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Il ghetto di Varsavia. Diario (1939-1944)

Il ghetto di Varsavia. Diario (1939-1944)

di Mary Berg

4.0

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 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Il 16 maggio 1943 il ghetto di Varsavia veniva raso al suolo, defintivamente; ne rimaneva un cumulo di macerie, ma fu un'illusione dei nazisti pensare di poter distruggere anche il ricordo di quei terribili giorni. Mary Berg aveva lasciato il ghetto qualche mese prima, in attesa di essere scambiata con ufficiali tedeschi prigionieri delle forze alleate; con sé, sotto gli occhi vigili dei nazisti, portò le pagine del suo diario. Quando iniziò a scriverlo, il 10 ottobre 1939, Mary Berg aveva 15 anni e un'incredibile capacità di osservare quegli stessi eventi dai quali si sentiva travolta. La sua attenzione ai fatti storici, tuttavia non impedisce mai l'emergere dei sentimenti o di aspetti della sua vita privata di adolescente. Ne scaturisce un libro che, oltre al suo valore di documento, apre a interrogativi e a risposte di bruciante attualità. Sostenuto da una scrittura scarna e veloce, ricca di partecipazione emotiva e non mai rassegnata al divario che si apriva tra la realtà e le parole per rappresentarla, il diario di Mary Berg, come quello di Anne Frank, è una testimonianza irrinunciabile del nostro tempo.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Il ghetto di Varsavia, 06-08-2011, ritenuta utile da 5 utenti su 5
di - leggi tutte le sue recensioni
Mi ha ricordato alla lontana certe atmosfere cheavevo ritrovato nel diario di Anna Frank, certamente entrambe hanno avuto la sventura di vivere sulla loro pelle adolescente le tragedie di quegli anni ed entrambe ne hanno lasciato una testimonianza in prima persona, questa della Berg forse meno nota ma non per questo meno importante. Se però quello della Frank era un diario più intimo, circoscritto alla sfera familiare e portavoce delle sue vicissitudini quotidiane in un ambiente nascosto e limitato, questo della Berg ha una dimensione più collettiva e storica, analizza con lucidità gli avvenimenti che hanno segnato la vita del ghetto, riporta con precisione e fermezza condizioni, fatti, situazioni che hanno colpito la gente di quel posto in quegli anni, dai rastrellamenti agli ordini delle SS, dalle coraggiose organizzazioni sociali e artistiche sorte fra i giovani, sino alla formazione dei gruppi di resistenza, passando per gli arresti, le deportazioni e le fucilazioni dei bambini: insomma, lo spazio dedicato alla descrizione di aspetti personali della vita familiare è ridotto, il vero protagonista è il popolo schiacciato del ghetto di Varsavia. Ne risulta una visione d'insieme più mirata e concentrata, densa e fortemente realistica (tanto che in alcuni tratti, soprattutto nella prima parte, si ha l'impressione di avere fra le mani un saggio e non un diario). Ma non per questo la scrittura è priva di umanità e partecipazione, specialmente nei passi di chiusura, macchiati di tristezza ma aperti a una speranza sul futuro.
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