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Il gattopardo

Il gattopardo

di Giuseppe Tomasi di Lampedusa


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  • Editore: Feltrinelli
  • Data di Pubblicazione: gennaio 1997
  • EAN: 9788807420801
  • ISBN: 8807420805
  • Pagine: XX-378

Note su Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Giuseppe Tomasi di Lampedusa nacque a Palermo il 23 dicembre del 1896. Era figlio di Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò e di Giulio Maria Tomasi, 12° Duca di Palma, 11° Principe di Lampedusa, Barone di Montechiaro e della Torretta, Grande di Spagna di prima classe. Alla morte del padre, avvenuta nel 1934, acquisì i suoi titoli nobiliari. Svolse i primi studi nella grande casa della famiglia, assistito da una maestra privata, dalla madre e dalla nonna. La sua infanzia fu scossa dalla morte prematura della sorella maggiore Stefania. Nel 1911 si trasferì a Roma, dove frequentò il liceo classico. Terminati gli studi a Palermo, nel 1915 tornò a Roma e studiò Giurisprudenza, ma non si laureò in quanto venne chiamato alle armi. Partecipò alla battaglia di Caporetto e venne fatto prigioniero dagli austriaci. Riuscito a fuggire da un carcere ungherese, tornò a piedi in Italia e diede le dimissioni dall’Esercito. Trascorse un periodo tra la Sicilia e Genova. Nella città ligure iniziò a collaborare con una rivista letteraria. Nel 1932 si sposò a Riga con Alexandra Wolff Stomersee. La coppia si trasferì in Sicilia, ma la donna risultò caratterialmente incompatibile con la madre del marito e tornò in Lettonia, pur restando sposata. Allo scoppio della seconda guerra mondiale venne richiamato alle armi ma fu presto congedato in quanto doveva seguire l’azienda agricola di cui era proprietario. Durante la guerra si rifugiò assieme alla madre a Capo d’Orlando, dove lo raggiunse la moglie. Nel 1946 sua madre morì. Tornato a Palermo, nel 1953 iniziò a frequentare i circoli intellettuali. Conobbe Eugenio Montale e Maria Bellonci, oltre ad altri intellettuali, tra cui Gioacchino Lanza Mazzarino, che adottò. Nel 1956 terminò di scrivere “Il Gattopardo”. Il romanzo, che inizialmente snobbato dalle case editrici, venne pubblicato postumo nel 1958, vinse il Premio Strega e, nel tempo, divenne uno dei più grandi capolavori della storia della letteratura italiana. Giuseppe Tomasi di Lampedusa morì a Roma il 23 luglio del 1957 a causa di un tumore.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 7 recensioni)

5.0Classico ma moderno, 01-02-2017
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È un classico che andrebbe riletto ogni tanto per capire una parte di storia italiana e un modo di corteggiare femminile che all'epoca dell'ambientazione poteva essere sfrontato. Il forte carattere di Angelica domina per tutto il romanzo contro ogni convenzione.
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5.0Bellissimo, 18-05-2015
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"Il Gattopardo" è un bellissimo romanzo ambientato nella splendida Sicilia, tratto dalla vicende della famiglia dell'autore stesso, i Tomasi di Lampedusa (soprattutto dalla biografia del bisnonno, il principe Giulio Fabrizio Tomasi). Il libro inizia con la recita del rosario nel sontuoso palazzo Salina in cui il gattopardo, il principe Fabrizio, vive con la sua famiglia. Il romanzo descrive il cambiamento della società siciliana che, dopo lo sbarco dei garibaldini, vede nascere e prendere piede il nuovo ceto della borghesia a discapito della nobiltà.
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3.0Un romanzo unico ma non facile, 23-04-2015
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I due grandi temi poetici del Gattopardo, peraltro strettamente legati, sono la pietà della storia e il sentimento della fatalità della morte, e trovano spazio sullo sfondo del tramonto della società nobiliare legata ai Borboni, stanca e parassitaria, e dell'emergere di nuovi ceti sociali più volgari ma più intraprendenti, ossia la borghesia che sarà pronta a salire sul carro dei vincitori arrivati con le insegne del nuovo stato nazionale unitario, e anche sullo sfondo della decadenza e della solitudine della Sicilia. Il taglio del romanzo è tradizionale, quasi ottocentesco: potrebbe sembrare un passo indietro rispetto al romanzo novecentesco, ma in realtà questa sua caratteristica stilistica peculiare lo allontana dal neorealismo e dallo sperimentalismo e gli permette di diventare quasi una fotografia dell'indifferenza fra la storia e il destino individuale.
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3.0Ottocento siciliano, 28-08-2014
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"Il Gattopardo" è un romanzo scritto da Tomasi di Lampedusa e ambientato nel 1860. Racconta della famiglia Salina, di Garibaldi, dell'unità d'Italia e in generale della politica di quell'epoca.
Il protagonista è il principe Fabrizio Salina che abita in Sicilia con la sua famiglia. Don Fabrizio è molto affezionato a suo nipote Tancredi Falconeri, figlio di sua sorella. Tancredi è un bel giovane, ha molto successo con le ragazze, è intelligente e molto rispettoso verso il suo "zione". Nel corso della storia passano gli anni, Don Fabrizio si ammala e muore lasciando una bella eredità ai figli.
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4.0Un bellissimo panorama siciliano., 28-07-2014
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"Il Gattopardo" è un romanzo in cui il panorama siciliano è il vero protagonista: il sole, il caldo, le strade polverose... i personaggi si muovono in questo ambiente ricco e ne subiscono il clima e il carattere.
Don Fabrizio, Concetta, Tancredi, Padre Pirrone sono gli eroi di questo romanzo, ma sono privi di spessore psicologico: solo il principe Fabrizio sembra avere una personalità, di cui però il lettore non conosce la profondità ma solo alcuni dettagli.
Gli anni della diegesi, scorrono ma il lettore non se ne accorge e improvvisamente si vede davanti don Fabrizio ormai vecchio.
"Il Gattopardo" è un romanzo piuttosto criptico, ma comunque estremamente interessante.
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3.0De gustibus..., 29-03-2012
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Che il suo ruolo nella letteratura italiana sia incastonato e inamovibile, è innegabile. Ma se vogliamo parlare di lettura, il mio voto è negativo: pesante, pedante, ripetitivo e ridondante. Lo stile è melmoso e rende difficoltosa la lettura, noioso il lento trascinarsi delle pagine fino alla fine.
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3.0Non mi piace, 25-03-2011
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Il gattopardo è indiscutibilmente un capolavoro, un libro da leggere per la propria cultura personale. Ma personalmente lo trovo pesantissimo e ridondante nelle forme lessicali, non mi piace e non sono mai riuscita a leggerlo con particolare interesse!
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