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I fratelli Karamazov

I fratelli Karamazov

di Fëdor Dostoevskij


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I tre figli di Fedor Karamazov, un vecchio malvagio e dissoluto, sono molto diversi tra loro. Dmitrij, detto Mitja, odia il padre perché vuole conquistare col suo denaro Grusenka, una bella mantenuta da lui amata. Ivan è un filosofo dell'ateismo e un raffinato intellettuale. Alesa, il più giovane, è novizio in un convento e si trova costretto a tornare a casa per il precipitare degli eventi. Infine un quarto figlio illegittimo è Smerdiakov, epilettico e tenuto in casa come un servo. Il vecchio viene ucciso, è accusato del delitto Mitja, ma Smerdakov confessa a Ivan di essere lui il colpevole, poi si impicca. Mitja viene condannato ai lavori forzati, Ivan è colpito da una febbre cerebrale, Alesa riprende con alcuni giovani la via della spiritualità.

Note su Fëdor Dostoevskij

Fëdor Mikhajlovi Dostoevskij è considerato uno dei più grandi scrittori di ogni tempo. Nacque l'11 novembre 1821 a Mosca. La passione per la letteratura gli fu trasmessa dalla madre, la quale gli insegnò a leggere, facendogli conoscere Puskin, Zukovskij e la Bibbia. Nel 1838, per volere del padre, iniziò a studiare ingegneria militare alla Scuola Superiore del Genio Militare di San Pietroburgo. Nel 1941 prestò servizio in qualità di sottotenente presso il comando d'ingegneria di San Pietroburgo, ma nel 1944 rinunciò alla carriera militare per dedicarsi alla sua vera passione, la letteratura. Sfidando la miseria e la salute cagionevole, scrisse il suo primo romanzo, "Povera gente", che verrà pubblicato nel 1846, tra gli elogi della critica. Nel 1949 venne arrestato e condannato a morte per sovversione, ma lo Zar Nicola I commutò la pena di morte in lavori forzati a tempo indeterminato. Dopo la deportazione in Siberia, nel 1854 venne liberato per essere assegnato ad un battaglione dell'esercito, di stanza sul confine cinese. Nel 1959 venne congedato e, trasferitosi a Tver, ricominciò a scrivere, regalando alla storia alcune delle più belle pagine della letteratura. Tra i numerosi capolavori ricordiamo "Memorie del sottosuolo" (1864), "Delitto e castigo" (1866), "L'idiota" (1869), "I demoni" (1871), "I fratelli Karamàzov" (1880). Morì a San Pietroburgo il 28 gennaio 1881.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.8 di 5 su 16 recensioni)

