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Il grande sonno

Il grande sonno

di Raymond Chandler

4.0

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Edizione: 11
  • Traduttore: Del Buono O.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2008
  • EAN: 9788807810831
  • ISBN: 8807810832
  • Pagine: 224

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 5 recensioni)

4.0Hard boiled, 07-02-2012
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Fa quasi tenerezza questo delizioso romanzo poliziesco ambientato negli anni successivi al proibizionismo. Ci son tutti gli ingredienti che si potrebbero desiderare: il poliziotto cinico, la pupa viziata, il boss della mala ed il truffatore di mezza tacca. Il tutto condito da un sacco di alcool, fumo, scazzottamenti e scontri a fuoco. Ed il tutto nella prosa graffiante di Chandler. Che chiedere di più?
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4.0Il grande sonno, 12-08-2011
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Sorprendente come questo scrittore sia arrivato al successo a una età così tarda, certo, sono cinque sei anni che scrive racconti. E la sua vita non è stata "pipe e pantofole" sino ad allora. Americano emigrato in Inghilterra, dove studia e si accosta ai classici, partecipa alla prima guerra mondiale combattendo in Francia, e poi mille altri mestieri di ritorno in America. Da qui, in poi, il successo. Hollywood, fama, denaro, e alcool molto alcool, sino alla morte settantenne per polmonite alla fine degli Anni Cinquanta. Ma è qui, in questo romanzo, che getta le basi non solo della sua fortuna, ma di tutta una letteratura che allora sembrò solo di genere (hard boiled veniva chiamata, per la crudezza delle rappresentazioni della vita quotidiana, le morti, la vita al limite e spesso al di là della legge), ma che riletta attentamente è stata anche giustamente accostata al modernismo. Quel filone di rinnovamento del romanzo mondiale che nei primi 40 anni del secolo scorso aveva come alfieri Pirandello, Kafka, Hemingway, la Woolf e tanti altri. Accostata, che Chandler non è "solo" modernista. Mette in scena quello che vede (e che sente) nei bar e nei bassifondi di Los Angeles, ma anche nelle ville dorate della California con gli stanchi ricchi che non sanno come spendere il loro non sudato denaro. E segue il tutto con gli occhi di un investigatore privato. Non tanto uno che cerca di guadagnarsi la vita inseguendo divorzi e piccole frodi. Ma qualcuno che vive la vita quotidiana della città, ne conosce gli alti e i bassi. E soprattutto, mette in campo questo Philip Marlowe che ci sorprende ad ogni piè sospinto per la presenza di una sua etica. Non diciamo una dirittura morale, che sarebbe impropria, ma un'etica sì, basata sul rispetto del cliente, sulla convinzione che, pur esistendo un lato in ombra in ognuno, non si possa andare oltre un certo limite. Ed imbastisce una storia, forse datata in alcune parti, ma certo molto meno confusa, leggendola, di quello che se ne dice senza conoscerla. O conoscendo solo i suoi risvolti cinematografici. Certo, Marlowe è molto Bogart, con l'impermeabile beige e la sigaretta in bocca, e la non curanza con cui guarda una donna senza vestiti ma che non tocca (etica, etica, ed altro) . Ma, per me, è anche stemperato da una punta di Elliot Gould, piuttosto che intristito nella vecchiaia di Robert Mitchum. E molta della confusione viene proprio dal film, che, sì, è quello confuso, perché nel film vengono fusi due romanzi di Chandler, e se ne affida la sceneggiatura a quel mostro di bravura letteraria che era William Faulkner. E viene messa più in positivo di quanto sia nel libro la figura di Vivian, che è stupendamente interpretata da Laureen Bacall, al tempo del film ancora moglie di Humphrey. Con l'invenzione del finale pirotecnico della morte del cattivo Eddie Mars. Tutto questo non c'è nel libro. Che parte dalla ricerca della soluzione di un ricatto ai danni del padre di Vivian da parte di Marlowe, prosegue con la ricerca dello scomparso marito di Vivian stessa, e con la soluzione di questi due misteri. Certo, compare