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Al mio giudice

Al mio giudice

di Alessandro Perissinotto

4.5

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Luca Barberis, ricco e stimato esperto di sicurezza informatica, autore di un brutale omicidio, è fuggito all'estero. Potrebbe scomparire nel nulla ma è un appassionato lettore di Simenon e per questo, emulo del protagonista della "Lettera al mio giudice", dà avvio a uno scambio epistolare con il magistrato che sta conducendo le indagini. Il carteggio scava alla ricerca delle ragioni che hanno fatto di un uomo di successo un reietto costretto a nascondersi. Luca ha infatti ucciso perché così voleva la sua vittima, non aveva altra scelta: ora vuole solo capire in quale rete è caduto. La posizione di Luca si complica quando muoiono altre persone e il suo nascondiglio viene scoperto...

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 3 recensioni)

4.0Confessione via e-mail, 03-06-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
L'ispirazione viene dalla "Lettera al mio giudice" di Simenon, che è tra i pochi romanzi che il protagonista salva nel corso della sua fuga. Ma negli anni 2000 ci si scambiano e-mail e l'assassino reo confesso invia le sue a chi deve istruire il suo processo. La giudice gli risponde invitandolo a costituirsi. Tra i due nasce una sorta di rapporto costruttivo, per cui i fatti nuovi relativi all'inchiesta vengono affrontati con la collaborazione che è possibile tra un assassino e il suo giudice. Ma poi il fuggiasco finisce per raccontare gli episodi della sua contumacia quasi in diretta. Bel romanzo, scritto con stile intenso, ma non eccessivamente serrato. L'invenzione dello scambio di e-mail con il gioco della doppia prima persona aumenta enormemente il coinvolgimento del lettore.
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4.0Al mio giudice, 06-04-2011
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Un'ottima introduzione per chi volesse cominciare a leggere questo autore.
Non so nelle altre sue storie, ma in questa Perissinotto ci dice una cosa banale, ma che spesso dimentichiamo: "Chi nasce tondo, non può morire quadro".
Chi è "abituato" a ragionare in termini di fedeltà e lealtà innanzitutto verso se stesso, ha difficoltà ad accettare che altri si possano comportare in maniera sleale e le delusioni non possono essere sempre emendate con la vendetta che alla fine lascia l'amaro in bocca.
Non so se la soluzione possa essere il ritirarsi dai giochi. Forse questa è di nuovo una scelta personale. Certo è che quando la delusione è profonda, il senso di sgomento è forte, si ha la tentazione, il bisogno di scomparire. C'è chi lo fa e molti ritengono che sia una scelta di comodo. Io, da caparbia, penso che forse è una scelta coraggiosa, poichè prevede l'abbandono totale e completo di quello che nel bene e nel male si ha o si potrebbe cercare ancora di avere. L'abbandono totale, il cambiamento di stato per l'uomo, che è animale abitudinario, non sono certo scelte facili.
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5.0Al mio giudice, 06-10-2010
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Un noir italiano che cattura gli occhi del lettore e li libera solo all'ultima pagina. Una trama indovinata, narrata da Perissinotto a ritmo incalzante con l'inedito strumento del romanzo epistolare; dove le epistole sono le mail scambiate tra il latitante e il giudice che l'insegue. La quarta di copertina afferma che c'è anche qualcosa di simile a una morale; ma a mio parere la cosa è secondaria di fronte al risultato artistico.
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