€ 8.46€ 9.00
    Risparmi: € 0.54 (6%)
Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativiMetti nel carrello
Spedizione a 1€Spedizione con Corriere a 1€sopra i 24 euro!Scopri come
Il giocatore

Il giocatore

di Fëdor Dostoevskij

4.0

Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativi
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar classici
  • Edizione: 7
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2000
  • EAN: 9788804477884
  • ISBN: 8804477881

Note su Fëdor Dostoevskij

Fëdor Mikhajlovi? Dostoevskij è considerato uno dei più grandi scrittori di ogni tempo. Nacque l'11 novembre 1821 a Mosca. La passione per la letteratura gli fu trasmessa dalla madre, la quale gli insegnò a leggere, facendogli conoscere Puskin, Zukovskij e la Bibbia. Nel 1838, per volere del padre, iniziò a studiare ingegneria militare alla Scuola Superiore del Genio Militare di San Pietroburgo. Nel 1941 prestò servizio in qualità di sottotenente presso il comando d'ingegneria di San Pietroburgo, ma nel 1944 rinunciò alla carriera militare per dedicarsi alla sua vera passione, la letteratura. Sfidando la miseria e la salute cagionevole, scrisse il suo primo romanzo, "Povera gente", che verrà pubblicato nel 1846, tra gli elogi della critica. Nel 1949 venne arrestato e condannato a morte per sovversione, ma lo Zar Nicola I commutò la pena di morte in lavori forzati a tempo indeterminato. Dopo la deportazione in Siberia, nel 1854 venne liberato per essere assegnato ad un battaglione dell'esercito, di stanza sul confine cinese. Nel 1959 venne congedato e, trasferitosi a Tver, ricominciò a scrivere, regalando alla storia alcune delle più belle pagine della letteratura. Tra i numerosi capolavori ricordiamo "Memorie del sottosuolo" (1864), "Delitto e castigo" (1866), "L'idiota" (1869), "I demoni" (1871), "I fratelli Karamàzov" (1880). Morì a San Pietroburgo il 28 gennaio 1881.

Prodotti correlati:

Altri utenti hanno acquistato anche:


Recensioni degli utenti

Scrivi una nuova recensione su Il giocatore e condividi la tua opinione con altri utenti.

Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 27 recensioni)

5.0Stupendo, 28-07-2016
di - leggi tutte le sue recensioni
Ottima introduzione sulla vita di Dostoevskij che va a far capire meglio l'autore e di conseguenza il libro. "Il giocatore" è una storia molto bella che ci fa capire quanto sia pericoloso, anche nella realtà attuale, il gioco d'azzardo (nonostante il libro sia stato scritto nel 1866). Scrittura leggera, non stufa per niente e molti capitoli corti. Adatto e consigliato a tutti.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Un classico, 08-01-2013
di - leggi tutte le sue recensioni
L'ambiente dei casino' e' cambiato drasticamente dalla stesura di questo breve, ma intenso libro, tuttavia la malattia del gioco rimane e contagia tantissimi poveri illusi, quindi il racconto e' attualissimo. Da leggere e poi farsi un bel weekend a Montecarlo o a Venezia o a Biarritz e divertirsi a riconoscere gli stessi personaggi.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Il mondo della fortuna, 27-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 2
di - leggi tutte le sue recensioni
Romanzo alquanto complesso per una serie di intrecci e relazioni corrisposte e non tra i vari personaggi. Il tutto è incentrato sul gioco d'azzardo, in particolare sul gioco della roulette russa e sulla speranza che i giocatori puntano sui numeri magici della roulette e in particolare sullo zero. Il tutto immerso in un'atmosfera di nobili decaduti, arrampicatrici sociali, pretendenti amorosi di una giovane ragazza. A differenza di altri romanzi il fulcro del romanzo non è l'amore, ma il gioco d'azzardo. La lettura non scorre velocemente ma tende a bloccarsi per recuperare le fila degli intrecci e le relazioniparentele dei protagonisti
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Stupendo, 26-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Un grande romanzo che rivela la profondità di Dostoevskij. Sebbene la storia sia ambientata nel 1867 le situazioni e le emozioni possono benissimo calarsi nella realtà attuale. L'autore descrive perfettamente come il gioco diventi per le persone una malattia, un riscatto dalla vita che difficilmente si concretizza proprio per gli alti e bassi della fortuna. La figura della nonna è al tempo stesso esilarante nei modi ma profondamente amara quando diventa essa stessa schiava del gioco. Da leggere per riflettere sui pericoli dei rischi del gioco.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Giocatore, 28-02-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Un romanzo dettato in contemporanea alla scrittura di Delitto e Castigo, per risollevarsi dai debiti di gioco. Data l'esperienza sul campo l'autore ha saputo descrivere molto bene le varie tipologie di giocatori e tutto ciò che avviene nel microcosmo che si forma attorno a loro nelle case da gioco. I personaggi sono ben delineati, anche se preferisco altri suoi libri più "completi".
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Emozionante!, 02-09-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Non si saprà mai con certezza che cosa spinge Alex Ivànovic a stuzzicare la fortuna in una sala da gioco. Puntare l'ultimo fiorino che si ha in tasca con la possibilità di perdere tutto è un'azione che solo un folle può compiere. Alex, grazie alla febbre del gioco, alterna perdite colossali a vittorie altrettanto strabilianti, che lo costringono a rimanere incollato sulla sedia del casino con la speranza di portare a casa cifre esorbitanti. Purtroppo la sua fissazione per la roulette lo costringerà ad allontanarsi dalla società, dagli affetti, dalla cultura. Alex si renderà conto troppo tardi di non riuscire ad allontanarsi dal vortice nel quale è coinvolto. A questo punto l'ennesima vittoria può essere un incentivo per continuare a giocare, ma la sconfitta lo renderà così aggressivo da non permettergli di tirarsi indietro.
Un romanzo davvero avvincente, che tiene spesso con il fiato sospeso. Sembra quasi impossibile che una persona dotata di senno, possa considerare ingenti somme di denaro delle semplici puntate alla roulette. In questo romanzo autobiografico, Dostoevskij descrive con maestria le emozioni che impregnano l'aria di un casino. Davvero un ottimo libro, sebbene non sia uno dei più conosciuti dell'autore.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Capolavoro , 01-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo romanzo mi ha catturato dalla prima pagina e non riuscivo piu a staccarmi. Chi meglio di Dostoevskj poteva descrivere l'animo del giocatore, che perde tutto, ma che continua a sperare? Assolutamente da leggere, e non ve ne pentirete. Questo romanzo non sono è scorrevolissimo, ma riesce a trasmettere a pieno il messaggio e lo stato d'animo di tutti i personaggi.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Il gioco, 29-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Il fatto che questo libro sia così ben riuscito si deve al fatto che è fortemente autobiografico: sembra che Dostoevskij l'abbia scitto sotto pressante richiesta degli editori e perchè doveva saldare dei debiti di gioco. Con questo breve romanzo l'autore fornisce un'ottima panoramica su quello che è il gioco. Molto istruttivo.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Inusuale ed ironico, 07-06-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Un Dostoevskij diverso da quello dei Karamazov, di "Delitto e Castigo o del Principe Miskin, più allegro ed ironico, un pò inusuale rispetto a come ci si aspetta il grande romanziere russo, ma sempre ugualmente bello e geniale nella narrazione.
IL racconto di un giocatore "dentro" che piano piano fa uscire tutta la sua prelidezione per il gioco, vincendo somme ingenti e dilapidandole nel giro di pochi giorni, fino a rovinarsi per poi riprendersi e rovinarsi di nuovo.
Un'altalena di emozioni e stati d'animo, che mutano da una pagina all'altra, dalla sera alla mattina, dandoci l'idea di come il gioco, quando ti prende la mano, possa influenzarti in modo irrimediabile tutta l'esistenza e possa modificare anche i rapporti di più salda amicizia o affetto.
Un libro quantomai attuale, seppur scritto oramai quasi due secoli fa...
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Il giocatore, 12-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Magnifico, come in tutte le sue altre produzioni. La capacità di descrivere l'Uomo al di là dei confini spazio-temporali si ritrova davvero in pochissimi autori; uno è sicuramente Shakespeare, un altro Dostoevskij. Non che la lista sia per forza finita qua, ma questi sono i due nomi che mi vengono subito in mente quando si parla di temi e caratteri universali.
L'ossessione, la mania, la passione febbrile: i personaggi del breve romanzo dostoevskiano sono tutti affetti da questa malattia. Si agitano come bestie in gabbia alla ricerca di qualcosa che sembra sfuggir loro di mano. Tentano di afferrare un sogno, di raggiungere una chimera, forse di soddisfare una lontana ma mai spenta sete di vendetta nei confronti di qualcun altro, della società, delle ingiustizie del mondo.