Eddie Mars, che comunque è il re dei cattivi di Los Angeles, e compare la lotta senza quartiere tra lui e Marlowe. Ma qui, nel libro, non si va oltre la soluzione dei misteri proposti. Lasciando ad altri libri cosa succederà, forse, dopo. Nel libro non possiamo far altro che seguire Marlowe che, passo dopo passo, svela le magagne che si presentano, fa un po' il buon samaritano con la bionda che si sta perdendo ma forse no, beve a tutto spiano. E seguiamo l'uso sapiente del dialogo, questo puro elemento di novità che Chandler maneggia benissimo, un po' sulla falsariga di come scriveva il giovane Hemingway (che aveva 10 anni meno di lui) . E l'uso asciutto delle descrizioni, un po' paradossali ma efficaci (come quella che cito sotto) , inseguendo le citazioni trasversali che l'intellettuale Chandler mette qua e là, anche se pochi se ne accorsero al tempo. Come, quando, mirabilmente, per spiegare il comportamento poco ortodosso della sorellina Carmen, risponde, mozartianamente, "Così fan tutte".
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5.0Il grande sonno, 21-07-2011
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E' incredibile pensare come un giallo scritto quasi ottant'anni possa essere così attuale. Nei romanzi di oggi è vero che c'è più azione, più adrenalina, più colpi di scena, una maggiore "sporcizia" lessicale aderente al linguaggio comune, niente viene sottratto all'immaginazione e vi è, forse, una maggiore libertà di espressione, una continua e pressante richiesta di violenza, sangue, sesso che viene ampiamente soddisfatta da centinaia di scrittori e da innumerevoli thriller. Ma la classe..! La classe no, non vive di tempo e spazio, non ha confini entro cui delimitarsi, c'è chi la possiede e chi si arrangia con quello che ha, è un tocco in più che viene dato al talento per emergere e lasciare le sue tracce negli anni, un'impronta unica e indelebile, come il dna. E Chandler di classe ne ha da vendere, senza effetti speciali è riuscito a creare un personaggio e una storia che non ha bisogno di nient'altro se non di se stessa per essere letta e apprezzata, per entrare nel cuore soggiornandovi a lungo. Chi si lascia ammaliare dalla scrittura e che cerca momenti di lettura per lasciarli nel cuore e per chi ha un'idea romantica del noir troverà un bel libro da leggere, non svalutato nei decenni dall'inflazione del genere e il cui valore è rimarrà immutato per sempre.
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3.0Il grande sonno, 10-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Primo libro della serie dedicata da Raymond Chandler al detective privato Philip Marlowe, personaggio rude, ironico, cinico, forse anche un po' troppo rigido nello schema in cui l'autore ha voluto incasellarlo.
La trama è pittosto intricata e con molti personaggi, l'ambientazione "dark", in una Los Angeles tetra e piovosa è spettacolare, bellissime e intense le riflessioni interiori del protagonista.
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4.0Il grande sonno, 04-11-2010
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Inizio col render noto che questo è il primo libro scritto da Raymond Chandler.
Correva il lontano 1938 (circa ndr) e in questi 70 anni il mondo è cambiato non poco.
Stando a queste premesse si può capire come certi passaggi non risultino lineari e scorrevoli.
L'autore a mio avviso ha dovuto utilizzare troppe coincidenze, oggi sarebbe stato terribilmente più semplice visto che basta vedere un telegiornale per ottenere spunti più che realistici.
La cosa che rende più che godibile la lettura di questo libro è il modo che ha Chandler di descrivere le ambientazioni e le caratterizzazioni dei personaggi.
Appena si "entra" in scena si ha subito un'idea chiara della situazione e i protagonisti prendono vita grazie a dei tocchi da vero maestro.
In alcuni passaggi mi ha ricordato il grande Willeford, per la sottolineatura quasi maniacale di certi particolari.
Charles però è arrivato dopo.
Vado a recuperare la bibliografia di Chandler.
Consigliatissimo.
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