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Furore

Furore

di John Steinbeck


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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 15 recensioni)


5.0Capolavoro, 05-05-2012
di C. Marsi - leggi tutte le sue recensioni

«Splendido e terribilmente attuale in questi tempi di crisi, questo romanzo dello scrittore statunitense John Steinbeck. Ambientato durante la grande depressione, Furore racconta la storia della famiglia Joad, spinta dalla necessità e dalle speculazioni delle banche, a lasciare l'Oklahoma per tentare la fortuna all'ovest. Un libro duro, crudo, senza speranza, da leggere e da rileggere, un capolavoro della letteratura americana.»

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4.0Non il miglior Steinbeck, 08-02-2012
di M. Villa - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro sulla depressione del '29, la storia di una famiglia alla ricerca disperata di un posto dove vivere e lavorare. Non il migliore libro del premio Nobel Steinbeck, a mio giudizio, che ho preferito in "L'inverno del nostro scontento" e "La luna è tramontata". Comunque un classico da leggere. Consigliato.»

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5.0Furore, 27-07-2011
di C. De iverme - leggi tutte le sue recensioni

«Opera complessa e vertice del realismo americano, al pari di un Faulkner. Una narrazione tesa e capace di toccare alla bisogna le corde della tragedia e della commedia. Personaggi vivi che mutano, pagina dopo pagina, sotto i colpi delle disgrazie, delle sfortune e della spietatezza degli uomini e dell'economia. Una conclusione sospesa e nello stesso tempo definitiva, chiusa ad ogni speranza e insieme capace di indicare nel persistere di una commovente umanità l'unico sostegno cui aggrapparsi. L'immagine finale, potente, indimenticabile, pone con violenza il lettore, al di là degli abituali schemi mentali, di fronte ad un abisso di carità e solidarietà.
Se non si fosse capito, è da leggere.
Ultima osservazione. Una delle protagoniste del romanzo è la Route 66, la stessa di "On the Road" di Kerouac. Non è possibile evitare di paragonare il viaggio dei Joad al vagabondare fricchetton-cazzone di Sal e Dean. Fra il primo e il secondo passano solo otto anni, durante i quali l'unico, piccolo cambiamento intervenuto è la partecipazione degli Usa alla seconda guerra mondiale, che spazza via di colpo, meglio di ogni New Deal, le difficoltà economiche americane.
»

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5.0Furore, 21-07-2011
di A. Iolandi - leggi tutte le sue recensioni

«Un'epica contemporane, scritto magistralmente e sceneggiato alla pari. L'epopea dei labvoratori agricoli dell'Est costretti a disfarsi di tutti i propri beni per raggiungere la California in cerca di fortuna è semplicemente sconvolgente, angosciante, doloroso, ma anche pieno di speranza e di voglia di fare. Le pietre della Route 66 sono bagnate del sangue dei nonni Joad e di tutti coloro che non ce l'hanno fatta a raggiungere la terra promessa. Quello che Steinbeck ci ha donato è una delle pietre miliari della letteratura mondiale.»

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5.0Furore , 09-07-2011
di G. Brunieri - leggi tutte le sue recensioni

«Il mio libro preferito, non ho alcun dubbio a dirlo! Bellissimo, e questo lo dico sia per la scrittura stessa che per la storia, che per l'impegno sociale dell'autore, fortemente presente in "Furore", completamente assente in "La valle dell'Eden". Leggendo questo libro ci si rende conto delle conquiste sociali che sono state fatte rispetto anche solo a cento anni fa, conquiste che oggi tendiamo un po' troppo a dare per scontate. Meraviglioso il finale del libro, forse il più bel finale che mi sia mai capitato di leggere: nonostante tutto quello che la vita ci può riservare, anche dai grandi dolori, può nascere qualcosa di buono, la vita va sempre avanti. Questo si che è un capolavoro!»

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5.0Capolavoro, 13-05-2011
di P. Raffo - leggi tutte le sue recensioni

«Un romanzo epico e memorabile sulle traversie e la miseria dei contadini statunitensi ai tempi della grande depressione; un libro sulla speranza e sulle difficoltà della vita, con una scena finale davvero struggente. Bellissimi i brevi capitoli di descrizione pura che accompagnano la storia, sembrano scene di un film talmente sono descritte bene. Ovviamente consigliatissimo!»

