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La grande trasformazione. Le origini economiche e politiche della nostra epoca

La grande trasformazione. Le origini economiche e politiche della nostra epoca

di Karl Polanyi

4.0

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Esito necessario di una contraddizione più che secolare (quella tra "la sostanza umana e naturale" della società e il generalizzarsi dei rapporti mercantili), la "grande trasformazione" subita dalle istituzioni liberali negli anni Trenta del secolo precedente è al tempo stesso per Polanyi la dimostrazione della falsità delle tesi dell'economia politica classica e neoclassica, con la loro apologia dell'homo oeconomicus e del "mercato autoregolantesi". Ricorrendo largamente ai dati dell'antropologia e della storia (il discorso di Polanyi spazia dall'economia primitiva degli isolani delle Trobriand studiati da Malinowski alla vastissima letteratura sulla Rivoluzione industriale in Inghilterra), Polanyi dimostra il carattere alla lettera "singolare", non "naturale" delle società di mercato, che critica anche radicalmente dall'interno. Logico sbocco di questo rifiuto di un mondo in cui il fascismo costituisce una "mossa" sempre possibile, è il successivo passaggio di Polanyi a quelle ricerche di antropologia economica ed economia comparata che gli assegnano un posto di primo piano nella costruzione di una scienza unificata delle società umane. (Introduzione di Alfredo Salsano)


Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0Opera unica, 29-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Polanyi è un autore purtroppo poco conosciuto nel panorama economico internazionale e ciò può essere attribuito all'aver parlato di economia da prospettive scomode per la casta degli economisti, un tempo, più di oggi, barricati nelle loro teorie. Polanyi è il teorico dell'embeddedness, ossia l'economia inglobata nella società e mai viceversa, per cui nel momento che si venne a formare il mercato autoregolato, la società non poteva far altro che reagire; reazioni che portarono al crollo della società globale. Il libro è piacevole, forse un po' tropppo dispersivo e ripetitivo in certe occasioni, ma il tutto giova alla comprensione del pensiero di questo grande teorico. Sicuramente le sue teorie sono state in parte smentite con il tempo (vedi i distretti industriali), ma "La grande trasformazione" è un testo che merita di essere letto almeno per il fascino della tesi dell'autore, perchè è storia, è filosofia, è antropologia, è sociologia e infine anche economia. Un mix vincente ma difficile da collocare e digerire.
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4.0La grande trasformazione, 22-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Sebbene l'autore abbia una visione un po' ideologizzata, bisogna leggere questo saggio se si vuole capire qualcosa del mondo moderno. Opera né di storia, né di economia, né di sociologia o antropologia costituisce un importante contributo alla fondazione di una "nuova" "scienza unificata delle società umane".
Al centro del libro è il capovolgimento dell'idea che la società liberale corrisponde alla società di mercato; la falsità delle tesi dell'economia classica con la loro apologia dell'"uomo economico" e del "mercato che autoregolamenta economia e contesto sociale.
Sicuramente stimolante e libro unico nel suo genere.
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