Il fuggiasco

Il fuggiasco

4.0

di Massimo Carlotto


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Note sull'autore

Massimo Carlotto è nato a Padova il 22 luglio del 1956. La sua vita viene sconvolta da un evento tragico. Era il 1976 e lui era uno studente universitario. Una sera, tornando a casa, sente delle urla provenire dall’edificio dove abita sua sorella. Trova aperta la porta d’ingresso di uno degli appartamenti, entra per controllare cosa è successo e rinviene il cadavere di Margherita Magello, una giovane di venticinque anni uccisa da 59 coltellate. In un primo momento fugge, spaventato, e poi si reca volontariamente a testimoniare. La polizia però lo accusa dell’omicidio. Nonostante la Corte d’Assise di Padova lo avesse assolto per insufficienza di prove, la Corte d’Assise d’appello di Venezia lo condanna a 18 anni di reclusione, pena che nel 1982 viene confermata anche dalla Corte di Cassazione. Dopo il processo d’appello decide di fuggire, dandosi alla latitanza all’estero. Si reca prima in Francia e poi in Messico. La sua latitanza dura tre anni, nel 1985 viene arrestato dalla polizia messicana e rimpatriato in Italia. Al momento del rientro in Italia, nasce il Comitato Internazionale Giustizia per Massimo Carlotto, che si muove per sensibilizzare l’opinione pubblica e per richiedere la revisione del processo. Alla campagna di informazione aderiscono anche autorità e intellettuali, tra cui lo scrittore Jorge Amado, che nel 1986 lancia un appello dalle pagine di Le Monde. Intanto Massimo Carlotto, in carcere, si dedica alla scrittura, anche per cercare di superare il trauma della vicenda in cui è stato coinvolto. In carcere inoltre si ammala, accendendo nuovamente le proteste dell’opinione pubblica che continua a muoversi per la sua scarcerazione. Nel 1989 la scoperta di nuove prove determina la revisione del processo, dopo numerose peripezie burocratiche e legali, nel 1993 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro concede la grazia a Carlotto. Una volta ottenuta la libertà, Massimo Carlotto si dedica alla scrittura. Il suo primo romanzo, del 1995, si intitola “Il fuggiasco”, un’autobiografia romanzata sulla sua latitanza. A questa prima opera ne sono seguite molte altre, spesso di genere noir, alcune delle quali sono state trasposte sullo schermo. Attualmente Massimo Carlotto vive e lavora a Flumini di Quartu Sant'Elena, in Sardegna.

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Dettagli del libro

  • Titolo: Il fuggiasco
  • Editore: E/O
  • Collana: Tascabili e/o
  • Data di Pubblicazione: settembre 1996
  • ISBN: 8876412972
  • ISBN-13: 9788876412974
  • Pagine: 192
  • Reparto: Gialli

Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 8 recensioni)

