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Un giorno della mia vita. L'inferno del carcere e la tragedia dell'Irlanda in lotta

Un giorno della mia vita. L'inferno del carcere e la tragedia dell'Irlanda in lotta

di Bobby Sands

4.0

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Edizione: 6
  • Data di Pubblicazione: novembre 2008
  • EAN: 9788807813788
  • ISBN: 8807813785
  • Pagine: 213
  • Formato: brossura
Bobby Sands, esponente di spicco nelle fila dell'Ira, viene più volte incarcerato. Condannato a 14 anni di carcere, con altri compagni, malgrado l'assenza di prove a carico, comincia una serie di scioperi della fame sino all'ultimo, iniziato il 1° marzo 1981, che lo porterà alla morte. Durante i primi diciassette giorni del suo ultimo sciopero della fame comincia a tenere un diario e scrive quotidianamente usando un refil di penna biro e dei pezzetti di carta igienica. Ogni singolo segmento del diario viene fatto uscire dal carcere firmato con lo pseudonimo "Marcella". Il libro che ne deriva è una impietosa testimonianza sulla vita dentro il carcere, una dolorosa riflessione sulla lotta in corso e una professione di speranza.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0Agghiacciante, 29-10-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Stavo ascoltando una canzone di elogio alla verde Irlanda quando mi arrivò all'orecchio la battuta "Bobby Sands è morto di fame e di stenti in una cella lurida, ma non si è arreso e ha stretto i denti". Incuriosita da queste parole mi sono messa alla ricerca di infromazioni a proposito di Bobby Sands, scoprendo tra gli altri anche questo libro, che altro non è che una testimonianza agghiacciante di quanto è accaduto nelle carceri inglesi e irlandesi degli anni '70 e '80 del Novecento. Centinaia di uomini e di donne vennero incarcerati senza processo a seguito di manifestazioni per rivendicare il diritto di indipendenza dell'Irlanda del Nord. Sbattuti in prigione come criminali comuni, i detenuti pretesero che venisse loro riconosciuto lo status di prigionieri politici e pertanto chiesero di non indossare la divisa carceraria, anche a costo di rimanere completamente nudi. Le violenze da parte dei secondini erano all'ordine del giorno: perquisizioni anali, isolamento, cibo rancido e scarso, svuotamento dei buglioli direttamente nelle celle... Questo e tanto altro viene raccontato da Bobby Sands, che all'inizio del suo sciopero della fame per pretendere il proprio status di prigioniero politico, iniziò a scrivere un diario. Bobby Sands morirà il 5 maggio 1981, ormai ridotto ad una larva umana, senza che nessuno (né i familiari, né i preti giunti per dare sostegno morale, né Amnesty International e nemmeno la Croce Rossa Internazionale) avesse potuto convincerlo a sospendere il suo sciopero. E' davvero impressionante leggere questo documento che, in quanto a torture e cattiverie, può essere paragonato solo alla testimonianza di un deportato in un campo di concentramento. Lo consiglio a tutti coloro che vogliono saperne di più su questo capitolo tanto atroce quanto semi-sconosciuto della storia contemporanea d'Europa.
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4.0Diario di prigionia, 29-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Il diario degli ultimi giorni di vita di Bobby Sands, combattente per la causa della libertà dell'Ulster, trascorsi in prigione facendo uno sciopero della fame. Un libro di denuncia verso il Regno Unito, l'estremo grido di libertà di un uomo che vuole rappresentare un intero popolo in lotta. Libro che non aspira a divenire un capolavoro stilistico ma che denuncia al mondo intero le condizioni di vita di un popolo che continua a sentirsi non libero. Istruttivo
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