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La guerra gotica

La guerra gotica

di Procopio di Cesarea

4.0

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  • Editore: Garzanti Libri
  • Collana: I grandi libri
  • Edizione: 2
  • Traduttore: Comparetti D.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2005
  • EAN: 9788811366126
  • ISBN: 8811366127
  • Pagine: L-724
  • Formato: brossura
Consigliere del generale bizantino Belisario, Procopio gli fu accanto nelle campagne contro i Persiani, i Vandali e i Goti, da lui condotte per conto dell'imperatore Giustiniano fra Mesopotamia, Africa, Italia e Balcani negli anni dal 491 d.C. alla metà circa del 500. Nella "Guerra dei Goti" egli racconta, in otto libri, un fitto intreccio di battaglie, tregue, iniziative diplomatiche e avvicendamenti ai vertici dei comandi. Ma l'importanza dell'opera risiede anche nelle frequenti digressioni con cui l'autore interrompe il racconto dei fatti bellici rendendo più vivo e appassionante il quadro in cui si muovono gli eserciti contrapposti.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0La guerra gotica, 20-05-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Le battaglie tra il popolo barbaro dei Goti e l'Impero bizantino. La guerra gotica non è stata esattamente una rissa da cortile; la cronaca di Procopio mostra pianamente l'immensa tragedia della guerra che ha devastato per anni l'Italia, trasformandola in un grande campo di macerie. I motivi per la lettura di questo libri sono molteplici, specie se amate la storia e, nella fattispecie, la storia bizantina, come capita all'autore di questa recensione; ma al di là del dato strettamente intellettuale, il testo restituisce la temperie di un'epoca; emoziona, in quanto procura un curioso e inquietante sdoppiamento leggere di fatti veramente terribili accaduti in angoli di città che magari si crede (erroneamente) di conoscere bene; infine costituisce la base di qualche sana riflessione su che cosa è storia veramente. In un epoca in cui viene definita storica anche la testata di un giocatore di pallone, è forse una lezione salutare cercare di capire quali sono i fatti che possiamo definire veramente come storici, ovvero fatti che non sono stati semplicemente clamorosi ma che hanno cambiato la direzione presa da una parte del mondo; testi come quelli di Procopio sono un ottimo supporto a questo tipo di meditazione. La traduzione di questa edizione è quella del Comparetti; non insulterò nessuno ricordando né chi sia né quale sia la sua statura; l'italiano è ovviamente piuttosto stagionato, ma meglio un Comparetti stagionato che l'italiano facile di un qualche scappato di casa. A questo proposito, tra le cose che il Comparetti sapeva e che invece io non so, c'è qualcosa che ha a che fare con la traduzione dei gradi di ufficiale nell'esercito bizantino con la dizione "lance spezzate". Sarà magari una coincidenza ma i regolamenti degli alquanto più tardi tornei medievali che determinavano le condizioni di vittoria sembrano avere parecchio a che fare con le lance spezzate. Se per caso qualcuno ne sa qualcosa di più batta un colpo, ché non ne posso più di sapere che ci azzecca.
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