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Gli incubi di Hazel

Gli incubi di Hazel

di Leander Deeny


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Descrizione

Hazel, un'allegra bambina di otto anni, è ospite della terribile zia Eugenia in compagnia del suo antipatico cuginetto Isambard. Basterebbe l'immagine del vecchio maniero dove vivono i parenti di Hazel per spaventare qualsiasi visitatore, eppure, dopo la prima inquietante giornata con zia Eugenia, la vita comincia a cambiare. Isambard, intatti, presenta a Hazel la sua collezione di cuccioli terrificanti: un cane con la testa di legno, un gruppo di paperelle che fumano sigarette nello stagno, due maiali senza zampe... e questo è solo l'inizio! Una notte Hazel decide di esplorare il giardino e, nascosti tra i cespugli, scopre degli strani mostri: il pitonspino (un pitone con la testa di porcospino), il gorillopardo (un gorilla con il corpo da ghepardo) e la ranostrica (un'ostrica con le zampe da rana). Queste tre curiose creature non sono altro che gli incubi di zia Eugenia che, tutte le notti, disturbano i sogni dell'antipatica signora. Quando Hazel capisce che dietro i mostri c'è il suo caro cuginetto, intenzionato a far morire di paura la zia, si troverà a lottare contro Isambard e imparerà che, nelle favole come nella vita, persine le cose più brutte non sono mai così cattive come possono sembrare. Età di lettura: da 10 anni.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 10 recensioni)


4.0Favola , 27-05-2012
di S. Alimonti - leggi tutte le sue recensioni

«Una bellissima favola "nera" come neri sono i suoi bellissimi disegni che caratterizzano ogni capitolo e gli incubi che fanno i bambini ma che spesso disturbano anche i sogni degli adulti. Gli incubi di Hazel sembra un libro per ragazzini ma in realtà è tutt'altro, nasconde messaggi e riflessioni che forse solo noi adulti possiamo capire e goderne. Consigliato a tutti, sia piccoli che grandi. »

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4.0Gli incubi di Hazel, 16-02-2012
di L. Cella - leggi tutte le sue recensioni

«Questo libro è qualcosa di delizioso. Hazel è una bambina che una notte si trova a fare conoscenza con i mostri che popolano gli incubi dei bambini ma si ritroverà presto a scoprire che questi insoliti personaggi tutto sono fuorchè mostri speventosi e si instaurerà così un rapporto di amicizia anomalo.»

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4.0Gli incubi di Hazel, 06-08-2011
di F. Opoli - leggi tutte le sue recensioni

«Splendida fiaba nera, lascia col fiato sospeso fino allo straniante finale, hazel è un'allegra e curiosa bambina di otto anni, costretta dai genitori a trascorrere l'estate presso la casa di campagna degli zii. E qui dovrà fare i conti con l'antipatico cugino Isamabard (e la sua strana collezione di cuccioli mostri) e con la terribile zia Eugenia, che ci comporta con lei in maniera misteriosamente e inspiegabilmente cattiva. In questi due avverbi, misteriosamente e inspiegabilmente, è racchiuso tutto il segreto di questa deliziosa favola dark, la cui trama va in realtà al di là di quella che si potrebbe trovare in un libro per bambini, come essa all'apparenza lascerebbe supporre: dietro alle vicende della piccola Hazel, che si imbatte in animali mostruosi, personificazione di incubi, in dispetti infantili e in punizioni immeritate e incomprensibili, si cela una morale autentica e risaputa ma mai banale e scontata... E cioè che nella vita nulla è ciò che sembra, tutto può essere il contrario di tutto e soprattutto, non bisogna mai giudicare le reazioni delle persone senza conoscere la loro storia, il loro trascorso, il loro passato, poichè dietro alla scorza più dura si può nascondere il dolore più grande. Bisogna sempre provare ad avvicinarsi gli altri, sforzarsi di conoscerli, perchè quello che si può scoprire può sempre e comunque arricchirci, e questa lezione Hazel la impara ben presto, sulla sua pelle, in modo del tutto inaspettato e imprevedibile. In conclusione una piccola grande gemma in cui i buoni si scoprono cattivi, i cattivi si scoprono buoni e alla fine si comprende che bontà e cattiveria sono due medaglie della stessa faccia, che accomuna ogni uomo... Sta solo a noi riuscire a scoprirlo. Dieci e lode, infine, per la splendida veste grafica e per la spugnosa e meravigliosa copertina, un tesoro assolutamente imperdibile per ogni feticista del libro. »

