la signorina Bennet è Mary Bennet, la terza sorella, quella che nel rimanzo originale era la meno considerata perchè bruttina e saccente. Abbastanza scorrevole e avvincente, peccato si perdano completamente gli originali personaggi della Austen: non c'era bisogno di trasformare così le sorelle Bennet e soprattutto Darcy. Quando si tocca Darcy, bisogna farlo con cognizione di causa. Posso accettare che Mary Bennet non sia la pedante del libro della Austen e riveli la sua personalità ma non che venga completamente stravolto il carattere degli altri personaggi.
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2.0VENT'ANNI DOPO, 30-05-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 8
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Si può leggere Orgoglio e Pregiudizio tante volte, vederne le varie trasposizioni cinematografiche ad esso ispirate, ma tutte le volte ci palpiterà il cuore chiedendoci se Lizzy e Darcy potranno finalmente mettere da parte l'orgoglio e il pregiudizio e confidarsi il loro reciproco amore.
Quest'ipotetico seguito della storia è carico di aspettative, per cui non ci si stupisce se si rimane sbigottiti della descrizione assai lontana dagli originali, dal triste matrimonio dei Darcy che descrive l'autrice, accennando solo all'unica cosa che è rimasta della nostra amata Lizzy dopo vent'anni di matrimonio, e cioè il suo sguardo impenitente.
Qui è protagonista Mary, brufolosa e senza dote, l'unica figlia destinata dal qui odioso Darcy ad accudire fino alla morte alla vecchia madre. Non appena quest'ultima muore, contrastanti sono i sentimenti che prova la triste Mary.
Lei prova rabbia per il suo destino di zitella subito passivamente per permettere alle altre quattro sorelle di poter vivere le loro vite da spose, nostalgia dei suoi diciassette anni vissuti tra i libri sognando di visitare i luoghi in essi descritti. La morte della madre le fa vedere tutto in modo diverso e con asprezza.
Arrivati a questo punto si è tentati di chiudere il libro perchè già in poche pagine viene totalmente distrutto il quadro idilliaco che ci siamo tutte immaginate dopo aver letto il romanzo ispiratore. Naturalmente chi è legato ad esso cercherà in ogni pagina qualsiasi accenno ai nostri amati Darcy e Lizzy, per cui meraviglia incontrare un Darcy divenuto un duro politico sprezzante della moglie e dei suoi figli, un Darcy più vicino alla prima idea che ci si fa quando si leggono le prime pagine di Orgoglio e pregiudizio.
Ma man mano che si procede, prende forma una nuova storia con dei personaggi a prima vista aridi e cattivi, svelandone a gradi il vero carattere. Tutto questo ha uno scopo, e cioè leggere la storia di Mary dal punto di vista di Mary come personaggio protagonista e non come sfondo delle vite delle altre sorelle. Ci si affeziona poco a lei, e le sue avventure non catturano. Alcuni avvenimenti poi sono del tutto inverosimili, dando al romanzo una direzione gotica che non viene neanche approfondita. Eppure la Mary desiderosa di viaggiare, conoscere il mondo e fare le sue esperienze, proprio quando ottiene ciò che vuole, appare vivere tutto con estremo distacco, vagliando gli eventi in chiave critica, senza viverli veramente.
Alla fin fine, per esserne la protagonista, Mary ne esce ugualmente come un personaggio poco attraente e ben noioso e il romanzo altrettanto.
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1.0L' indipendenza della signorina Bennet, 28-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Essendo una lettrice accanita di tutto ciò che riguarda Jane Austen non potevo non perdermi un seguito di Orgoglio e pregiudizio ma è una delle poche volte che dico con fermezza: non l'avessi mai fatto! Libro noioso e senza una trama effettiva, Elisabeth non ha più l'ironia e la forza del romanzo originale. Un consiglio: non buttate i vostri soldi.
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1.0Inconsistente, 20-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Mi chiedo se l'autrice abbia letto veramente Orgoglio e Pregiudizio o se ne abbia letto il riassunto su Wikipedia. Che ne è stato delle caratteristiche dei personaggi della Austen? Da quando Jane è così ingenua, Bingley così schiavo delle passioni, Darcy così insensibile e Elizabeth così rassegnata? E che dire di Mary... Ho immaginato il suo futuro in molti modi, ma questo proprio mi sembra improbabile. Pessimo.
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2.0... mi crolla un mito..., 30-03-2009, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Se si può tutto sommato facilmente immaginare che la superbia e l'intolleranza non siano difetti facilmente rimovibili, riesce veramente difficile accettare un Mr. Darcy bruto ed insensibile nell'intimità con la sua giovane sposa. Tutto può essere, ma non pare proprio così che ce lo consegni la Austen e, tutto sommato, è proprio il fatto di crederlo al di sopra di tali umani limiti ad averlo reso l'archetipo dell'uomo che ogni donna vorrebbe. Logico e plausibile forse, ma il "vecchio" Darcy (quello delle donnine illuse, tanto per intenderci...) mi piaceva di più. Quanto alla figura di Mary, in effetti mi pare manchi di spessore.
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