€ 131.70€ 154.94
    Risparmi: € 23.24 (15%)
Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativiMetti nel carrello
Spedizione a 1€Spedizione con Corriere a 1€Scopri come
Il gattopardo

Il gattopardo

di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

4.0

Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativi
  • Editore: Feltrinelli
  • Data di Pubblicazione: gennaio 1997
  • EAN: 9788807420801
  • ISBN: 8807420805
  • Pagine: XX-378

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Feltrinelli

Note su Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Giuseppe Tomasi di Lampedusa nacque a Palermo il 23 dicembre del 1896. Era figlio di Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò e di Giulio Maria Tomasi, 12° Duca di Palma, 11° Principe di Lampedusa, Barone di Montechiaro e della Torretta, Grande di Spagna di prima classe. Alla morte del padre, avvenuta nel 1934, acquisì i suoi titoli nobiliari. Svolse i primi studi nella grande casa della famiglia, assistito da una maestra privata, dalla madre e dalla nonna. La sua infanzia fu scossa dalla morte prematura della sorella maggiore Stefania. Nel 1911 si trasferì a Roma, dove frequentò il liceo classico. Terminati gli studi a Palermo, nel 1915 tornò a Roma e studiò Giurisprudenza, ma non si laureò in quanto venne chiamato alle armi. Partecipò alla battaglia di Caporetto e venne fatto prigioniero dagli austriaci. Riuscito a fuggire da un carcere ungherese, tornò a piedi in Italia e diede le dimissioni dall’Esercito. Trascorse un periodo tra la Sicilia e Genova. Nella città ligure iniziò a collaborare con una rivista letteraria. Nel 1932 si sposò a Riga con Alexandra Wolff Stomersee. La coppia si trasferì in Sicilia, ma la donna risultò caratterialmente incompatibile con la madre del marito e tornò in Lettonia, pur restando sposata. Allo scoppio della seconda guerra mondiale venne richiamato alle armi ma fu presto congedato in quanto doveva seguire l’azienda agricola di cui era proprietario. Durante la guerra si rifugiò assieme alla madre a Capo d’Orlando, dove lo raggiunse la moglie. Nel 1946 sua madre morì. Tornato a Palermo, nel 1953 iniziò a frequentare i circoli intellettuali. Conobbe Eugenio Montale e Maria Bellonci, oltre ad altri intellettuali, tra cui Gioacchino Lanza Mazzarino, che adottò. Nel 1956 terminò di scrivere “Il Gattopardo”. Il romanzo, che inizialmente snobbato dalle case editrici, venne pubblicato postumo nel 1958, vinse il Premio Strega e, nel tempo, divenne uno dei più grandi capolavori della storia della letteratura italiana. Giuseppe Tomasi di Lampedusa morì a Roma il 23 luglio del 1957 a causa di un tumore.

Altri utenti hanno acquistato anche:

I libri più venduti di Giuseppe Tomasi di Lampedusa:


Recensioni degli utenti

Scrivi una nuova recensione su Il gattopardo e condividi la tua opinione con altri utenti.

Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 49 recensioni)