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5.0Molto carino!, 20-02-2011
di G. Balducci - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro dalla copertina accattivante, e anche i disegni all'inizio di ogni capitolo sono molto carini, tutto in stile Harry Potter, ma ovviamente il genere è diverso. La storia è scritta bene, si legge con piacere perchè è contemporaneamente semplice, diretta e scorrevole. Anche la trama, per quanto "fiaba noir", sembra reale proprio per la capacità dell'autore di descrivere luoghi e sensazioni. Forse non ci sono molti spunti di riflessione di vita reale, ma in fondo non è certo quello che ci si aspetta da questo genere. In generale, un libro piacevole dall'inizio alla fine, per nulla scontato, e con la bellezza di una rappresentazione teatrale. Un altro punto a favore è che non è lungo, ma tutta la storia si articola proprio in un numero giusto di pagine.»

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3.0Gli incubi di Hazel, 14-02-2011
di J. Smith - leggi tutte le sue recensioni

«Mi ha incuriosito il titolo. E' una storia ben raccontata, ma alla fine non così ricca di virtù come molti vorrebbero far credere. Ci sono questioni che rimangono sospese, altre che vengono trattate con un buonismo affrettato che ha del superficiale. Non lo definirei un gioiello, piuttosto, una chicchina.
E' molto diverso.
»

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5.0Finito in una notte, 08-02-2011
di M. Palmiotta - leggi tutte le sue recensioni

«Questo libro si è rivelato una piacevole sorpresa: è riuscito ad entusiasmarmi e a prendermi così tanto, che in poche ore l'ho letto tutto. Ciò soprattutto grazie allo stile "fiabesco", colloquiale e molto scorrevole dell'autore.
La storia non è per niente scontata - anzi, se vogliamo, si può dire che è davvero imprevedibile. E dei personaggi, ne vogliam parlare? Troppo adorabili gli incubi, odiosa zia Eugenia, strano Isambard.
Questa "fiaba noir", come credo sia giusto chiamarla, ci fa riflettere molto su un tema attualissimo, cercando una risposta alla fatidica domanda: "Perché la gente uccide?". Eppure lo fa in una maniera coinvolgente e comprensibile, senza dilungarsi in trattati di filosofia e morale. Bello il finale.
Insomma, un libro indicato per una lettura non troppo impegnativa, di svago, di piacere, per imparare ad apprezzare una lettura senza porsi troppe domande pseudo-scientifiche e accontentandosi di viaggiare con la fantasia e imparare qualcosa.
»

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4.0Gli incubi di Hazel, 07-11-2010
di A. Rovatti - leggi tutte le sue recensioni

«Bellissimo, sfaccettato e multicolore.

E' la storia di una bimba con il nome di un fruttino secco che viene portata dai genitori a passare due settimane da una terribile zia, che in presenza dei genitori sembra molto affabile, ma che in privato riserva ad Hazel e alla servitù dei modi decisamente sgarbati e crudeli. All'inizio, Hazel si annoia moltissimo e cerca in tutti i modi di trovare un'occupazione nel grandissimo, sporchissimo, cadente (e vuotissimo) castello della zia Eugenia. C'è un cuginetto (Isambard) decisamente strambo e che cerca insistentemente la sua compagnia, e ci sono tanti animaletti bizzarri che lui ha creato con le sue mani. C'è un cagnolone (Bullivant) con la testa fatta di legno, una gran quantità di anatre fumatrici, due maialini che hanno una gamba in comune. Ma il giorno (anzi, la notte!) in cui Hazel decide di darsela a gambe portandosi appresso un misero pranzetto al sacco e una torcia elettrica, troverà nel bosco tre creature ancora più curiose e quello che scoprirà sul loro conto darà finalmente inizio alla storia vera e propria. Segreti di famiglia, rancori spinti al massimo estremo, bugie-dubbi-rimorsi legati ad una morte, esperimenti che oltrepassano il limite della fantascienza, spettacolini teatrali insieme buffi e agghiaccianti.. Tutto questo è "Gli incubi di Hazel", che si legge coma una storiella, ma nasconde un universo intero di riflessioni e di sensazioni, che abbiamo provato tutti, e non solo da bambini.
»

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4.0Gli incubi di Hazel, 05-11-2010
di G. Mucci - leggi tutte le sue recensioni

«Un ragazzini che vive una situazione familiare non delle più gradevoli e scappando di casa incontra tre mostri con cui farà amicizia e che lo aiuteranno a fa spaventare la tremenda zia...leggero e semplice, una lettura da ragazzi.»

