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La giostra degli scambi

La giostra degli scambi

di Andrea Camilleri

3.5

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Non abbagli la luce matta che, sugli schermi delle pagine, proietta comiche a rapidi scatti: una schermaglia rodomontesca con due mosche fastidiose; una rissa con attori che sbaccanano e come palla si involvono e rotolano, con braccia e gambe che si agitano, tra pugni e morsi, e lampi di lama; un commissario con un occhio pesto e un orecchio morsicato, che per "scangio" viene arrestato dai carabinieri; una servente che prende a padellate e fa prigioniero un intruso, che l'ha distolta dalle occupazioni culinarie; un signore ben curato e ben vestito, che più volte va a un appuntamento: a vuoto sempre, e deluso. E c'è anche il remake di una scenetta antica e surreale (dal "Libro mio" di Pontormo passata a "Il contesto" di Sciascia) di chi, con la mente scardinata, sta chiuso in casa, e a chi bussa risponde di non esserci. In così lunatica atmosfera sembra che i dettagli creino digressioni. Ma è negli interstizi che il mistero prospera, insondabile; e lento scivola, dilatatorio, deviando gli aghi di qualsivoglia bussola e decorando di apparenze ingannevoli le sue trame da brivido. Il romanzo è un pantanoso labirinto del malamore, di un tenebroso malessere: geloso oppure ossessivo. Nel dedalo di meandri, giravolte, gomiti d'ombra, nasconde una "camera della morte": l'ultima, la più segreta, come quella delle mattanze nelle tonnare. A Vigàta i notturni sono di leopardiana bellezza. Non assolvono però il fruscio di invisibili ali di tenebra. Montalbano si è svegliato con una premonizione.
Al commissario Montalbano piacerebbe molto la vita tranquilla: fare un bagno in mare, mangiare un piatto di pasta alla siciliana nella sua trattoria, ma purtroppo un’altra insidiosa giornata e un altro caso stanno per cominciare. La giostra degli scambi di Andrea Camilleri vede il più amato degli investigatori italiani alle prese con un nuovo caso. Il commissario ora è vecchio, stanco, ma a suo favore giocano una tenacia e un’esperienza difficilmente vendibili. Sulla spiaggia di Marinella dove ogni mattina si fa un tuffo per ritemprarsi Montalbano vede una rissa e colpisce l’uomo sbagliato e poi i carabinieri lo fermano pure. Il peggio della giornata però deve ancora venire: una volta arrivato in ufficio il commissario viene informato di un sequestro di persona davvero strano. Una trentenne è stata rapita, narcotizzata e dopo qualche ora liberata senza un graffio né alcun trauma. La stessa cosa si ripete dopo qualche giorno e ad essere colpita è la nipote di Enzo, il proprietario del ristorante in cui Montalbano va ogni giorno a pranzare. La ragazza, come la precedente rapita, ha 30 anni e lavora in banca. Chi c’è dietro questi rapimenti? E sono collegati alla sparizione di Marcello Di Carlo, il proprietario di un negozio di elettrodomestici che sembra essere stato inghiottito dal nulla? Dopo il rapimento di una terza ragazza e il ritrovamento di un cadavere, Montalbano comincia a tessere le fila della storia e a ricomporre un puzzle a tinte noir. In questo nuovo romanzo firmato dallo scrittore siciliano Camilleri, nuove avventure aspettano l’amato Commissario dal carattere forte e ironico, pronto a lasciarci senza fiato dalle risate o dalla paura.