5.0Bellissimo, 18-05-2015
di - leggi tutte le sue recensioni
"Il Gattopardo" è un bellissimo romanzo ambientato nella splendida Sicilia, tratto dalla vicende della famiglia dell'autore stesso, i Tomasi di Lampedusa (soprattutto dalla biografia del bisnonno, il principe Giulio Fabrizio Tomasi). Il libro inizia con la recita del rosario nel sontuoso palazzo Salina in cui il gattopardo, il principe Fabrizio, vive con la sua famiglia. Il romanzo descrive il cambiamento della società siciliana che, dopo lo sbarco dei garibaldini, vede nascere e prendere piede il nuovo ceto della borghesia a discapito della nobiltà.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Un romanzo unico ma non facile, 23-04-2015
di - leggi tutte le sue recensioni
I due grandi temi poetici del Gattopardo, peraltro strettamente legati, sono la pietà della storia e il sentimento della fatalità della morte, e trovano spazio sullo sfondo del tramonto della società nobiliare legata ai Borboni, stanca e parassitaria, e dell'emergere di nuovi ceti sociali più volgari ma più intraprendenti, ossia la borghesia che sarà pronta a salire sul carro dei vincitori arrivati con le insegne del nuovo stato nazionale unitario, e anche sullo sfondo della decadenza e della solitudine della Sicilia. Il taglio del romanzo è tradizionale, quasi ottocentesco: potrebbe sembrare un passo indietro rispetto al romanzo novecentesco, ma in realtà questa sua caratteristica stilistica peculiare lo allontana dal neorealismo e dallo sperimentalismo e gli permette di diventare quasi una fotografia dell'indifferenza fra la storia e il destino individuale.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0Ottocento siciliano, 28-08-2014
di - leggi tutte le sue recensioni
"Il Gattopardo" è un romanzo scritto da Tomasi di Lampedusa e ambientato nel 1860. Racconta della famiglia Salina, di Garibaldi, dell'unità d'Italia e in generale della politica di quell'epoca.
Il protagonista è il principe Fabrizio Salina che abita in Sicilia con la sua famiglia. Don Fabrizio è molto affezionato a suo nipote Tancredi Falconeri, figlio di sua sorella. Tancredi è un bel giovane, ha molto successo con le ragazze, è intelligente e molto rispettoso verso il suo "zione". Nel corso della storia passano gli anni, Don Fabrizio si ammala e muore lasciando una bella eredità ai figli.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Un bellissimo panorama siciliano., 28-07-2014
di - leggi tutte le sue recensioni
"Il Gattopardo" è un romanzo in cui il panorama siciliano è il vero protagonista: il sole, il caldo, le strade polverose... i personaggi si muovono in questo ambiente ricco e ne subiscono il clima e il carattere.
Don Fabrizio, Concetta, Tancredi, Padre Pirrone sono gli eroi di questo romanzo, ma sono privi di spessore psicologico: solo il principe Fabrizio sembra avere una personalità, di cui però il lettore non conosce la profondità ma solo alcuni dettagli.
Gli anni della diegesi, scorrono ma il lettore non se ne accorge e improvvisamente si vede davanti don Fabrizio ormai vecchio.
"Il Gattopardo" è un romanzo piuttosto criptico, ma comunque estremamente interessante.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Il gattopardo, 23-08-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Il Gattopardo è la storia del decadimento della nobile famiglia siciliana dei Salina, immediatamente prima e dopo l'Unità d'Italia. Il libro è uno dei più famosi romanzi storici italiani ed è stato reso ancor più celebre dal film omonimo di Luchino Visconti.
I pregi più grandi sono da ricercarsi nella ricostruzione della vita e della mentalità dell'epoca e nei personaggi ben caratterizzati, tra i quali spicca il protagonista: il Principe, Don Fabrizio. Personaggio, questo, dotato di un grande carisma e di una psiche complessa, simboleggiata dalla frase paradossale "Se vogliamo che tutto resti com'è, bisogna che tutto cambi". Questa citazione appartiene al nipote del Principe, Tancredi, ma il protagonista la fa sua al punto che esse ricorre spesso nei suoi pensieri.
Il linguaggio è alto e ricercato e il ritmo piuttosto lento. Questa lentezza rende un po' pesanti e noioselle prime due parti del libro, le vicende iniziano ad appassionare nelle successive, soprattutto quando compare la figura di Angelica.
Un grande classico italiano, quindi, da leggere.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Romanzo aristocratico, 20-04-2012, ritenuta utile da 3 utenti su 14
di - leggi tutte le sue recensioni
Un romanzo aristocratico. Forse l'unico. Come altro definire "Il gattopardo" di Filippo Tomasi di Lampedusa?
Dalle pagine del romanzo viene fuori il profumo di degli agrumi di Sicilia, il calore del sole del MEzzogiorno, il latte delle madorle e il puzzo del compromesso, sullo sfodo della spedizione garibaldina nel Regno delle Sue Sicilie.
Un'aristocrazia decadente che pur si rimanere a galla si traveste da gattopardo pur di nascondersi nella selva e rimanere il salvo. Per cambiare tutto affinché tutto rimanga com'è.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
3.0De gustibus..., 29-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Che il suo ruolo nella letteratura italiana sia incastonato e inamovibile, è innegabile. Ma se vogliamo parlare di lettura, il mio voto è negativo: pesante, pedante, ripetitivo e ridondante. Lo stile è melmoso e rende difficoltosa la lettura, noioso il lento trascinarsi delle pagine fino alla fine.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
4.0Una Sicilia regale, 27-03-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 9
di - leggi tutte le sue recensioni
Famoso romanzo che ha ispirato un grandissimo regista del nostro '900 italiano. Scrittura particolare e molto attenta alla descrizione dei dettagli: dal grande salone della casa di Don Fabrizio (Principe di Salina) alle tante stanze della stessa dimora attraversate dai due innamorati: Tancredi (nipote di Don Fabrizio) e Angelica. Atmosfere tipicamente calme e assolate di una Sicilia ottocentesca in cui, però, risaltano due personalità discordanti tra loro: quella pacata e aristocratica del principe di Salina e quella irruente e combattiva del nipote, Tancredi nel quale, tuttavia, il Principe rivive ciò che egli stesso era stato in gioventù.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Splendido affresco, 26-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Un capolavoro assoluto, la fotografia di un'epoca al tramonto, un tempo ormai finito e irripetibile nella storia del nostro paese; allo stesso tempo, un romanzo di attualità quasi dolorosa, Tomasi riesce a scavare a fondo in quell'anima italiana che sembra non cambiare mai. Un caposaldo della letteratura italiana, scritto con finezza e acume. Con rassegnata disperazione.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Un romanzo appassionante, 12-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Ci si potrebbe aspettare di leggere un romanzo pomposo e noioso, invece si viene immediatamente coinvolti dalla vicenda: ironia pungente, passioni e compassioni, storie d'amore e d'odio. Lo stile linguistico, naturalmente, è un po' datato, ma aiuta a immergersi nelle atmosfere dei Salina. E' un romanzo vivo: toccante e coinvolgente, intriso della tristezza che vela tutte le cose umane.
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Stupendo, 08-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Bellissimo capolavoro questo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Uno di quei libri da rileggere più volte nel corso della vita, assieme ai grandi classici come "orgoglio e pregiudizio", "via col vento" e "madame bovary" e che ovviamente non puà mancare nelle librerie degli amanti della lettura..!!
Ritieni utile questa recensione? SI NO
5.0Romanzo aristocratico, 07-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Cambiare tutto affinché tutto resti com'è. Ottima metafora per descrivere le sedicenti rivoluzioni italiane. Il romanzo, ormai un classico intramontabile, di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è un romanzo aristocratico che racconta, attraverso la vicenda unitaria dei mille, la decadenza della aristocrazia siciliana, insieme ad un modo dis tare al mondo tipicamente siciliano e tipicamente nobile. Un romanzo politico e letterario in cui i "gattopardi" si mimetizzano tra la selva della storia per rimanere sempre in campo. Indimenticabile!
Ritieni utile questa recensione? SI NO

Leggi anche le altre recensioni su Il gattopardo (49)