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3.0Hazel... non ci siamo proprio!, 05-09-2010
di I. Baldi - leggi tutte le sue recensioni

«Beh, allora: libro senza infamia e senza lode.
Lo stile di scrittura non mi ha entusiasmato molto perchè era fin troppo semplice, ma forse avrebbe voluto essere una storia per bambini?
Che storia, comunque :D
Assurda, non la posso definire più che con un semplice 'carina'... ah, ma doveva essere di paura? Ma se io per la maggior parte del tempo ho ridacchiato di gusto :DDD
Voglio dire, Isambard tipo scienziato pazzo? Un bambino di, quanto, 10 anni? Che si mette allegramente a sezionare animali della giungla, a riassemblarli in nuovi ibridi, e poi questi vivono pure? E per di più PARLANO?
No, ragazzi, ma neanche ai nuovi mostri di Striscia ho visto cose talmente assurde...! :D
E come avrebbe ottenuto, Isambard, la scintilla vitale? Sappiamo bene quanto il dr. Frankenstein abbia faticato per dare vita al suo assemblaggio di pezzi di cadaveri -che poi è la stessa cosa che ha fatto Isambard-, e il caro doc era un uomo di una certa età ed esperienza... ma un bambino? Dai, è troppo inverosimile per fare paura!
E il cane con la testa di legno, perchè la vera testa era stata mangiata dal leopardo? Va bene, potrei capire se dopo l'aggressione del leopardo al povero cane non fosse rimasto altro che una massa informe come testa, ma pur sempre con un cervello funzionante, e che poi Isambard avesse deciso di "coprire" i resti schifosi del suo povero muso con delle tavole di legno... ma con dentro un cervello che funzionava ancora...
ma invece no! La testa di legno suona vuoto! E come fa allora il cane a muoversi? A essere vivo? Ancora quella famosa scintilla vitale che il giovane scienziato pazzo ha preso non si sa dove? Maddaiii...
Idem per i maiali con una zampa in comune;
ma le oche che fumano? Per favore...
Avrei capito se fosse stato specificato di poter usare normalmente la magia, per esempio, per fare queste cose; oppure se fosse stato spiegato che la storia si svolgeva in un mondo 'strano', dove le leggi del mondo reale non valgono: allora poteva essere plausibile qualsiasi avvenimento, anche cominciare a parlare con la muffa, tanto per stare in tema.
Ma qui invece ci si trova in una "normale" casa, in una normale strada, in un normale mondo...
eh no, così non va: bisogna fare le cose fino in fondo. O crei una storia ambientata nel mondo di tutti i giorni dove non avviene nulla di 'strano', o dai libero sfogo alla fantasia creando una dimensione parallela in cui puoi far accadere quello che ti pare.
Ma mischiare le due cose... il risultato è una storia totalmente inverosimile, che sfiora il ridicolo.
Alice in Wonderland, tanto per citare la quarta di copertina, non è stato mica ambientato in una normale città vittoriana, ma nel Paese delle Meraviglie, così Carroll ha potuto far accadere qualsiasi cosa volesse!
»

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3.0Per gli amanti del genere "Burtonesco", 03-08-2010
di M. Redaelli - leggi tutte le sue recensioni

«Nonostante sia per ragazzi, se come me amate Tim Burton,non potete nn leggere questo libro.
Una zia perfida, un cuginetto di poche parole, anatre che fumano e un cane dalla testa di legno...per certi versi questo libro mi ha ricordato le strane vicende del film "Una serie di sfortunati eventi".
Si legge in un paio di giorni...e, seppur nascoste in una "nera storia" per bambini, ci sono tematiche molto più "adulte" di quanto non immaginiamo.
»

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