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Hanno tutti ragione

Hanno tutti ragione

di Paolo Sorrentino

3.0

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: I narratori
  • Data di Pubblicazione: dicembre 2009
  • EAN: 9788807018091
  • ISBN: 8807018098
  • Pagine: 319
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Feltrinelli
Tony Pagoda è un cantante "di night" con tanto passato alle spalle ("Se a Sinatra la voce l'ha mandata il Signore, allora a me, più modestamente, l'ha mandata san Gennaro"). La sua è stata la scena di un'Italia florida e sgangheratamente felice, fra Napoli, Capri e il mondo. È stato tutto molto facile. Il talento. I soldi. Le donne. E insieme, una pratica dell'esistenza che ha coinciso con la formazione di una formidabile (e particolare) cognizione del mondo. Quando la vita comincia a complicarsi (la moglie chiede il divorzio), quando la scena si restringe (la sua band si esibisce in piazze minori), per Tony viene il tempo di cambiare. Una sterzata netta. Andarsene. Sparire. Cercare il silenzio. Alla fine di una breve tournée brasiliana, Tony Pagoda decide di restare là, prima a Rio, poi a Manaus, ossessionato dagli scarafaggi ma coronato da una nuova libertà. Senza perdere lo sguardo di eterna sorpresa per il mondo e la schiettezza di chi, questo mondo, lo conosce fin troppo bene, Tony si lascia invadere dai dubbi e dalle insicurezze che fino a quel momento, nel suo ordinato e personalissimo "catalogo" di quelli che passano per uomini, aveva attribuito agli smidollati. E scopre che tutte le risposte possono essere trovate in un infuocato tramonto.

Note su Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino è nato a Napoli il 31 maggio del 1970. E’ rimasto orfano di entrambi i genitori all’età di diciassette anni. Dopo la maturità si iscrive all’università, frequentando la facoltà di Economia e Commercio. Lascia gli studi a venticinque anni per lavorare in ambito cinematografico. Esordisce nel 1994 dirigendo assieme a Stefano Russo un cortometraggio dal titolo “Il paradiso”. Nello stesso anno svolge altri numerosi lavori in ambito cinematografico. Ispettore di produzione, sceneggiatore e aiuto regista, nel 1998 inizia a collaborare con la Indigo Film, neonata casa di produzione che produrrà tutti i suoi film. Il suo primo lungometraggio è “L’uomo in più”, del 2001, con cui vince numerosi premi, iniziando anche una lunga collaborazione con l’attore Toni Servillo. Ottiene il successo internazionale nel 2008, con il film “Il Divo”. Ispirato alla vita di Giulio Andreotti, magistralmente interpretato da Servillo, il film ottiene il Premio della giuria al Festival di Cannes. Nel 2010 scrive il suo primo romanzo, dal titolo “Hanno tutti ragione”, con il quale ottiene una candidatura al Premio Strega. Il suo primo film in lingua inglese è “This must be the place” (2011) , interpretato da Sean Penn. Nel 2013 esce il film “La grande bellezza”, con Toni Servillo come protagonista. Il film ottiene un enorme successo di pubblico e di critica, tanto da aggiudicarsi il Premio Oscar 2014 nella sezione miglior film straniero, confermando Paolo Sorrentino un regista di primo piano nel panorama cinematografico italiano e internazionale.
 

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.2 di 5 su 31 recensioni)