Note su Andrea Camilleri

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle il 6 settembre 1925. Dopo una breve esperienza di studi presso il collegio vescovile, dove viene espulso per il comportamento poco disciplinato, ottiene la maturità classica nel maggio del ‘43 presso il Liceo Empedocle di Agrigento, pur non sostenendo gli esami di maturità in quanto il preside della scuola decise che sarebbe stato sufficiente lo scrutinio, visto l'imminente sbarco in Sicilia degli alleati. Nel ‘44 si iscrive all'Università, alla facoltà di Lettere, ma non consegue la laurea. Nel ‘45 entra a fare parte del Partito Comunista Italiano e inizia a pubblicare brevi racconti e poesie. Dal '48 al '50 studia regia all'Accademia Nazionale d’ Arte Drammatica Silvio d'Amico per poi lavorare come regista e sceneggiatore. Nel ‘54 tenta l'ingresso in RAI, ma non ha successo in quanto appartenente al Partito Comunista. L'ingresso in RAI avverrà anni dopo. Nel ‘57 sposa Rosetta Dello Siesto, da cui ha tre figlie. L'esordio nella narrativa avviene nel 1978 con un romanzo dal titolo "Il corso delle cose", scritto dieci anni prima e pubblicato da un editore a pagamento. Seguiranno altre numerose opere, ma il vero successo avviene con la serie dedicata al commissario Montalbano, il cui primo romanzo è del 1994 ed è intitolato "La forma dell'acqua". La serie legata al commissario Montalbano dà vita ad una serie televisiva di successo, dal titolo omonimo, che trova il favore del grande pubblico, aumentando la fama dell'autore. Camilleri è un autore che, attraverso i romanzi, racconta la Sicilia, con ambientazioni, atmosfere, personaggi e dialoghi che emanano quel fascino e quella simpatia tipica della sua terra.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.5 di 5 su 2 recensioni)

4.0Ma se Catarella ..., 15-07-2015, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
La trama è quella del giallo che segue gli accadimenti della cronaca, anche se questa volta l'autore dichiara di non essersi ispirato alla realtà, come pure fa di solito. La narrazione però è talmente reale che i fatti possono, e probabilmente vogliono, apparire in qualche caso scollegati e non del tutto giustificati. In ogni caso la trama c'è, e in questo caso Camilleri non ha bisogno di riempitivi: la storia regge senza bisogno che Montalbano divaghi con le sue avventure personali o con le lunghe telefonate con Livia. Certo che un colloquio con il Dr. Pasquano senza la necessità della guantiera di cannoli, o un Catarella che finalmente capisse un nome al telefono, sarebbe un premio per la fedeltà di tanti fedelissimi...
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3.0Il fumo negli occhi....., 15-05-2015, ritenuta utile da 11 utenti su 12
di - leggi tutte le sue recensioni
Tutti i fan di Camilleri saranno rassicurati nel ritrovare i propri beniamini perfettamente identici e immutati nel corso degli anni, ma personalmente questo ultimo libro mi è sembrato un po' sconclusionato, o perlomeno pieno di incongruenze ed errori, come se a condurre le indagini fosse una banda di dilettanti e non dei poliziotti anziani e scafati.
Credo che l'intento di Camilleri fosse gettare fumo negli occhi dei lettori sin dalle prime battute, per poi far scoprire il colpevole a sorpresa, come faceva Agata Christie per esempio, ma la mia personale impressione è che il risultato sia più simile a una commedia teatrale, con scene che dovrebbero dire qualcosa ma che in realtà non hanno relazione né con il finale né con l'indagine. In una investigazione seria si mette sotto il riflettore il principale indagato, la moglie (se sposato) e le amanti, i parenti più stretti. Si vuole inchiodarlo o escluderlo dai sospettati, prima di passare ad altro. Qui invece si arriva a indagare solo nel finale, mentre prima ci sono moltissimi dettagli che non c'entrano per nulla con l'indagine principale (quella sulla sparizione di Di Carlo e della sua fidanzata e sulla loro probabile morte): sequestri improbabili, azzuffatine sulla spiaggia, strani ladri in casa... tutto fumo negli occhi!
Come fan mi preme sottolineare un'altra cosa: la mangiatina da Enzo, la visita con i cannoli a Pasquano, la passeggiata allo scoglio, la chiacchierata con il granchio... ormai un racconto con Montalbano potremmo scriverlo ad occhi chiusi! Come Tex Willer, il commissario si è tramutato in un personaggio talmente abitudinario da non essere quasi più reale (nessuno per trent'anni fa le stesse cose, magari si stufa, cambia percorso) e se questo va bene per un fumetto, mal si adatta a un personaggio che vive, invecchia e ama in modo differente nel corso degli anni. Montalbano non dovrebbe essere ridotto a un fumetto. Per il resto comunque il romanzo è scritto bene e si legge con sommo gradimento, come al solito.
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