3.0Il fuggiasco, 28-03-2012
di S. Borroni - leggi tutte le sue recensioni
La storia è terribile, una serie di soprusi e di errori che fanno capire qual è il livello civile dello stato in cui viviamo. Ho fatto il tifo per Carlotto in ogni pagina, in ogni momento della sua sacrosanta fuga. L'Italia lo ha messo in croce, lo ha distrutto fisicamente e moralmente, ma lui ha lottato per la sua verità e la sua giustizia. Un libro doloroso, forse scritto in fretta, con uno stile approssimativo, che comunque arriva a colpire nel segno. Una storia da non dimenticare.
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4.0Il fuggiasco, 28-07-2011
di P. Truzzi - leggi tutte le sue recensioni
Risente moltissimo delle prime sperimentazioni linguistiche dello scrittore. Per i miei coetanei, ben nota è la storia di Massimo, con l'assurda vicenda giudiziaria che ne ha fatto seguito. Scopre il cadavere di una donna con cui ha più o meno legami, denuncia l'omicidio e ne viene in seguito incolpato. Non intervengo sul merito, non è mio compito né voglio inserirmi in dibattimenti giuridici sulla sua colpevolezza o innocenza. Qui si parla del dopo e dell'oltre, di quegli anni in cui decide di fuggire all'estero, visto che veniva stritolato da elementi più grandi di lui. E se ne parla con il tono scanzonato cui poi ci abituerà l'Alligatore, il personaggio meglio riuscito del Carlotto scrittore. La quotidianità dell'inusuale, quel dissimularsi in mille personaggi, tutti più o meno normali, per non dare nell'occhio, per poter frequentare una vita "quasi" normale. Con due grandi "tagli" epici: l'Europa ed il Messico. In Europa, a Parigi, tutto sembra facile, sembra sempre possibile poter sopravvivere, travestendosi ora da impiegato serioso ora da professore eccentrico (ma nella norma) . Potendo (sembrando di poter) continuare una vita "quasi" normale, riparato e coccolato dal filo rosso degli aiuti parigini. Ma avendo poi la coscienza che non se ne uscirà mai. Allora ancora fuga, verso un lontano Sud America, dove se da un lato più forte è la solidarietà, è anche più pericolosa la quotidianità, non al riparo da colpi di mano. E belli, toccanti, piangenti, sono i ritratti delle persone che incontra in Messico, con quel tocco di tristezza che ci vela quando li vediamo sparire (e spesso anche morire). E dove sembra essere possibile rifarsi una vita sotto altro nome. Se non fosse per tradimenti inaspettati ed altre vicende che lascio alla pagina di raccontare. Demenziale il ritorno in Italia, dove scopre che, dopo otto anni di fuga, non sembra esserci ancora un mandato di cattura nei suoi confronti. E poi l'ultima dolorosa parte, dove il carcere diventa reale, dove continua ad ingrassare fino quasi a stroncarsi la vita. E l'attesa dell'ultima sentenza e della preparazione ad un'alternativa: non più la fuga in vita, ma la fuga dalla vita. Qui i toni si fanno sentiti e duri, e solo il sapere la fine consente di attraversarli (quasi) indenni. Ma le pagine dietro le sbarre rimandano a quelle de "La Terra dell'anima mia" di cui ho già parlato ed a tutte le riflessioni che si sono fatte sulla vita di qua e di là delle sbarre. Detto tutto ciò, la parte "macchiettistica" pur a tratti divertente rimane un po' scollegata dal filo centrale della riflessione. Come combattere l'ingiustizia? Fuggendo? Testimoniando fino in fondo una fede nelle Istituzioni (qui con la I maiuscola)? Non ho risposte. Ho solo fiducia nelle persone. Forse sbaglio, ma quando sento di persona parlare qualcuno di sé, sento dentro se avere fiducia o meno nelle sue parole. Ed in Massimo ho questa fiducia.
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4.0Il fuggiasco, 05-07-2011
di M. Milighetti - leggi tutte le sue recensioni
Un libro che ho trovato molto bello e avvincente in quato racconta le varie vicende con uno stile originale e ironico, questo libro è davvero una lettura molto piacevole ed interessante, splendido il modo in cui l'autore narra delle incredibili avventure che ha passato e di come la giustizia italiana possa commettere degi errori.
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4.0Il fuggiasco, 09-04-2011
di L. Seloprendi - leggi tutte le sue recensioni
L'ho finito da due giorni e benché ancora a freddo provo a fare un breve commento. "Il caso Carlotto" è stato il più lungo errore giudiziario della storia italiana del secondo dopoguerra. Ben 18 anni. Questo ne è il diario in forma di romanzo. Carlotto evita accuratamente, e fa bene, di esporre le sue ragioni rispetto all'incriminazione in sè. Si reputa innocente e questo deve bastare. Il suo intento è un altro. Quello di raccontare la sua vita di questi anni. Una fuga che lo porta dall'Italia in Francia ed infine in Messico, fino al suo arresto e al ritorno in Italia, dove affronterà l'ultima parte della sua vicenda giudiziaria, fino alla concessione della grazia da parte del Presidente della Repubblica.
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4.0Il fuggiasco, 15-11-2010
di G. Minotti - leggi tutte le sue recensioni
Non avevo mai letto niente di Carlotto, fondamentalmente per una forma di snobismo letterario, perché a furia di sentir dire che devi leggere Carlotto è bravo devi leggere Carlotto è bravo devi leggere Carlotto è bravo il signor Carlotto mi era diventato fondamentalmente antipatico.
Poi visto che mi son trovata per le mani questo libro, l'ho letto.
La storia di tre anni di latitanza, di come si vive cercando di non dare nell'occhio, di passare per quello che non si è, di essere invisibile, rassicurante, non pericoloso.
E' stata una bella sorpresa perché é molto ben scritto, ironico e diretto, molto coinvolgente, crudo quando è necessario, ma senza calcare inutilmente la mano o cadere nel patetico.
Bello.
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4.0Il fuggiasco, 12-11-2010
di M. Guadagni - leggi tutte le sue recensioni
Di questo libro mi hanno colpito il garbo, la compostezza, i toni mai accesi con cui Massimo Carlotto affronta il resoconto degli anni della sua latitanza, portandoci a conoscenza di episodi crudi talvolta drammatici, facendoci entrare in un mondo di paura e solitudine.... il tutto accompagnato da una sottile ironia.
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5.0Una storia vera assolutamente incredibile, 18-09-2010
di S. Cappai - leggi tutte le sue recensioni
Denunciare un omicio alla polizia ed essere incriminato dello stesso. Così inizia l'avventura di Massimo Carlotto che lo porterà a spostarsi da latitante in Europa e America Latina fino alla definitiva permanenza in Sardegna. Il libro è un'avventura disperata e bellissima allo stesso tempo. Si soffre con il protagonista per tutte le difficoltà che incontra ma si ride anche con lui per la verve umoristica che riesce ad avere anche in una situazione disperata come quella che ha vissuto. Veramente un bel libro!
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4.0Quando la relatà supera la fantasia, 26-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Novello - leggi tutte le sue recensioni
Il fuggiasco è un'autobiografia, anche se leggendola stenterete a crederci. E' stato uno dei casi giudiziari più controversi della storia italiana. Un ragazzo scopre per caso un omicidio, denuncia l'accaduto alla polizia e viene incriminato. Inizio della storia e dell'odissea di Massimo Carlotto che lo porteranno alla latitanza in Francia e Messico. Una vicenda a lieto fine, che ha trasformato il fuggiasco in uno dei maggiori scrittori Noir dei nostri tempi. Un libro da leggere assolutamente.
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