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Il Giudice e il suo boia

Il Giudice e il suo boia

di Friedrich Durrenmatt, Paola Lagossi

3.0

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Note su Friedrich Dürrenmatt

Friedrich Dürrenmatt è nato a Konolfingen, in Svizzera, il 5 gennaio del 1921. Durante l’infanzia la sua vita fu piuttosto burrascosa. Da adolescente ebbe problemi legati all’abuso di alcolici. Diplomato nel 1941, si dedicò allo studio dela filosofia e delle lingue germaniche a Berna e Zurigo. Al termine della seconda guerra mondiale, dopo essersi appassionato alle opere di Lessing, Kafka e Brecht, decise di iniziare a scrivere. Le sue prime opere erano racconti brevi e pezzi per il teatro. Quelle che Dürrenmatt ha affrontato nelle sue opere da esordiente sono tematiche macabre, legate alla morte, agli omicidi e alla tortura. L’esordio in teatro suscitò uno scandalo tale da renderlo conosciuto non solo in Svizzera ma anche all’estero. Dopo essersi soposato con l’attrice Lotti Geissler nel 1947, durante gli anni Cinquanta scrisse numerosi romanzi che vennero pubblicati a puntate sui quotidiani. Tra questi vi sono “Il giudice e il suo boia” e “Il sospetto”. La fama a livello internazionale sopraggiunse grazie al dramma “Visita della vecchia signora”, del 1956. L’opera venne rappresentata nei teatri di New York, Roma, Londra e Parigi. A queste opere ne seguirono molte altre. Tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta si dedicò alla politica, visitando gli Stati Uniti, Israele e il campo di concentramento di Auschwitz. Per tutta la vita, accanto all’attività di scrittore e drammaturgo, Dürrenmatt si dedicò alla pittura. Friedrich Dürrenmatt morì il 14 dicembre del 1990 a Neuchâtel.
 

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0Il giudice e il suo boia, 04-09-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Durrenmatt lo si odia o lo si ama. Chi sta nella via di mezzo non può che constatare che questo racconto, o romanzo breve, è un malriuscito tentativo di creare un noir venato di giallo. Eccessivamente didascalico, sopra le righe nei forbiti dialoghi, anzichè appassionare stanca. Non si può però dire che non valga la lettura.
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