3.0Un classico , 23-02-2017
di - leggi tutte le sue recensioni
Libro molto intenso e pietra miliare da leggere assolutamente; non semplice e in parecchi punti molto lento e pieno di descrizioni che si dilungano eccessivamente, tanto da far perdere il filo del discorso. Credo che per apprezzare a pieno questo libro ci si debba immergere nella Russia dell'epoca cercando, senza fretta, di assaporarla pagina dopo pagina.
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5.0Il libro per eccellenza, 21-02-2017
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Poche parole per descrivere il capolavoro. L'edizione in un unico volume, non è una delle migliori. Il libro è molto lungo e la lettura potrebbe risultare scomoda. Consiglio l'acquisto di più volumi separati. La trama è avvincente, mai noiosa. È la storia di una famiglia, di intrighi e amori. Fedor si conferma incredibile.
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4.0I fratelli Karamazov, 24-02-2014, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Il grosso volume mi chiamava da tanto tempo e finalmente in 2 mesi e mezzo ho letto le 850 pagine di questa pietra miliare della letteratura mondiale. Sicuramente ho trovato alcuni capitoli difficili e intrisi di filosofia socio-religiosa, ma la trama scorre via veloce e ti avvolge da subito. Per chi ama la vera letteratura è senz'altro un libro da leggere e probabilmente da rileggere tra pochi anni.
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5.0La famiglia Karamazov, 15-03-2012, ritenuta utile da 5 utenti su 7
di - leggi tutte le sue recensioni
L'epopea della famiglia Karamazov, uno dei capolavori della letteratura non solo russa ma certamente anche mondiale. Un parricidio è l'argomento-motore dell'imponente romanzo, ma da questo pretesto dinamico-narrativo si muove una trama molto articolata, che ha soddisfato i palati dei lettori più esigenti. Di ogni tempo.
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5.0I fratelli Karamazov, 08-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Immensa romanzo di Fedor Dostoevskij, l'ultimo in ordine cronologico ma sicuramente l'apice di tutta la sua opera. Trama che si sviluppa attorno alle vicende della famiglia Karamazov -di ognuno dei suoi componenti- ma che rivela un vero e proprio dramma spirituale che nasce dal conflitto fra ragione, fede e dubbio.
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5.0I fratelli, 28-02-2012, ritenuta utile da 5 utenti su 8
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Un libro difficile. Uno di quei libri che può seriamente cambiare il modo di vedere, pensare, agire. Incredibilmente intenso in ogni frase. Un compendio sull'animo umano da metabolizzare lentamente e a più riprese. Probabilmente uno dei romanzi più coinvolgenti mai scritti, e una volta entrati nell'atmosfera di una Russia ormai in prossimità di grandi sconvolgimenti culturali e di agitazioni sociali che scriveranno la storia, risulterà impossibile staccarsi da quelle pagine così ricche di emozioni. Un altro romanzo di "Dosto" imperdibile.
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5.0Capolavoro, 01-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Dostoevskij Fdor è uno dei piu grandi scrittori della storia, solo uno come lui poteva fare un capolavoro che è quello del romanzo " i fratelli karamazov ". Esso non può mancare in nessuna libreria. Scorrevole, introspettivo, enigmatico. Consiglio questo romanzo a tutti è un capolavoro nel vero senso della parola
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5.0I fratelli Karamazov, 09-04-2011, ritenuta utile da 7 utenti su 8
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Veramente difficile dare una recensione su un'opera del genere. Nel saggio finale, inserito come postfazione, Sigmund Freud analizza il rapporto tra Dostoevskji e il padre, nella forma di un parricidio desiderato.
I Fratelli Karamazov, romanzo massimo del grande Russo, è il luogo letterario dove il concetto di parricidio, soprattutto a livello di desiderio, viene non solo eviscerato in tutte le sue forme, ma anche posto di fronte, alla sua forma di potere speculare e contraria: la società maschilista e patriarcale.
Dostoevskij, scrittore massimo della contraddizione e massimo indagatore letterario della psicologia umana, va ben oltre l'intento di feroce critica nei confronti delle spinte ideologiche che stanno aprendo le porte alla ribellione ai padri, spinte che tutto annullano e distruggono, come vorrebbe la sua visione conservatrice.
Da geniale autore, qual è stato, ne assume anche l'opposto. Questa ribellione è la sua. Il parricidio è il suo e lo rivendica fino in fondo, attraverso vie molto implicite, che trovano espressione nella sua visione pessimistica della realtà: il bene e il male si confondono nell'ambiguità e nel dubbio assoluti.
Poche son le figure che si salvano da questa ambiguità e che fanno parte del bene allo stato puro: gli idioti e i santi, confermando anche in questo modo il suo irriducibile pessimismo.
A coronamento di ciò, viene inserita la Leggenda del Grande Inquisitore, per bocca dell'ateo Ivan Karamazov, pagine che completano un quadro di una grandiosità incommensurabile e che non ha pari nella storia della letteratura di tutti i tempi.
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5.0I fratelli Karamazov, 23-02-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Un'opera che non può mancare in una buona biblioteca. Un'opera monumentale, giustamente considerata fra le più importanti mai scritte. Dostoevskij prende per mano il lettore e lo guida nei meandri della psicologia umana, lungo il sottile confine che separa bene e male... Vizio e virtù... Innocenza e colpevolezza. All'interno del romanzo ci sono episodi memorabili, vere e proprie "storie nella storia" che allentano la costante tensione del racconto e lo impreziosiscono: "Lo Starec Zosima" e "Il Grande Inquisitore" alimentano il dibattito su fede e religione... "I Ragazzi" ci offre uno spaccato di orgoglio dignità e solidarietà del popolo russo... E infine il processo, con le meravigliose arringhe del Procuratore e del Difensore, in cui i 4 fratelli, così diversi fra loro, finiscono per diventare un simbolo univoco delle contraddizioni, dei pregi e difetti del genere umano.
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5.0Da leggere, 13-01-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Un libro imperdibile per gli amanti dei romanzi polifonici. Dostoevskij conferma, con questo romanzo, di essere un autore di grande spessore.
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5.0I fratelli Karamazov, 22-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ho letto questo libro un paio di mesi fa. Il mio primo romanzo di letteratura russa. Me l'ha caldamente consigliato Natasha, la collega di Pietroburgo.. Sono partita bene e poi ho rallentato, un po' intimorita dalla quantita' di parole che sembravano rotolarmi addosso ed io a ripararmi con le mani, con le braccia... Poi, all'improvviso, sono stata trascinata nella storia, fatta di personaggi, pochi, per la verita', ma che vengono scavati nel profondo, rivoltati come un calzino, esposti al lettore, sezionata ogni passione, ogni emozione.. L'analisi del Signor Dostoevskij, quando ho letto questo romanzo, ha inondato la mia mente e i miei pensieri come un fiume in piena, e sono stata incapace di arginare, di mettere in ordine, di rielaborare le mie emozioni di fronte a tanta irruenza... Ed alla fine, ho pensato.. Un bel libro, ma voglio indagare oltre. Oggi ho riaperto questo libro, ad una pagina a caso. Senza nessun motivo. Ho incominciato a leggere e, senza rendermene conto, ho proseguito per le venti pagine successive. Ho alzato gli occhi ed ho sentito il bisogno di rileggere daccapo questo romanzo. Non mi era mai successo. Ogni pensiero, ogni emozione, sono ritornati ordinatamente al loro posto, ed ho finalmente capito.
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4.0I fratelli Karamazov, 21-11-2010
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Commentare questo capolavoro di Dostoevskij è veramente difficile... È ricco e completo di tutte le grandi tematiche proprie di questo autore, con un'attenzione particolare all'aspetto psicologico dei personaggi. Nonostante la mole, è un libro scorrevole e coinvolgente!!
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