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L' impero bonsai. Cronaca di un viaggio in Giappone 1951-1952

L' impero bonsai. Cronaca di un viaggio in Giappone 1951-1952

di Indro Montanelli


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  • Editore: Rizzoli
  • Collana: Saggi italiani
  • Data di Pubblicazione: giugno 2007
  • EAN: 9788817017107
  • ISBN: 8817017108
  • Pagine: 263
  • Formato: rilegato
Tra il novembre 1951 e il marzo 1952, Indro Montanelli soggiornò in Giappone per osservare da vicino la metamorfosi, dopo la sconfitta nella Seconda guerra mondiale, di quello che era stato un impero militarista e aggressivo. Alla fine dell'occupazione americana stava nascendo la democrazia e si avviava quella straordinaria espansione economica che avrebbe di lì a poco minacciato il primato delle economie occidentali. Negli articoli scritti per il "Corriere della Sera" Montanelli ne coglie con occhio acuto gli aspetti essenziali, e li fa risaltare attraverso gli incontri, il confronto con la parallela realtà italiana, il rifiuto di clichè, pregiudizi, luoghi comuni.

Note su Indro Montanelli

Indro Alessandro Raffaello Schizogene Montanelli, più noto come Indro Montanelli, è nato a Fucecchio, in Toscana, il 22 aprile del 1909. Figlio di Sestilio Montanelli e Maddalena Doddoli, trascorse l’infanzia nel paese natale. Fin da giovane soffrì di una depressione che lo accompagnò per tutta la vita. Indro seguì il padre, preside di liceo, nei numerosi spostamenti di lavoro. Nel 1925, conseguì la maturità in un liceo di Rieti. Dopo il diploma studiò giurisprudenza a Firenze, dove conseguì la laurea nel 1930, poco dopo aver terminato il corso di allievo ufficiale a Palermo, iniziato nel 1929. Seguì poi dei corsi di specializzazione a Grenoble, alla Sorbona e a Cambridge. Nel 1932 conseguì una seconda laurea, sempre a Firenze, in Scienze Politiche e Sociali. Fin da giovane collaborò con testate giornalistiche locali, lavorò per La Frusta di Rieti e Frontespizio. Nel 1932 iniziò a collaborare con il periodico fiorentino L’Universale e nel 1934 si trasferì a Parigi, dove si occupò di cronaca nera per il quotidiano Paris-Soir e collaborò con L’Italie Nouvelle. Fu poi assunto dalla United Press e si trasferì a New York, pur continuando a lavorare con il Paris-Soir. Fu il quotidiano francese a proporgli il suo primo scoop, un’intervista a Henry Ford. Quando nel 1935 l’Italia invase l’Etiopia, Montanelli lasciò il lavoro e si arruolò come volontario. Sottotenente, venne ferito e venne rimpatriato. La sua opera “XX battaglione eritreo” narra l’esperienza vissuta in Eritrea. Successivamente lavorò per il quotidiano La Nuova Eritrea, ottenendo la tessera di giornalista. Tornato in Italia nel 1936, ripartì come corrispondente per Il Messaggero. Fu inviato in Spagna per documentare la guerra civile. I suoi articoli però non furono graditi dal regime fascista, e gli fu cancellato dall’albo dei giornalisti. Per evitare il peggio, Montanelli si trasferì in Estonia dove fece il lettore di Italiano all’Università di Tartu. Nel 1938 tornò in Italia e iniziò a lavorare per il Corriere della Sera. Fece l’inviato di guerra in giro per l’Europa e si recò al fronte. Tornò in Italia nel 1942 per sposarsi con Margarethe De Colins De Tarsienne, i due divorziarono nel 1951. Tra il 1942 e il 1943 scrisse per il settimanale Tempo. Nel 1943 si associò al movimento Giustizia e Libertà, ma, scoperto dai tedeschi, fu arrestato assieme alla moglie. Scampò alla fucilazione grazie ad una fitta rete di sostegno. Venne trasferito in diversi carceri, fino a quando non venne prelevato e portato in un nascondiglio. Da questa esperienza trasse ispirazione per il romanzo “Il generale Della Rovere”. Tornato in Italia nel 1945, venne reintegrato nell’albo dei giornalisti e ricominciò a lavorare, prima per La Domenica del Corriere e poi per il Corriere della Sera. Contemporaneamente aiutò Leo Longanesi, suo amico, a fondare il settimanale Il Borghese, ma la collaborazione cessò nel 1956 a causa di una lettura differenti in merito agli eventi accaduti durante la Rivolta d’Ungheria. Tornò a lavorare con Dino Buzzati a La Domenica del Corriere. Qui curò una rubrica molto apprezzata e scrisse a puntate la storia dei Romani e quella dei Greci, che lanciarono la sua carriera di storico. Durante gli anni Sessanta il Corriere cambiò linea editoriale. Montanelli, trovandosi in disaccordo, lasciò il quotidiano e accettò la proposta di Gianni Agnelli, il quale gli chiese di scrivere sul quotidiano torniese La Stampa. Lasciò anche La Domenica del Corriere, per scrivere sul concorrente Oggi. Nel 1974 lasciò La Stampa e, grazie a finanziamenti della Montedison, fondò un nuovo quotidiano, Il Giornale. Nello stesso anno si sposò con Colette Rosselli, corsivista del settimanale Gente. Intanto Montanelli divenne membro onorario dell’Accademia della Crusca. Nel 1976 Mike Bongiorno chiese a Montanelli di condurre un notiziario per Telemontecarlo. Il successo ottenuto dal notiziario, portò l’ostilità della sinistra e le trasmissioni cessarono a causa dell’intervento di Scalfari, direttore di Repubblica, il quale accusò Telemontecarlo di essere una rete illegale. Nel 1977 Montanelli fu vittima di un attentato delle Brigate Rosse, e rimase ferito alle gambe. Nello stesso anno, terminati i finanziamenti Montedison, accettò il sostegno economico di Silvio Berlusconi, il quale divenne socio di maggioranza de Il Giornale. Nel 1994 però, quando Berlusconi decise di entrare in politica, Montanelli lasciò il quotidiano e fondò una nuova testata, La Voce. Il nuovo quotidiano però durò poco tempo e Montanelli tornò a lavorare per Il Corriere della Sera. Indro Montanelli morì a Milano il 22 luglio del 2001.
 

Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0L'impero bonsai, 08-08-2011
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Si rimane sempre basiti a vedere la diversità culturale tra l'Europa e le altre parti del mondo, incredibili per noi occidentali certi comportamenti, certe convinzioni, certi modi di essere; spesso inaccettabili, ma non sempre da essere considerati arcaici. Spesso basati infatti su un rispetto dell'altro e una educazione che noi non conosciamo o, meglio, non conosciamo più; su una umiltà e una dignità della persona per noi inconcepibili; su un altruismo sincero in tutti gli ambiti della società, perfino in politica.
Dunque cose lontane. Ma da tenersi presenti, se si vuol capire quello che è accaduto in Giappone, dice Montanelli tra il '51 e il '52, riferendosi naturalmente ai fatti del disastroso dopoguerra; ma che avrebbe senso riferire anche all'oggi, per spiegare alcune reazioni e alcuni gesti di sacrificio, per noi sorprendenti, del popolo giapponese di fronte alla recente catastrofe. A conferma che, nonostante il tempo trascorso, la Cultura e la Storia di un Popolo non si possono modificare con carta e penna.
La quarta stellina poi è pienamente meritata, anche per l'ottima riuscita come libroterapia': è risultato infatti addirittura provvidenziale avere il libro in borsa e poterne leggere brani ad una paziente quasi novantenne durante una lunga attesa al pronto soccorso: certamente non è riuscito a curare il male, ma di sicuro ha potuto distrarre dal dolore. L'anziana paziente poi, da parte sua, ha apprezzato ed espresso un giudizio assolutamente positivo (oltre a essere tornata a casa risollevata!).
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