Il gioco delle tre carte

Il gioco delle tre carte

4.0

di Marco Malvaldi


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Descrizione

Ritorna, con la seconda avventura dopo "La briscola in cinque", la squadra di investigatori del BarLume di Pineta, detto anche "l'asilo senile". A parte il barista Massimo e la sua banconista, la bella e comprensiva Tiziana, il più giovane del gruppo è Aldo, ultrasettantenne gestore dell'osteria Boccaccio. Seguono Nonno Ampelio, Pilade, il Del Tacca del Comune, il Rimediotti. La loro attività, unica, più che principale, si svolge nel presidiare il BarLume e, dietro il paravento della partita a carte, passare al setaccio tutti gli avvenimenti di Pineta, in un pettegolezzo toscano senza eufemismi e senza ritrosie. Qualche volta resta nelle maglie fitte della rete, un fatto criminale. In realtà è Massimo, pronto all'intuizione ma svogliato all'azione, che è spinto a investigare, richiesto casualmente dal commissario Fusco. I vecchietti fanno da polo dialettico in un contraddire minuzioso che però facilita la sintesi: corale ambientazione umana, provinciale e antiglobalizzata (lenta, senza preoccupazione di efficienza mezzo-fine). Uno sfondo di commedia italiana a dei gialli enigmistici la cui soluzione è affidata alla virtù del ragionamento e alla fortuna del caso. Nel gioco delle tre carte un esercizio di abilità e di elusione fornisce lo schema per risolvere un enigma criminoso consistente nel nascondere ostentando. Nel corso di un congresso, viene ucciso un professore giapponese. La chiave del mistero è in un computer che in apparenza non contiene niente di significativo.

Note sull'autore

Marco Malvaldi è nato a Pisa il 27 gennaio 1974. All'attività di scrittore, affianca quella di ricercatore presso il Dipartimento di Chimica Biorganica dell'Università di Pisa. Ha esordito nella narrativa nel 2007, con il romanzo dal titolo "La briscola in cinque", un giallo che ha dato vita ad una serie composta da altri tre romanzi, tutti incentrati sul barista Massimo e sugli anziani avventori del bar, che spesso si esprimono in vernacolo pisano. Alla serie sono seguiti altri romanzi, tra cui "Odore di chiuso", del 2011.

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Dettagli del libro

  • Titolo: Il gioco delle tre carte
  • Editore: Sellerio Editore Palermo
  • Collana: La memoria
  • Data di Pubblicazione: Ottobre 2008
  • ISBN: 8838923345
  • ISBN-13: 9788838923340
  • Pagine: 208
  • Reparto: Gialli
  • Formato: brossura

Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 20 recensioni)

