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Hollywood, Hollywood!

Hollywood, Hollywood!

di Charles Bukowski

4.0

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Edizione: 11
  • Traduttore: Amante M.
  • Data di Pubblicazione: dicembre 2007
  • EAN: 9788807811937
  • ISBN: 8807811936
  • Pagine: 224
Che cosa succede al più famoso dissacratore del "sogno americano" quando un regista gli anticipa una bella somma per scrivere una sceneggiatura? Bene, dietro consiglio del suo consulente fiscale, Chinaski/Bukowski si compra una Bmw nera ("Le Bmw nere sono le macchine dei duri" dice) e una casa ("Se vi dicono altrimenti non credeteci. La vita comincia a 65 anni" spiega quando ne è in possesso). Una moglie molto più giovane di lui ce l'ha già ("Mandata dagli dei ad allungarmi di dieci anni la vita. Nel bene e nel male"). Sembrerebbe che anche il cantore e cronista degli emarginati e dei disadattati d'America si sia integrato. E che proprio come la maggior parte dei suoi lettori di vent'anni fa sia rientrato - anzi entrato per la prima volta - nel sistema. Ma non è detto.

Note su Charles Bukowski

Charles Bukowski nacque ad Andernach, in Germania, il 16 agosto del 1916. Era figlio di Henry Bukowski, un soldato dell'esercito americano, e di Katharina Fett, una giovane donna tedesca. Quando il padre prese congedo, si trasferì assieme alla famiglia a Los Angeles. Tuttavia Henry, non riuscendo a trovare lavoro, sfogava le sue frustrazioni picchiando e maltrattando il piccolo Charles. L'infanzia difficile di Charles fu il preludio a una intera vita caratterizzata dal disagio e dall'emarginazione, tematiche che emergono con forza nella sua produzione artistica. Fin da bambino si distinse per lo straordinario talento letterario. Nel 1938 si diplomò alla Los Angeles High School e subito dopo iniziò a lavorare come magazziniere, ma non riuscì mai ad adattarsi alle rigidità del mondo del lavoro, con i suoi orari e le sue regole. Poco dopo esordì come scrittore per la rivista Underworld e, lasciando la famiglia, iniziò il suo vagabondaggio per gli Stati Uniti, svolgendo ogni tipo di lavoro e abbandonandosi all'alcol. Nel 1955 tornò a Los Angeles per lavorare in un ufficio postale, è in questo periodo che i problemi di alcolismo dell'autore si intensificano, ricoverato per un'ulcera perforante si salvò solo grazie a delle trasfusioni di sangue. Anche la vita sentimentale fu tormentata. Dopo aver interrotto una relazione decennale con Janet Cooney Baker, si sposò con Barbara Frye, direttrice di una rivista, ma dopo due anni divorziarono. La depressione di Charles raggiunse un picco quando la sua vita fu sconvolta da due morti, quella del padre, per infarto, e quella della sua precedente compagna, Janet, per alcolismo. Nel 1964 divenne padre. Sua figlia, Marina, era il frutto della relazione che aveva instaurato con la poetessa Frances Smith. I due vissero assieme per un periodo, ma non si sposarono mai. Nel 1969, dopo anni di lavoro all'ufficio postale, si licenziò in seguito all'offerta ricevuta dall'editore della Black Sparrow Press, che gli offriva un contratto a vita per lavorare come scrittore. A distanza di un mese pubblicò "Post Office", il romanzo che lo rese celebre, un' autobiografia sulla sua vita all'ufficio postale. Nel 1976 incontrò Linda Lee Beighle, con la quale si sposò nel 1985. Morì di leucemia il 9 marzo 1994, in California, poco dopo aver completato il suo ultimo romanzo, "Pulp".  

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 7 recensioni)

3.0Un Bukowski atipico, 11-01-2012
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A sessantacinque anni viene chiesto a Bukowski di scrivere la sceneggiatura per un film. Dopo un parto lungo, fatto di finanziamenti scarsi e di produttori poco interessati, finalmente il celebre scrittore di poesie e romanzi è riuscito a comporre la storia della sua vita, che però risulta poco appetibile alle industrie cinematografiche. La vita di un ubriacone non interessa quasi a nessuno, ma alla fine di questa lunga avventura, il film riesce ad uscire nelle sale, riscuotendo anche un discreto successo.
Non si parla di sesso, non si parla di eccessi, non si parla di tutto quel che è stato Bukowski prima di conoscere la sua giovanissima moglie Sarah, ma nonostante risulti qui più pacifico, ci rendiamo conto ancora una volta che nessuno potrà mai omologare questo grande autore del Novecento. Bukowski è sempre Bukowski!
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5.0Hollywood, Hollywood!, 20-07-2011
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Storia nella storia: Bukowski si vede riflesso attraverso sé stesso da giovane, immortala parte della sua vita attraverso i ciak del regista suo grande amico. Bukowski è come una vera Bar Fly, una mosca da bar, può volare nella sua sceneggiatura e posarsi mostrandoci i suoi cinici aneddoti. Davvero affascinante.
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4.0bello come sempre, 10-11-2010
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in questo romanzetto da 2 soldi in senso buono lo sciagurato protagonista in senso buono si trova impastato nel mondo del cinema in senso cattivo. Uno sguaiato film su carta offerto come sempre dal vecchio porco.
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4.0Hollywood, Hollywood!, 05-11-2010
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Bukowski è uno scrittore molto schietto, un pò particolare che apprezzo molto. In questo libro è chiamato a scrivere una sceneggiatura sulla sua vita e tra varie disavventure alla fine riesce a portarla nelle sale cinematografiche. Non il migliore che abbia scritto ma sempre molto bello.
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4.0il vecchio bukow.., 05-08-2010
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tra i lavori del vecchio bukowski amo piu di tutti i romanzi. Con questo hollywood hollywood, charles dimostra a tutti i criticoni, quanto fosse dotato di talento, ancora una volta.
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4.0Hollywood, 04-08-2010
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Suppongo che, oramai, la mia devozione nei confronti di Bukowski sia alquanto palese; in ogni caso commento questo ramanzo perché si distacca dalla bibliografia canonica del Buk.
Con il pretesto di raccontare l'odissea della realizzazione di un film, di cui Bukowski/Chinaski scrive la sceneggiatura, l'autore, più che scrivere semplicemente di se stesso come consuetudine, analizza il Bukowski protagonista dei suoi scritti e lo confronta con il Bukowski reale. Cinquantenne, che sembra ormai lontano dallle "storie di ordinaria follia", con il ventre rigonfio, diverso dal fisico degli anni della fame, una BMW, e un ingaggio dal più terrificante strumento di non pensiero: Hollywood.
Un Bukowski che beve più moderatamente, senza sesso occasionale, che gioca sul tappeto con il gatto,che compra la sua prima casa, che rilascia interviste e che si sente infastidito quando i riflettori non sono puntati su di lui, come una prima donna hollywoodiana.
Può un uomo inserirsi in una società che ha sempre disprezzato, solo perché oramai cinquantenne, stanco e remissivo? Può farlo Bukowski?
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4.0colpisce ancora!, 01-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Rieccolo il nostro caro vecchio Buk.
Un romanzo molto personale e autobiografico, scritto in uno dei suoi momenti migliori della vita, incaricato di scrivere la sceneggiatura di un film, il nostro caro Chinaski come al solito ci trascina nelle sue sbornie e nelle sue avventure. Non uno dei miei preferiti, ma di sicuro uno dei più autentici.
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