Il gioco del mondo (Rayuela)

Il gioco del mondo (Rayuela)

4.5

di Julio Cortázar


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Descrizione

Il libro racconta l'odissea, fra Parigi e Buenos Aires, di Horacio Oliveira, l'eterno studente argentino che si muove attraverso le città e l'esistenza come attraverso le caselle del "gioco del mondo", compiendo un viaggio, al tempo stesso reale e visionario, alla ricerca di sé nell'impossibile tentativo di dare un significato alla vita.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 3 recensioni)

5.0Capolavoro, 27-03-2012
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Libro? Questo non è un libro. Questo è un universo! Molto più di un capolavoro della tecnica descrittiva, molto più della storia di una vita, è il tentativo costante di reinventare la realtà attraverso la scrittura, le narrazioni di tutti i mondi possibili. Insieme Biblioteca di Babele e Città Invisibile, dove a muoversi sono le parole fatte carne. Come i Fiori del male e L'uomo senza qualità, questo libromi ha sconvolto la vita!
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5.0Il gioco della vita, 01-02-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 6
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Un romanzo a cascata che si può leggere in vari modi: tradizionale (cioè dalla prima all'ultima pagina) , oppure nelle modalità consigliate dall'autore oppure... Cove vi pare. Libro difficile da seguire per le elucubrazioni intellettuali dei protagnisti, facile da seguire nella vicenda. Il protagonista è un universitario argentino che cerca di capire il senso della vita. Bella la parte parigina, con il rituale tipico argentino-uruguayano del "mate" presente nei dialoghi con il gruppo di amici. Primo romanzo letto di Cortazar ma che non sarà l'ultimo.
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4.0Il gioco del mondo, 11-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo romanzo può a ben donde essere considerato come un unicum della storia della letteratura, Cortzar ha una prosa variegata e ricca, colma di riferimenti letterari e di costume del periodo, intessuta di monologo interiore, flusso di coscienza, slang, calembour. Il surrealismo, il nouveau roman francese di Robbe-Grillet, il jazz, il cinema, ed altro ancora si intrecciano e si sovrappongono in una giostra continua di richiami più o meno evidenti. Horacio Oliveira è una sorta di bohémien che filosofeggia sul senso della vita, fa considerazioni metafisiche, di grande cultura e profonda arguzia. Cerca il suo centro della vita, ed è subito chiaro che non è un'appartenenza fisica che sta cercando, ma quella metafisica, oltre i paesi ed i confini, tentando di ristabilire l'ordine nel caos. Horacio, in fondo, nonostante gli altri personaggi che gli ruotano intorno a Parigi e a Buenos Aires, è un isolato, un solitario che sente su di sé la sensazione del fallimento e la mancanza di qualunque speranza.
Saltiamo, come nella rayuela, nel nostro gioco infantile della campana che ha riempito tantissimi dei nostri pomeriggi estivi, da una casella all'altra, da un luogo dall'altro, da una sensazione all'altra, da un sentimento all'altro. Pensando, sperando, immaginando, che alla fine del gioco ci attenda un traguardo, un premio, una vittoria. O forse sarà un eterno, ciclico inseguirsi, senza sosta, senza meta, senza fine. Il gioco del mondo, appunto.
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