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Un garibaldino di nome Chiara. 1860

Un garibaldino di nome Chiara. 1860

di Lia Levi

3.0

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Se Garibaldi deciderà di sbarcare in Sicilia per farla diventare parte del Regno d'Italia, il suo fido capitano Ettore Sartori partirà certo con lui. E che ne sarà di sua figlia, l'undicenne Chiara, orfana di madre? Niente paura. Chiara, travestita da maschio, seguirà suo padre nell'impresa dei Mille. Con una scheda storica di Luciano Tas. Età di lettura: da 10 anni.

Note su Lia Levi

Lia Levi è nata a Pisa il 9 novembre del 1931. Figlia di genitori piemontesi di origine ebraica, durante la seconda guerra mondiale ha avuto a che fare con la persecuzione razziale. Si è salvata dalla persecuzione rifugiandosi, assieme alle sorelle, in un convento di suore. Ancora bambina ha seguito la famiglia a Roma, città in cui tuttora vive. Dopo gli studi ha fondato e diretto il periodico Shalom, un mensile che si rivolge alla comunità ebraica. Oltre all’ambito giornalistico, Lia Levi ha anche lavorato come sceneggiatrice. Ha esordito nella narrativa con il romanzo del 1994 dal titolo “Una bambina e basta”, opera nella quale racconta l’infanzia difficile che ha affrontato durante le persecuzioni naziste. A questa primo romanzo ne sono seguiti molti altri, vincendo, nel 2010, il Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo nella sezione narrativa con il romanzo dal titolo “La sposa gentile”.
 

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0La storia per ragazzi, 06-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Una vicenda divertente, che ci propone una delle imprese più importanti per l'unificazione d'Italia attraverso gli occhi di una bambina torinese e poi di un ragazzino bergamasco, che partecipano, un po' per caso, un po' per vero spirito patriottico, alla spedizione dei Mille, al seguito del Generale Garibaldi.
Il libro è scritto in parte sotto forma di diario personale, quello di Chiara, ed in parte sotto forma di lettere. Interessante la scheda storica in fondo al testo.
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