Gli impiegati

Gli impiegati

di Honoré de Balzac


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Descrizione

"Balzac è attirato dalle straordinarie potenzialità narrative dell'universo impiegatizio - spiega Bruno Nacci nella prefazione. Quello che lo colpisce è soprattutto l'analogia tra il mondo politieo e quello degli uffici, perché uno dei temi di fondo della narrativa balzachiana è proprio l'intreccio dei rapporti umani, quella trama fitta di scontri e alleanze, di giuramenti e di menzogne. L'ambiente degli uffici offre il vantaggio di poter rappresentare questa moderna guerra senza spargimenti di sangue, tutta e solo mentale, che senza rinunciare allo scopo della guerra vera, riduce l'eroismo, l'astuzia e la viltà, alle varianti di un orrido e gentile galateo".

Note sull'autore

Honoré de Balzac è nato a Tours, in Francia, il 20 maggio del 1799. La sua era una famiglia borghese abbastanza agiata. Studiò prima a Vendôme, poi a Tours e infine a Parigi, dove si trasferì assieme alla famiglia nel quartiere di Marais. Dopo essersi iscritto all’Università alla facoltà di Giurisprudenza, iniziò a lavorare come scrivano presso uno studio notarile. A vent’anni scoprì di avere un talento innato nella scrittura e una forte vocazione letteraria. Inizia a scrivere delle opere firmandosi con gli pseudonimi di Horace de Saint-Aubin, Lord R'hoone (anagramma di Honoré) o Viellerglé. In un primo momento, i suoi lavori non furono apprezzati, tanto che Honoré si dedicò all’editoria, ma i suoi progetti imprenditoriali non ebbero un buon esito. Nel 1822 conobbe Louise-Antoinette-Laure Hinner, una donna matura che lo incoraggiò a scrivere e che gli restò accanto fino alla morte. Nel 1829 pubblica con il proprio nome “Les Chouans”, che riscosse un discreto successo. Da quel momento in poi la sua attività come scrittore divenne estremamente prolifica. Scrisse circa novanta opere in soli sedici anni. Nel febbraio del 1837, per fuggire ai creditori, si rifugia a Milano. Nel 1938 si reca in Sardegna alla ricerca di miniere d’argento, ma l’impresa è senza successo. Nel 1842 lo scrittore decise di organizzare la sua produzione letteraria ne “La commedia umana” , raggruppando 137 opere in un solo titolo. La sua idea era di descrivere in maniera esaustiva la società, cercando di racchiudere tutta la sua epoca in un’unica opera. Alcuni considerano tale opera la più grande costruzione letteraria di tutta la storia dell'umanità. Accanito frequentatore dei salotti alla moda e seduttore di nobildonne, il maestro del romanzo realista francese del XIX secolo era avido di ricchezza e desideroso di un’ascesa sociale. Riuscì a coronare i suoi desideri sposandosi con una contessa polacca poco prima della morte, che avvenne il 18 agosto del 1850 a Parigi a cusa di una peritonite.
 

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