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Immagini di cristallo

Immagini di cristallo

di Yasunari Kawabata

4.0

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 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Forse più che in ogni altro scrittore giapponese, la donna è al centro dell'interesse e delle ossessioni di Kawabata: la donna, o meglio il corpo femminile, come incessante oggetto di indagine e come enigma affascinante di cui occorre carpire il segreto. Anche in ciascuno di questi cinque racconti campeggiano indimenticabili ritratti femminili: Kawabata offre un ventaglio di situazioni pervase di un erotismo a volte sottile e diffuso, a volte cupo e violento. Cinque racconti giovanili, scritti intorno agli anni Trenta.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Immagini di cristallo, 10-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Una manciata di racconti brevissimi tra di loro molto diversi per tema e per stile, legati da un unico filo conduttore: la donna. Ovvero l'interesse centrale della poetica dello scrittore giapponese, qui ancora in embrione dal punto di vista delle potenzialità. Chi conosce già la produzione successiva del Nobel 1968 vi rintraccerà quei temi che lo renderanno famoso e che doneranno alla storia della letteratura mondiale immagini femminili di grande delicatezza, leggiadria e sensibilità. Per chi invece si accosta per la prima volta a Kawabata, il mio consiglio è di non farlo con questo libro, perché potrebbe rischiare di equivocare e bollarlo come deludente, noioso, inconcludente, incomprensibile, perdendosi così tutte le opere successive, sicuramente più incisive e significative di questa.
Il primo racconto, Locanda termale, è quello che occupa la gran parte del libro. Diviso in tre parti che individuano il fluire delle stagioni dell'anno, nasce presumibilmente dall'esperienza personale dello scrittore, egli stesso assiduo frequentatore delle terme e buon conoscitore di quella categoria di donne che non erano vere e proprie geishe non ne possedevano le qualità né fisiche né culturali o di educazione ma potevano, diciamo così, catalogarsi come "accompagnatrici" (stavo per scrivere la parola "escort", poi mi è parso un insulto al buon nome di Kawabata anche solo accostarlo vagamente ad altri squallidi personaggi...) che si occupavano del benessere dei visitatori dei bagni termali.
Può ingenerare confusione il fatto che le ragazze protagoniste del racconto abbiano dei nomi molto simili, tutti inizianti per O-, che è un titolo onorifico. C'è da dire che presumibilmente anche per un giapponese molti nomi occidentali possono sembrare simili, è soltanto un fatto di abitudine e familiarità con la cultura di un paese straniero molto diverso dal nostro.
Gli altri quattro racconti sono piuttosto brevi; Ritorno da Izu, Maschera mortuaria e La sposa sacrificale sono forse i più poetici della raccolta, quelli che più si adeguano al modello della classicità nipponica, fatto di equilibrio, piccoli gesti, sentimenti sussurrati e sommessi. Un discorso a parte merita il racconto che dà il titolo alla raccolta, un esempio di narrativa sperimentale, scritto in flusso di coscienza e senza una trama vera e propria. Anche in questo, protagonista è una donna, figlia di un ginecologo e moglie di uno specialista, che non riesce a diventare madre e si strugge internamente, riflettendo sul lettore i propri dolori e le proprie angosce attraverso lo specchio che rimanda la sua immagine.
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