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L' idiota

L' idiota

di Fëdor Dostoevskij


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Pubblicato nel 1868, è la storia della sconfitta di un uomo "assolutamente buono", il principe Myskin. Un romanzo intricatissimo di avvenimenti, pieno di affetti opposti e di opposti sentimenti morali che dominano tutta l'opera entro cui si agitano bene e male, odio e amore.

Note su Fëdor Dostoevskij

Fëdor Mikhajlovi Dostoevskij è considerato uno dei più grandi scrittori di ogni tempo. Nacque l'11 novembre 1821 a Mosca. La passione per la letteratura gli fu trasmessa dalla madre, la quale gli insegnò a leggere, facendogli conoscere Puskin, Zukovskij e la Bibbia. Nel 1838, per volere del padre, iniziò a studiare ingegneria militare alla Scuola Superiore del Genio Militare di San Pietroburgo. Nel 1941 prestò servizio in qualità di sottotenente presso il comando d'ingegneria di San Pietroburgo, ma nel 1944 rinunciò alla carriera militare per dedicarsi alla sua vera passione, la letteratura. Sfidando la miseria e la salute cagionevole, scrisse il suo primo romanzo, "Povera gente", che verrà pubblicato nel 1846, tra gli elogi della critica. Nel 1949 venne arrestato e condannato a morte per sovversione, ma lo Zar Nicola I commutò la pena di morte in lavori forzati a tempo indeterminato. Dopo la deportazione in Siberia, nel 1854 venne liberato per essere assegnato ad un battaglione dell'esercito, di stanza sul confine cinese. Nel 1959 venne congedato e, trasferitosi a Tver, ricominciò a scrivere, regalando alla storia alcune delle più belle pagine della letteratura. Tra i numerosi capolavori ricordiamo "Memorie del sottosuolo" (1864), "Delitto e castigo" (1866), "L'idiota" (1869), "I demoni" (1871), "I fratelli Karamàzov" (1880). Morì a San Pietroburgo il 28 gennaio 1881.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (4.8 di 5 su 9 recensioni)