2.0Deludente, 08-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
L'ho scelto, a dire il vero, perchè ho saputo che era stato finalista al Premio strega: come dire, 'garanzia di qualità'. Ero un pò prevenuta riguardo all'autore, regista prestato alla narrativa, ma dopo qualche dubbio ho voluto superare il pregiudizio. Purtroppo la lettura ha confermato la mia opinione: la scrittura è a tratti troppo macchinosa, quasi un esercizio di forma più che espressione creativa. Trama a tratti noiosa, in alcuni punti persino improbabile. Insomma, lettura non proprio da consigliare...
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2.0Indeciso, 23-04-2012
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Mai letto nulla di Paolo Sorrentino, ma come primo libro devo ammettere che non mi ha poi cosi destato tanto interesse. Infatti questo testo è spoglio di tensione narrativa e presenta una scrittura a tratti incerta e in altri poco coinvolgente e dinamica, risultando quasi piatta e pria di una propria posizione all'intero del testo.
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3.0Così e così, 05-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Il mio giudizio sul libro è un pò in chiaroscuro, mi è piaciuta la prima parte dagli anni settanta agli ottanta, poi, quando la scena si sposta in Brasile per poi tornare vent'anni dopo a Napoli, la storia ha cominciato ad annoiarmi un pò. Il personaggio di Tony Pagoda è davvero particolare e divertente per certi versi, anche se non mi sono piaciute le troppe parolacce e volgarità riportate nel racconto.
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4.0L'arte di arrangiarsi , 18-01-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Tony è lo stereotipo dell'italiano confusionario, trafficone, affarista; se da un lato non riesce a non cedere alle lusinghe e alle tentazioni che la vita gli può riservare dall'altro continua a vivere dei sogni che vorrebbe realizzare, e delle delusioni che la vita gli ha riservato; non importa il luogo o il tempo in cui si trova... Bellissimo racconto in cui ognuno si può rispecchiare con i suoi pregi e le sue virtù.
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3.0Diverso, particolare..., 19-08-2011
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Un'opera davvero originale, non avevo mai letto nulla di simile, attratto da recensioni fin troppo generose ho affrontato tale genere con curiosità. Alla fine non mi è dispiaciuto ma il confronto con quanto letto prima e dopo è impietoso. I gusti sono gusti ma rimane una bella storia ricca però di volgarità gratuita. Insomma non lo consiglierei mai a mia figlia e a qualsiasi adolescente. Proprio non si riesce, caro Sorrentino, a creare qualcosa senza parolacce? Mi ricorda quei reality tanto di moda oggi nei palinsesti televisivi.
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2.0Hanno tutti ragione, 29-07-2011
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Il suo valore sta tutto nel perchè ci aiuta a capire un pezzo di Italia contemporanea. Andava letto, ci sono passi grottescamente piacevoli, ma nel complesso non mi è piaciuto. Un lungo monologo che racconta la vita, con tutti i suoi alti e bassi, del grande Tony Pagoda, cantante napoletano di belle maniere (canore) che un giorno ha cantato davanti a Frank Sinatra. E che si è accompagnato in gioventù (sua) con Peppino di Capri. Ce lo dobbiamo immaginare con la faccia di Toni Servillo, perché così acquista una sua dimensione. E Sorrentino riprende gli eccessi dei suoi film migliori, mescolando la straniazione delle Conseguenze dell'amore con il truculento andare de L'amico di famiglia.
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4.0Hanno tutti ragione, 21-07-2011
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Uno stile davvero particolare, basso e popolare ma armonioso allo stesso tempo. Una lingua ricca e densa, variopinta come i mercati rionali di Napoli e raffinata come i palazzi arabescati veneziani. Un lungo racconto in prima persona, parte monologo interiore e parte viaggio critico intellettuale nel cuore dell'Italia, con qualche sprazzo lieve di realismo magico dal sapore tutto sudamericano. Un percorso lungo una vita, quella di Tony Pagoda, personaggio unico, di una ricchezza interiore tutta da scoprire. Un romanzo diverso dagli altri che spia vigorosamente un mondo raramente affrontato dalla letteratura, con la capacità di aprire squarci sul mediocre presente.
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2.0Non mi è piaciuto., 19-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Orribile e irritante.
