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Il giocatore

Il giocatore

di Fëdor Dostoevskij


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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Gli struzzi
  • Traduttore: Del Re B.
  • Data di Pubblicazione: 1992
  • EAN: 9788806125639
  • ISBN: 880612563X
  • Pagine: XI-171
Un giovane precettore viene posseduto dal demone del gioco d'azzardo. Il racconto diventa così la narrazione di un'ossessione descritta con lucida genialità. una tenda, e prende un colpo al fianco. Il dolore provocato dalla caduta di- venta, nei giorni, sempre più forte e tutte le cure si rivelano inutili. Il pensiero della morte gli fa riconoscere la falsità della sua vita, di chi lo circonda, dei suoi apparenti successi. L'unica persona che gli sa stare vicino è un giovane servo che lo assiste fino alla terribile agonia. Morente, capisce che così libererà, prima che se stesso, gli altri dalla sofferenza e con que- sto pensiero muore sereno.

Note su Fëdor Dostoevskij

Fëdor Mikhajlovi? Dostoevskij è considerato uno dei più grandi scrittori di ogni tempo. Nacque l'11 novembre 1821 a Mosca. La passione per la letteratura gli fu trasmessa dalla madre, la quale gli insegnò a leggere, facendogli conoscere Puskin, Zukovskij e la Bibbia. Nel 1838, per volere del padre, iniziò a studiare ingegneria militare alla Scuola Superiore del Genio Militare di San Pietroburgo. Nel 1941 prestò servizio in qualità di sottotenente presso il comando d'ingegneria di San Pietroburgo, ma nel 1944 rinunciò alla carriera militare per dedicarsi alla sua vera passione, la letteratura. Sfidando la miseria e la salute cagionevole, scrisse il suo primo romanzo, "Povera gente", che verrà pubblicato nel 1846, tra gli elogi della critica. Nel 1949 venne arrestato e condannato a morte per sovversione, ma lo Zar Nicola I commutò la pena di morte in lavori forzati a tempo indeterminato. Dopo la deportazione in Siberia, nel 1854 venne liberato per essere assegnato ad un battaglione dell'esercito, di stanza sul confine cinese. Nel 1959 venne congedato e, trasferitosi a Tver, ricominciò a scrivere, regalando alla storia alcune delle più belle pagine della letteratura. Tra i numerosi capolavori ricordiamo "Memorie del sottosuolo" (1864), "Delitto e castigo" (1866), "L'idiota" (1869), "I demoni" (1871), "I fratelli Karamàzov" (1880). Morì a San Pietroburgo il 28 gennaio 1881.

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