4.0Non noir, bensì commedia gialla, 27-03-2015
di G. Casanova - leggi tutte le sue recensioni
Bella commedia, bei personaggi, simpatici e divertenti. Chi vuole passare due o tre ore nel pieno buonumore deve acquistare questo libro, e per un po' scorderà le afflizioni della vita, anche se avesse ottant'anni, come gli arzilli protagonisti della vicenda. Ben diretti dal proprietario del Bar Lume, il "barrista", i vecchietti sono i veri protagonisti di questo libro scritto con arguzia tutta toscana da Malvaldi, autore che bene ha fatto a puntare di nuovo su questi simpaticissimi giovani fossili. Chi cerca un noir, quindi, non lo compri: il libro si dichiara "giallo" perché ci scappa il morto e chiaramente c'è un colpevole, ma si tratta di una tipica, brillante commedia all'italiana.
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4.0Mavaldi, 26-03-2012
di A. Brunco - leggi tutte le sue recensioni
Secondo libro di Mavaldi i cui protagonisti sono i "giovincelli" del barLume. Forse il meno brioso della serie. La trama è un pò più inconsistente degli altri libri, un pò più pesante, meno divertente ma complessivamente piacevole. Comunque imperdibile per gli amanti di questa riuscitissima serie.
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5.0BARISTA C., 06-03-2012
di L. RECCAGNI - leggi tutte le sue recensioni
Il secondo romanzo di Malvaldi è sempre ambientato nella provincia toscana che caratterizza la parlata e il comportamento dei protagonisti: il "barrista" del Bar Lume e il gruppo di vecchietti curiosi e ficcanaso, ma che danno alla storia momenti di pura ilarità. La trama è semplice e si base sulla capacità enigmistica e di ragionamento per trovare la soluzione del caso. Bello e divertente, da leggere tutto in una volta.
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3.0Il gioco delle tre carte di marco malvaldi, 19-01-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Argelati - leggi tutte le sue recensioni
Questo libro sembra non solo un giallo ma anche un romanzo comico, tanto è l'umorismo e l'ironia che impreziosiscono il giallo!
Non sono pochi i passaggi in cui il testo strappa una risata!
I personaggi e le vicende sono descritte e narrate davvero molto bene, appassionando molto alla lettura!
Peccato non aver prima letto "la briscola in cinque"!
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3.0Un giallo divertente, 19-01-2012
di G. Sarno - leggi tutte le sue recensioni
è difficile trovare un giallo scritto con ironia e leggerezza, che sappia divertire e far ridere il lettore ma malvaldi sembra riuscirci in una scrittura a ritmo incalzante e appassionante.
In certi pezzi sembra davvero di trovarsi al posto dei personaggi, tanto la storia si fa avvincente e coinvolgente!
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5.0Il gioco delle tre carte, 08-01-2012
di F. Rutigliano - leggi tutte le sue recensioni
Massimo, proprietario del BarLume, organizza il catering di un congresso e proprio durante questo congresso un professore giapponese viene assassinato. E così Massimo collaborerà per la seconda volta con la polizia per trovare l'assassino.
Marco Malvaldi ci diverte e ci emoziona ancora una volta, ponendo come avveniva ne " La briscola in cinque" il giallo in secondo piano e utilizzandolo per far risaltare la dilagante comicità dei quattro vecchietti che presiedono il BarLume.
Il linguaggio è sempre scorrevole e talvolta utilizza espressioni dialettali e popolari che rendono i personaggi più umani agli occhi del lettore.
Il libro è consigliato a tutti coloro che hanno apprezzato "La briscola in cinque" e anche a coloro che amano i gialli ma vogliono divertirsi.
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4.0Il gioco delle tre carte, 29-07-2011
di F. Villo - leggi tutte le sue recensioni
Non posso che concordare coll'altissimo voto medio espresso su questo libro. Soprattutto perché ci sono punti in cui (ed è un merito che gli va pienamente ascritto) riesce ad inanellare frasi e situazioni che, lo confesso, mi facevano ridere mentre le leggevo. E non è da tutti. La storia finto-gialla (tra l'altro si parla di un congresso pieno di giapponesi, quindi siamo in tema) è un po' gracile, ed il meccanismo di risoluzione è forse legato un po' troppo all'ambiente universitario dove vive il buon pisano. Anche se cerca in tutti i modi di rendere semplice il tutto, anche per i cosiddetti profani. Ma quello che rimane, e sono i suoi punti migliori, sono le macchiette. Le descrizioni di persone e situazioni che in poche righe le fanno uscire dalla pagina, e si siedono lì vicino a te. E spesso, se non ridi, almeno ti riscaldano il cuore di allegria.
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4.0Il gioco delle tre carte, 09-05-2011
di T. Longo - leggi tutte le sue recensioni
Un gruppo di ultrasettantenni collabora con il barista del BarLume di Pineta per far luce sulla morte di un professore giapponese. Un giallo ben scritto, di cui la caratteristica saliente è la vita di provincia e la vitalità dei pensionati che contrastano con l'indolenza del barista, il vero protagonista detective del romanzo.
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3.0Divertente ma giallino!, 18-04-2011
di P. Turitto - leggi tutte le sue recensioni
E' il primo romanzo di Malvaldi che leggo e mi appresto a continuare con gli altri tre.
E' indubbiamente divertente, con trovate veramente simpatiche e personaggi che ti vanno subito a genio e a cui ci si affeziona.
La storia è però modesta o meglio sembra più un pretesto per raccontare le gesta e far parlare i personaggi.
Almeno la mia visione di giallo prevede una storia che si compone ed elementi che via via trovano il loro posto.
Qui c'è qualcuno che muore e qualcuno che viene incriminato per un dettaglio che salta fuori nella testa di uno dei protagonisti.
Quindi un giallo tanto semplice quanto divertente.
Alla fine guardandomi indietro ho raggiunto l'epilogo più in cerca di altre risate che dell'assassino.
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4.0Il gioco delle tre carte, 12-04-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di A. Leofressi - leggi tutte le sue recensioni
Questo è un autore che ho molto amato alla sua comparsa sulla scena. Proseguono le avventure del "barrista" e degli avventori, più o meno giovani, del Bar Lume: con più commedia umana e meno giallo, siamo dalle parti di un mai girato "Amici miei atto IV", dove il sarcasmo cede però il passo al benevolo affetto con cui Malvaldi guarda ai protagonisti delle sue trame (e nella postfazione si capisce il perchè). Che si debbano scrivere gialli per essere pubblicati, letti e conosciuti, è ormai noto, da Sciascia in giù fino ai vari Camilleri, De Silva, Carofiglio. Visto che Malvaldi non è uno scrittore di genere, spero possa lanciare i suoi vecchietti in avventure libere dallo schema più o meno fisso del giallo. Il lettore ne guadagnerebbe (forse meno l'editore).
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4.0Il gioco delle tre carte, 08-04-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di S. Yuffredi - leggi tutte le sue recensioni
L'autore ti consente di respirare insiemeai personaggi, di essere partecipe dei fatti della vita, sulla stessa barca con quell'unica variante che non puoi mai prevedere: il destino. Chi ha ucciso l'anziano professore giapponese durante un noioso convegno a Pisa? Alla fine si scoprirà, ma non è che importi molto, ciò che conta sono i dialoghi, davvero spumeggianti, fra gli anziani avventori del bar, protagonisti di questo librettino che a me è piaciuto moltissimo e mi ha fatto sorridere. Una piece cinematografica più che un romanzo, nello spirito di "amici miei", con qualche lamentela contro il sistema universitario italiano, da leggere in un'ora o poco più e rimanere lievemente contenti.
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4.0Il gioco delle tre carte, 06-04-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di R. Pizzardo - leggi tutte le sue recensioni
Nonostante il finale frettoloso e posticcio, un buon libro. Ancora una volta Malvaldi non convince. Carina l'idea e la situazione, ma la storia scorre via senza tensione ed in alcuni punti l'autore insiste a spiegare con troppa pedanteria una serie di cose. E' vero che lo fa ad un vecchietto, ma forse dimentica che quel vecchietto in quel momento è un lettore che magari di computer e di accessi ad internet qualcosa pure ne sa.
Spazio sottratto invece ad una descrizione più incisiva dei personaggi e, come dicevo, magari ad un po' più di tensione.
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