Il fu Mattia Pascal

Il fu Mattia Pascal

4.5

di Luigi Pirandello


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Descrizione

Chi è Mattia Pascal? Un figlio, un fratello, un marito; sono io, sei tu, è il tuo vicino di posto sul treno diretto a Montecarlo. Mattia Pascal siamo noi: uomini moderni in cerca di identità. È come quando ti svegli la mattina: ti alzi dal letto, fai colazione, esci di casa e solo allora cominci a vivere; già, perché solo in quel momento esisti: in mezzo alle persone, nella società. E può capitare che un giorno, improvvisamente, per errore, tutti ti credano morto. E tu lo scopri e dopo un attimo di smarrimento ti senti libero, avverti la vertigine, come se stessi rinascendo. E ci provi: un'altra vita, un nuovo inizio. Ma senza passato, senza una storia cui appartenere, non sei nessuno. Allora ti arrendi, rinunci e torni da dove sei venuto, in fondo come può vivere "un tronco reciso dalle sue radici?" Ma il mondo va avanti anche senza di te, è lui che decide, tu ti limiti a seguire, a nascere, a morire e a nascere una volta ancora. "Il fu Mattia Pascal" segna una svolta nella letteratura italiana d'inizio Novecento. È un'opera rara, tragica e comica al tempo stesso. Segna la comparsa dell'uomo moderno sul palcoscenico del mondo: impossibilitato a fuggire dalle convenzioni e a viverne al di fuori, incapace, un'ultima volta, di vivere senza essere "qualcuno".

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 20 recensioni)

5.0Bravo Pirandello, 18-05-2011
di R. Favata - leggi tutte le sue recensioni

"Una delle poche, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal". Ma anche la certezza del proprio nome doveva svanire ben presto nella vita del bibliotecario Mattia Pascal. A lui il caso ha dato una clamorosa possibilità: rinascere, azzerare il proprio passato e ricominciare una nuova vita. Moglie, suocera e amici lo riconoscono nel cadavere di un suicida e lo credono morto. Ricco, grazie a una vincita al gioco, può rifarsi una nuova vita e si inventa così il ruolo di Adriano Meis. Ma la libertà appena acquisita è in realtà una ferrea prigione: non è nessuno, non esiste, non ha una realtà sociale, è un "forestiere della vita". Nemmeno l'amore che prova per la dolce Adriana può aiutarlo (come può sposarsi? ) . L'unica soluzione è morire di nuovo: uccidere Adriano e far rinascere Mattia. La sua nuova identità ora è quella del fu Mattia Pascal: un morto-vivo che non può riprendere la vita di prima (la moglie si è risposata) e a cui non resta quindi che ritornare bibliotecario in un paese dove nessuno legge e andare di tanto in tanto a far visita alla propria tomba.




5.0Ambiguo, 03-05-2011
di F. Benetti - leggi tutte le sue recensioni

Ci sono sicuramente stati lavori migliori di Luigi Pirandello ma questo è un romanzo sicuramente avanguardista che punta ad anticipare quelli che saranno i bisogni dell uomo moderno: il potere tornare sui propri passi e lo slegarsi dalle convenzioni !




4.0Un ottimo classico italiano, 28-04-2011
di M. Teglia - leggi tutte le sue recensioni

"Il fu Mattia Pascal" è un testo che non si limita a raccontare una storia, ma cerca di lanciare alcuni messaggi al lettore. Primo tra tutti il tema dell'inettitudine del protagonista, tale da fargli perdere la sua reale l'identità. Mattia Pascal infatti, dopo la morte del padre si trova in una condizione che non gli aggrada, ovvero stretto dalla famiglia e costretto a fare delle scelte...




4.0Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, 17-04-2011
di P. Sperandio - leggi tutte le sue recensioni

Un grande classico dalla trama molto interessante e con l'immancabile e intelligente ironia tipica di Pirandello che riesce ad alleggerire una sintassi non proprio modernissima ma sicuramente senza tempo.
Consigliato a chiunque, non lasciatevi fuorviare dall'aura di "grande classico".





5.0Il fu Mattia Pascal, 11-04-2011
di M. De gaetano - leggi tutte le sue recensioni

"Il fu Mattia Pascal" è senz'altro il romanzo di Pirandello che amo di più. Coinvolgente ed emozionante, il libro delinea perfettamente la personalità del protagonista. Mattia Pascal, oltre a condurci attraverso le tappe del suo viaggio, ci porta nel labirinto della sua mente. Il finale fa riflettere sul fatto che nessuno può sfuggire da sé stesso.




5.0Il fu Mattia Pascal, 08-04-2011
di M. De gaetano - leggi tutte le sue recensioni

Bhe che dire pirandello è uno scrittore ad altissimo livello intelettuale le sue riflessione psicologiche su questo libro sono a dir poco straordinarie! E in fondo chi di noi non si sarebbe voluto trovare al posto di Mattia Pascal! Da leggere assolutamente




4.0Classicamente interessante, 04-04-2011
di S. Faotto - leggi tutte le sue recensioni

Le vicessitudini di Mattial Pascal, alias Adriano Meis eo viceversa, è un enorme flashback che incuriosisce fin dal principio. Si tratta di una storia nella storia in sostanza. "L'uomo che visse due volte": ecco il riassunto dell'intera opera di Pirandello.




2.0Il fu Mattia Pascal, 04-04-2011
di P. Ferrarelli - leggi tutte le sue recensioni

Riconosco come indubbia la grandezza di questo autore, ma Pirandello non è decisamente il mio scrittore, l'umorismo non è il mio genere e non ho trovato nessuna nessuna buona motivazione per finiri questo libro (mentre le trovai persino per finire Sterne). La prosa di Pirandello mi urta, la diegesi inceppata mi irrita (cosa sicuramente voluta, ma non meno fastidiosa), i concetti sono banali e hanno poco a che fare con la nostra società e la mia vita.




4.0Il fu Mattia Pascal, 01-04-2011
di G. Costa - leggi tutte le sue recensioni

Amo leggere questo libro quando l'autunno è alle porte. A distanza di anni da questa lettura mi sento sempre piu vicino al pensiero di Pirandello, alla domanda, ma noi realmente chi siamo?... Viviamo nel nostro piccolo mondo quotidiano, tra le nostre cose, ma sappiamo realmente chi siamo? E chi siamo per gli altri... Potremmo essere una persona diversa?
Bhe a parte il divagare, il tema è profondo e lo consiglio a coloro che vogliono scappare.





4.0Paradosso alla Pirandello, 31-03-2011
di G. Cagnazzo - leggi tutte le sue recensioni

Pochi anni prima Emilio De Marchi ne "Il redivivo" e Carolina Invernizio ne "Il bacio d'una morta" avevano inaugurato il filone dei morti che risuscitano. Ma in questo romanzo Pirandello non fa morire il protagonista ma lo fa ritenere tale dagli altri, dandi origine, così, al classico tema delle apparenze e delle maschere che ciascuno di noi indossa nella società per esservi accettato o per nascondere il proprio vero io. Mattia Pascal, creduto morto, ritorna come Adriano Meis ma presto si accorge di non poter esistere in tale veste per lo stato civile. Dice la verità ai suoi concittadini e tornato a casa si accorge che la moglie si è risposata e non lo ama più. Ritorna quindi al suo vecchio impiego da bibliotecario.




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