5.0Dostoevskij, "letterato diagnosta", 05-05-2015, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di - leggi tutte le sue recensioni
Nella Russia dell'Ottocento, il principe Lev Nikolaevic Myskin è destinato a stravolgere la vita di tutti coloro con cui casualmente o volontariamente entra in contattato.
La straordinaria capacità narrativa dell'autore riesce a dare forma, voce e consistenza a ognuno dei protagonisti, le cui vicende individuali convergono mirabilmente verso quella principale che gira attorno alla figura del principe. L'opera può essere considerata come un'enorme lente d'ingrandimento che coglie gli aspetti più oscuri e infimi della mente umana, ingigantendoli oltre i limiti della realtà. Questi aspetti, infatti, diventano le caratteristiche identificatrici di tutti i personaggi, che possono essere pensati alla stregua di veri e propri casi sociali, patologici e clinici. Nonostante il principe sia l'unico personaggio unanimemente considerato malato, tanto che neanche egli stesso prova a smentire di essere affetto da "idiotismo" (nome alternativo con cui veniva denominata l'epilessia, una malattia di cui non si conoscevano le origini, le cause e quindi le possibili cure) non è il solo a esserlo. Egli appare, da una parte, come il capro espiatorio su cui gli altri personaggi riversano, inconsapevolmente, le frustrazioni derivanti dalle loro fisime interiori nascoste dietro le maschere imposte dalla "buona" società e, dall'altra, come il facile bersaglio di tutti quei meccanismi sociali che, involontariamente e irreversibilmente, si innescano quando la solitudine meditativa cede il posto alla caotica socialità.
L'attenta osservazione e la minuziosa descrizione delle personalità più enigmatiche, problematiche, maniacali, ossessive e psicotiche, fanno di Dostoevskij un vero e proprio "diagnosta" capace di interpretare la mente umana in tutti i suoi aspetti: dall'idiozia al servilismo, dalla follia alla vanità, dal vizio alla corruzione. L'opera, più ricca di spunti autobiografici di quanto in realtà possa apparire (grazie alla presenza di tratti psicologici appartenenti allo stesso autore che entrano a far parte della vita interiore dei personaggi) possiede una forza espressiva e stilistica unica e perfettamente riconoscibile che, insieme a una sintassi articolata e complessa, contribuisce alla sua riuscita sotto ogni punto di vista. Assolutamente da leggere, comprendere e analizzare.
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5.0L'idiota, 31-01-2013
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L'idiota è un romanzo eccezionale, una storia ed un personaggio (il principe Myskin) che rimarranno per sempre impressi nella mente di chi legge questo libro. E' meno introspettivo e pesante di "Delitto e castigo" e de "I fratelli Karamazov", ma lascia comunque dentro di te un segno indelebile e la soddisfazione di aver letto una grande storia: assolutamente da leggere.
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5.0Il principe idiota, 28-05-2012
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L'idiota è il romanzo di Dostoevskij che amo di piu' , non tanto per la trama quanto per il suo protagonista principale, l'uomo puro e ingenuo che vuole redimere tutti quelli che incontra con il potere della compassione, il principe Myskin, detto da tutti idiota a causa di una malattia. E' difficile poter giudicare questo romanzo... Ma è una lettura irrinunciabile...
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4.0L'idiota, 12-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un grande libro emozionante e coinvolgente, ricco di contenuti che forse sono andati perduti nel tempo...L'analisi psicologica dei personaggi è sempre sottile e dettagliata, su tutti la splendida figura del Principe Myskin che non si può non amare....peccato averlo terminato...mi mancherà
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5.0L'idiota, 05-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un romanzo doloroso, come tutte le opere di Dostoevskij, che lo ami fin da subito o che non riesci nemmeno a leggere.
In queste seicento pagine ognuno ritroverà se stesso, anche quello che non credeva di essere.
Ma c’è un enorme rischio, quello di rimanere schiacciati, turbati profondamente da quello che è il suo vero significato, la ricerca disperata di una nobiltà d’animo che comunemente non s’incontra mai nella vita, né si desidera incontrare.
Questo romanzo, nell’epoca in cui viviamo, è l’unico mezzo per l’uomo di fare qualcosa di buono per sé stesso e per chi gli è accanto.
Una lettura che consiglio soprattutto a coloro che danno troppa importanza ai beni materiali e affrontano la vita con estrema superficialità…chissà che questo romanzo non riesca a far venire fuori il buono che è in voi, o l’idiota.
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5.0capolavoro, 22-10-2010
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Uno dei capolavori del grande romanziere russo. I personaggi appartengono alla società russa ottocentesca, ma il respiro dell'opera ne travalica i confini spaziali e temporali. Il principe Myskin sarebbe potuto comparire in qualsiasi epoca inducendoci a riflettere sulla natura dell'uomo.
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5.0L'idiota, 02-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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se ci fosse un uomo veramente buono? un romanzo bellissimo ch'è una storia d'amore, ch'è un giallo accattivante, ch'è una provocazione al lettore: e se cristo tornasse sulla terra? uno dei migliori libri che siano stati scritti, con una scrittura leggera e veloce. perché il lettore non si deve annoiare!
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4.0L'idiota, 01-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Probabilmente non all'altezza dei "Demoni" e di "Delitto". Un altro libro che vorrei rileggermi visto gli anni che ormai sono passati dalla lettura. Il libro affronta la grande tematica della morale. L'uomo infinitamente buono diventa così per la propria società un Idiota. Un aspetto molto interessante della visione che si nutre per coloro che dicono la verità. Del resto:« Non hai detto che la verità: per ciò, sei stato ingiusto!»... ecco cosa dovete aspettarvi da questo capolavoro...
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5.0Un classico impareggiabile, 20-09-2010
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Me lo consigliò il mio professore di Religione.
Ne rimasi esterrefatta.
Stupita.
Sconvolta.
E' presente un Dostoevskij in ottima forma, pronto a fare di ogni piccolo gesto un dettaglio prezioso.
Consiglio però l'edizione con il saggio introduttivo di Vittorio Strada: si assaporerà meglio l'ambientazione russa.
Un libro di oltre 600 pagine che non riesce mai ad essere pesante.
Io l'ho letto in estate sotto l'ombrellone di un paio di anni fa, e me ne sono innamorata subito!!
"Nell'amore astratto per l'umanità quasi sempre si finisce per amare solo se stessi."
Natasja Filippovna ad Aglàja
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