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La guerra gotica

La guerra gotica

di Procopio di Cesarea


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Descrizione

Consigliere del generale bizantino Belisario, Procopio gli fu accanto nelle campagne contro i Persiani, i Vandali e i Goti, da lui condotte per conto dell'imperatore Giustiniano fra Mesopotamia, Africa, Italia e Balcani negli anni dal 491 d.C. alla metà circa del 500. Nella "Guerra dei Goti" egli racconta, in otto libri, un fitto intreccio di battaglie, tregue, iniziative diplomatiche e avvicendamenti ai vertici dei comandi. Ma l'importanza dell'opera risiede anche nelle frequenti digressioni con cui l'autore interrompe il racconto dei fatti bellici rendendo più vivo e appassionante il quadro in cui si muovono gli eserciti contrapposti.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)


4.0La guerra gotica, 20-05-2011
di P. Rossi - leggi tutte le sue recensioni

«Le battaglie tra il popolo barbaro dei Goti e l'Impero bizantino. La guerra gotica non è stata esattamente una rissa da cortile; la cronaca di Procopio mostra pianamente l'immensa tragedia della guerra che ha devastato per anni l'Italia, trasformandola in un grande campo di macerie. I motivi per la lettura di questo libri sono molteplici, specie se amate la storia e, nella fattispecie, la storia bizantina, come capita all'autore di questa recensione; ma al di là del dato strettamente intellettuale, il testo restituisce la temperie di un'epoca; emoziona, in quanto procura un curioso e inquietante sdoppiamento leggere di fatti veramente terribili accaduti in angoli di città che magari si crede (erroneamente) di conoscere bene; infine costituisce la base di qualche sana riflessione su che cosa è storia veramente. In un epoca in cui viene definita storica anche la testata di un giocatore di pallone, è forse una lezione salutare cercare di capire quali sono i fatti che possiamo definire veramente come storici, ovvero fatti che non sono stati semplicemente clamorosi ma che hanno cambiato la direzione presa da una parte del mondo; testi come quelli di Procopio sono un ottimo supporto a questo tipo di meditazione. La traduzione di questa edizione è quella del Comparetti; non insulterò nessuno ricordando né chi sia né quale sia la sua statura; l'italiano è ovviamente piuttosto stagionato, ma meglio un Comparetti stagionato che l'italiano facile di un qualche scappato di casa. A questo proposito, tra le cose che il Comparetti sapeva e che invece io non so, c'è qualcosa che ha a che fare con la traduzione dei gradi di ufficiale nell'esercito bizantino con la dizione "lance spezzate". Sarà magari una coincidenza ma i regolamenti degli alquanto più tardi tornei medievali che determinavano le condizioni di vittoria sembrano avere parecchio a che fare con le lance spezzate. Se per caso qualcuno ne sa qualcosa di più batta un colpo, ché non ne posso più di sapere che ci azzecca. »

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4.0La guerra gotica, 28-02-2011
di T. Roia - leggi tutte le sue recensioni

«Questo saggio contiene una vasta scienza che ne rende la lettura interessante ma complicata. Il libro di Procopio, uno dei grandi storici bizantini, racconta le vicende della guerra gotica combattuta tra Bisanzio e non sorprendentemente i Goti che si contendono il dominio della penisola. L'epoca è quella di Giustiniano, l'imperatore immortalato con la sua moglie, la più che vivacissima imperatrice Teodora, nei meravigliosi mosaici della ancor più meravigliosa basilica di San Vitale a Ravenna. Giusto per mettere a fuoco, Giustiniano è noto per il codice omonimo, che a essere onesti avrebbe dovuto chiamarsi di Triboniano, il funzionario che si è fatto realmente il mazzo, ma sapete come sono pretenziosi gli imperatori. Inoltre Giustiniano è stato quello che in senso tecnico legale chiamerei il mandante di Belisario, grandissimo generale bizantino dotato di capacità che si tradurranno nella effimera riconquista dell'Africa, di cui non ha lasciato pietra su pietra, nella sconfitta dei Goti in Italia, nel salvataggio del poco salvabile contro la cavalleria pesante persiana che era notoriamente un'altra cosa (per sapere qualcosa di più sui pettegolezzi in proposito consultate Ammiano Marcellino e il Plutarco delle vite parallele, vedi alla voce: Crasso). Oltre a tutto ciò, Belisario aveva delle idee personali estremamente efficaci anche se un tantino spregiudicate - su come risolvere il problema della violenza negli stadi che affliggeva anche società che non avevano ancora conosciuto la fondamentale innovazione della coda al casello. La guerra gotica non è stata esattamente una rissa da cortile; la cronaca di Procopio mostra pianamente l'immensa tragedia della guerra che ha devastato per anni l'Italia, trasformandola in un grande campo di macerie. I motivi per la lettura di questo libri sono molteplici, specie se amate la storia e, nella fattispecie, la storia bizantina, come capita all'autore di questa recensione; ma al di là del dato strettamente intellettuale, il testo restituisce la temperie di un'epoca; emoziona, in quanto procura un curioso e inquietante sdoppiamento leggere di fatti veramente terribili accaduti in angoli di città che magari si crede (erroneamente) di conoscere bene; infine costituisce la base di qualche sana riflessione su che cosa è storia veramente. In un epoca in cui viene definita storica anche la testata di un giocatore di pallone, è forse una lezione salutare cercare di capire quali sono i fatti che possiamo definire veramente come storici, ovvero fatti che non sono stati semplicemente clamorosi ma che hanno cambiato la direzione presa da una parte del mondo; testi come quelli di Procopio sono un ottimo supporto a questo tipo di meditazione. La traduzione di questa edizione è quella del Comparetti; non insulterò nessuno ricordando né chi sia né quale sia la sua statura; l'italiano è ovviamente piuttosto stagionato, ma meglio un Comparetti stagionato che l'italiano facile di un qualche scappato di casa. A questo proposito, tra le cose che il Comparetti sapeva e che invece io non so, c'è qualcosa che ha a che fare con la traduzione dei gradi di ufficiale nell'esercito bizantino con la dizione "lance spezzate". Sarà magari una coincidenza ma i regolamenti degli alquanto più tardi tornei medievali che determinavano le condizioni di vittoria sembrano avere parecchio a che fare con le lance spezzate. Se per caso qualcuno ne sa qualcosa di più batta un colpo, ché non ne posso più di sapere che ci azzecca. »

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