Giulia o la nuova Eloisa

Giulia o la nuova Eloisa

3.5

di Jean-Jacques Rousseau


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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

3.0Giulia o la nuova Eloisa, 26-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di L. Costa - leggi tutte le sue recensioni
Classico che non posso dire di aver apprezzato a pieno, troppo lontano dagli odierni standard, ma ricostruiamo la questione. Quando apparve nel 1760, il romanzo dette vita a uno tsunami in tutta la società europea. Nel cambio epocale che è avvenuto nella concezione dell'amore nella civiltà occidentale a partire dal XVIII secolo non vi è dubbio che un ruolo primario sia stato compiuto dall'opera di Rousseau. Lo ricordava Citati parlando della scoperta dell'amore da parte di Leopardi: lui come i suoi contemporanei conoscevano l'amore secondo una rappresentazione che trova nella "Nuova Eloisa" uno dei fondamenti. Anzi, si potrebbe affermare che il testo presenta una vera e propria enciclopedia delle manifestazioni e delle espressioni dell'amore romantico. Tutto vero, ma vale soprattutto per le prime due delle sei parti in cui è diviso. Lì è espressa tutta la tensione tra volere e dovere, sentimenti individuali e ragioni sociali, il mondo dell'amore e quello del matrimonio (ovvero della famiglia) . Ma poi che cosa succede? Julie non fugge né sposa l'uomo che amava, ma accetta di sposare colui che le è scelto dal padre. Tutta la sua vita le appare successivamente la migliore di quelle che avrebbe potuto vivere e non è stata poi davvero felice nonostante il marito stupendo, i figli, il benessere, ecc. Soltanto perché nessun sogno di felicità può essere realizzato. A pensarci bene, se la storia prosegue nel corso degli anni non è certo per merito di Saint-Preux (del resto, molto poco platonico e sempre pronto a cadere in tentazione) e non è certo per merito di Julie se non in parte, visto che si mantiene onesta e leale con lo sposo ma è per effetto per effetto proprio del marito, il signor di Wolmar. Lui a far ritrovare i due cuori innamorati e a sottoporli al supplizio di ardere senza mai bruciare nella ripresa dei rapporti, sia pure depurati, tra loro. Elena Pulcini autrice di una pregevole introduzione rimette al centro della scena questo personaggio secondario, sospettandolo di un'astuzia machiavellica. Io andrei oltre: e se Wolmar che del resto ha sempre saputo dell'amore di Julie e Saint-Preux fosse un affine del Roi Candaule e cercasse di stabilire un ménage à trois. Altro che amicizia! Di tracce triolistiche è attraversato tutto l'intreccio si pensi al desiderio di Julie che Saint-Preux sposasse la sua migliore amica, Claire. La quale, fra l'altro, ammette, la passione amorosa per lo stesso uomo.
Certo, Julie muore nell'onestà e abbastanza inopinatamente tuttavia si potrebbe ipotizzare uno sviluppo della storia che non l'avrebbe portata molto lontana da un altro romanzo epistolare: lo scandaloso "Liaisons dangereuses" dell'immorale Laclos.
Di una lunghezza oggi esasperante e peine di divagazioni filosofiche del Rousseau "philosophe" sui costumi, sulle donne, sull'educazione dei fanciulli, sul lavoro dei campi, sulla natura dei giardini, ecc. Il romanzo ci appare come un lontano progenitore, la cui fama però appare più che meritata.
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4.0Un romanzo filosofico, 21-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di R. D'amico - leggi tutte le sue recensioni
Attraverso lo scambio epistolare di due amanti impossibilitati a vivere la loro passione, Rousseau esplora il sentiero che porta dall'amore alla virtù per poi ritornare sui suoi passi e scoprire che il sentimento più grande è quello che ci permette di riconoscere quelle che sono le nostre radici. Sullo sfondo della storia d'amore c'è una grande analisi filosofica che affronta il problema morale.
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