Uno dei pochi libri che non ho finito.
La storia non esiste, si parla di questo cantante che perde tempo tutto il giorno.
Lo stile è irritante a dir poco.
In ogni frase l'autore vuole mettere qualche parola ad effetto, qualche lezione di vita.
In breve, dopo nemmeno 20 pagine, ha bello annoiato a morte!
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3.0Hanno tutti ragione, 08-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Nonostante le numerose critiche positive, a me non e' piaciuto. Autobiografia di un cantante confidenziale napoletano degli anni sessanta, coetaneo di Peppino di Capri, grande affabulatore, grande cocainomane e tombeur de femmes, che ad un certo punto si stanca di tutto e decide di fermarsi in Brasile a riflettere sulla vita. Il libro inizia bene, movimentato il giusto, con un personaggio affascinante. Ma poi straborda in un avvitamento continuo, un profluvio di parole, lacrime, abbracci, e ancora parole, parole, parole, il protagonista deve dire la sua su tutto, e il libro finisce per rivelarsi l'ennesima inutile riflessione sulla volgarità imperante, sull'Italia, sul malcostume, eccetera, eccetera. Nulla viene risparmiato al malcapitato lettore.
E a fronte di questo, un inquietante deserto di avvenimenti, solo un soliloquio sempre più narcisista e sempre meno plausibile, punteggiato di episodi insignificanti o del tutto inutili (l'epilogo della vicenda di Beatrice, tutta la coda finale col miliardario Fabio) , e l'apparente genuinità napoletana del protagonista si svacca in citazioni e riflessioni troppo dotte per essere credibili e troppo pedanti per essere interessanti.
E poi, sovviene la domanda. Ma dov'è la storia? Possibile che una cavalcata attraverso quattro decenni riproponga solamente il binomio festinicocaina? Possibile che non ci sia alcuna sfumatura, alcuna differenza fra un periodo e l'altro? In questo si vede la gioventù dell'autore, che racconta il passato come se fosse semplicemente la replica del suo presente...
Infine, un anobiano ha censurato che il protagonista - fintamente ruspante - richiamasse Bacon e Oscar Wilde, giusto, ma cosa dire quando ci si trova davanti alla parola "ierofania"? Ma fatemi il piacere!
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3.0Hanno tutti ragione, 01-04-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Mi ha colpito in negativo, non me l'aspettavo. Ci vuole molta pazienza per arrivare fino in fondo. Niente mantiene ciò che promette. Difficile tenere il ritmo delle prime 3 pagine. Difficile mantenere un atteggiamento finto cinico per poi cadere in trite banalità sull'amicizia. Sorrentino, splendido autore cinematografico, deve aver letto molto Biondillo e molto Roth ma lo shaker non riesce. Se il disincanto di Tony Pagoda a volte intriga, alla lunga annoia e sopratutto inganna. La trama praticamente non esiste e talune pagine si leggono con reale fatica, vedi tutta la parte del corteggiamento di Beatrice (la cui fine è nota. Subito). Poi quando Tony parte per Manaus... Mah mah mah...
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4.0Hanno tutti ragione, 31-03-2011, ritenuta utile da 1 utente su 5
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Divertente, leggero, ironico, un vero piacere per l'anima. L'opera prima di Sorrentino ha diversi lati positivi: oddio, non lo equiparerei certo a Gadda come accadeva in una recensione che ho avuto occasione di leggere, ma di sicuro è un brillantone con cui sarebbe piacevole passare una serata ad alta gradazione alcolica perché te ne saprebbe raccontare un sacco. Notevole anche il coraggio dell'autore: non è facile incentrare il libro su un protagonista così spregevole. Certo, secondo il parere popolare Pagoda non è sgradevole ma "mitico" perché "non le manda a dire a nessuno".
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4.0Hanno tutti ragione, 23-02-2011
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Solo per lettori esigenti e con molto tempo a disposizione. Eppure Sorrentino ha mostrato ancora una volta un talento non comune... E prima o poi sono certo che mi farà questo "scherzetto"!
Non è un capolavoro, lo stile e i dialoghi sono forse un po' esasperati, certi episodi sembrano tratti da fiction o da spaghetti western anni '70... Ma è un libro che dà tanto: fa ridere, fa riflettere, fa commuovere, sa sorprendere... E lo fa nel modo più semplice possibile, senza pretese, senza paroloni o concetti tortuosi... Forse è per questo che ognuno di noi in qualche pagina (ma solo in qualche pagina, per carità!) può riconoscersi nella parabola dolce-amara di Tony P.
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