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4.0Furore, 04-04-2011
di L. Revetta - leggi tutte le sue recensioni

«Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere qui un commento. Steinbeck crea Tom Joad, lo tira fuori dalla prigione e gli affida il compito di ritrovare la famiglia.
Fin qui una storia come tante altre, probabilmente, ma l'autore va oltre: gli costruisce attorno la nuova realtà contadina dell'America della grande depressione Anni '30 condizione in cui si ritrovarono migliaia di famiglie che, con la tristezza nel cuore dovuta allo sradicamento dalle loro terre, in cui sono nati e morti, affrontarono un viaggio verso la Terra Promessa all'insegna della speranza, e lo manda in giro perché si faccia un'idea di cosa l'aspetta. Sarà un viaggio che gli darà coscienza sociale e insieme a essa la consapevolezza di volerne far parte, per lui e per quelli come lui, contadini che volevano solo continuare a coltivare la terra. E nel mentre, Steinbeck ci piazza un corollario di vicende umane che possono solo avvicinare chi legge a chi sta soffrendo.

Ancora una volta questo autore ha conquistato tutta la mia attenzione, sia nella forma e sia nei contenuti.
Mi è piaciuto.
»

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4.0Furore, 02-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di P. Olcese - leggi tutte le sue recensioni

«Uno degli apici raggiunti dall'arte romanzesca del secolo scorso: lirismo, impegno sociale, talento narrativo, descrizioni ammirevoli dei mille posti dove la famiglia Joad si sposta per guadagnare una miseria di salario spaccandosi la schiena. Un racconto esemplare di come, perché e quanto i ricci depredino i poveri, di quello che era il Mito della Nuova Frontiera per gli americani stessi, di come il Sogno fosse un Incubo. Finissime le notazioni psicologiche, mentre per rendere certe atmosfere a Steinbeck basta un gesto. Gli si perdonano anche i capitoletti intermedi, auliche descrizioni naturalistiche che sanno un po' di ritorno all'Arcadia.
Peccato solo un'agghiacciante traduzione, probabilmente quella originale di decenni fa, che fa parlare dei contadini dell'Oklahoma come dei signorotti della Firenze dei Medici. Per tacere del fatto che, per fare il poeta, il traduttore omette frasi qua e là, sintetizza, riscrive. Urge nuova traduzione, vera e seria.
»

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5.0Furore, 05-12-2010
di A. Borriello - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro crudo, desolante, attuale come non mai. L'odissea della famiglia Joad, sfrattata dal proprio podere per l'arrivo di macchinari più moderni e attirata con false promesse di lavoro nell'estremo ovest degli Stati Uniti insieme ad altri 300. 000 disperati, è l'odissea di tutti i poveri di tutte le epoche e di tutte le nazioni. La perdita del lavoro genera la perdita della dignità, lo smarrimento per non avere più un ruolo a questo mondo, la frustrazione e la rabbia verso entità cieche (le banche, le anonime multinazionali) che strappano un essere umano alla sua casa e lo trasformano in un nomade, un parassita, un essere molesto e non gradito. »

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4.0Classico, 23-11-2010
di A. Verdino - leggi tutte le sue recensioni

«Epopea familiare con una riflessione amara sulla natura umana e sulla miseria. Prosa fluida e potentissima, fulminante. Steinbeck al suo meglio. Da leggere per imparare a leggere. Uno dei migliori libri di sempre.»

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5.0Il furore dell'America, 21-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Costa - leggi tutte le sue recensioni

«Il libro con cui mi sono innamorata di Steinbeck e del suo stile asciutto e perfetto. La crisi dell'America agricola, la povertà e i disagi di una famiglia assumono il carattere universale di un Paese alla deriva raccontato qui con una semplicità che commuove.»

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5.0Vittime del progresso, 17-09-2010
di M. Fantini - leggi tutte le sue recensioni

«Steimbeck descrive il progresso e la modernità attraverso gli occhi delle sue vittime, di chi viene lasciato in dietro, di chi viene sfruttato.
Lo fa seguendo le vicende della famigli Joad che, come tante famiglie contadine americane, viene sradicata dalla propria terra, privata della propria casa e del proprio lavoro, e costretta ad un lungo "viaggio della speranza" in cerca del sogna americano.
»

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