Le passioni sono qui rese ancor più vive dalla bruciante consapevolezza che l'autore ha del fatto che tutto quanto descritto lo riguardi da molto, molto vicino. Giocatore egli stesso, dilapidatore di fortune col disprezzo della ragionevolezza e dell'opportunità, Dostoevskij scrive delle proprie manie, del proprio sconforto, degli stati alterati e allucinati che egli aveva vissuto e continuava a vivere davanti al tappeto verde, alla folle pallina della roulette, alle carte da gioco che si prendono beffe di chi le tiene in mano.
Un romanzo scritto per necessità (ci sono mai state due cose più legate del gioco e dei debiti?), dove affiorano però non solo la ben nota maestria nella descrizione dei personaggi, ma anche le tematiche e quella raffigurazione del bel mondo europeo in cui spesso i russi sono guardati con condiscendenza, come dei poveri parvenu arricchiti, siano essi principi o conti.
Senso di colpa, trasgressione, punizione ed espiazione, umiliazione e follia: anche in queste pagine c'è tutto il meglio di Dostoevskij. Una specie di sadomasochismo che porta diritto all'autodistruzione, e non è la prima volta che questa spirale nefasta avvolge i personaggi del grandissimo scrittore russo.
A noi lettori non resta che immergerci in questo turbine di denaro, sprezzo del pericolo, amore non ricambiato, sentimenti falsi e convenzioni sociali. Resteremo preda di quella meravigliosa estasi narrativa che Dostoevskij sublime incantatore del suo pubblico sa bene come suscitare.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Il gioco scitto da un giocatore., 24-12-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Più che un racconto lungo, direi un romanzo breve che si legge "tutto d'un fiato". Appassionante e coinvolgente, ancorchè leggero e con qualche spunto umoristico, non manca di far riflettere soprattutto sugli aspetti psicologici del giocatore e della società che lo circonda. Troppo vicino agli umori del gioco per non avere, almeno in parte, origini autobiografiche. Un pezzo di letterature russa, e di Dostoevskij in particolare, da non perdere assolutamente.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Il giocatore, 20-11-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
L'ossessione e la smania di denaro sono più che mai lo specchio di una società moderna. Con la storia di Dostoevskij ci immergiamo in questo mondo quanto mai vicino a noi.
Ritieni utile questa recensione? SI NO

Leggi anche le altre recensioni su Il giocatore (27)