I fratelli Karamazov

I fratelli Karamazov

4.5

di Fëdor Dostoevskij


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Descrizione

"Dostoevskij era uno di quei rari geni che avanzano d'opera in opera, per una sorta di progressione continua, fin che la morte non li venga bruscamente a interrompere. Nessun ripiegamento in quella sua focosa vecchiaia, non più che in quella di Rembrandt o di Beethoven, al quale mi piace paragonarlo; un sicuro e violento approfondirsi del suo pensiero" (André Gide). Fëdor M. Dostoevskij (1821-1881), scrittore russo. Cominciò a pubblicare nel 1846, con Povera gente e Il sosia. Seguirono Umiliati e offesi (1861); Memorie dal sottosuolo (1864); Delitto e castigo e Il giocatore (1866); L'idiota (1868); I demoni (1871-72).

Note sull'autore

Fëdor Mikhajlovi? Dostoevskij è considerato uno dei più grandi scrittori di ogni tempo. Nacque l'11 novembre 1821 a Mosca. La passione per la letteratura gli fu trasmessa dalla madre, la quale gli insegnò a leggere, facendogli conoscere Puskin, Zukovskij e la Bibbia. Nel 1838, per volere del padre, iniziò a studiare ingegneria militare alla Scuola Superiore del Genio Militare di San Pietroburgo. Nel 1941 prestò servizio in qualità di sottotenente presso il comando d'ingegneria di San Pietroburgo, ma nel 1944 rinunciò alla carriera militare per dedicarsi alla sua vera passione, la letteratura. Sfidando la miseria e la salute cagionevole, scrisse il suo primo romanzo, "Povera gente", che verrà pubblicato nel 1846, tra gli elogi della critica. Nel 1949 venne arrestato e condannato a morte per sovversione, ma lo Zar Nicola I commutò la pena di morte in lavori forzati a tempo indeterminato. Dopo la deportazione in Siberia, nel 1854 venne liberato per essere assegnato ad un battaglione dell'esercito, di stanza sul confine cinese. Nel 1959 venne congedato e, trasferitosi a Tver, ricominciò a scrivere, regalando alla storia alcune delle più belle pagine della letteratura. Tra i numerosi capolavori ricordiamo "Memorie del sottosuolo" (1864), "Delitto e castigo" (1866), "L'idiota" (1869), "I demoni" (1871), "I fratelli Karamàzov" (1880). Morì a San Pietroburgo il 28 gennaio 1881.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 26 recensioni)

4.0Come Dostoevskij racconta., 21-01-2015
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L'opera di uno straordinario genio, certamente lento e prolisso, carico di considerazioni psicologiche, ma talmente accorto nella connessione di eventi e personaggi da conquistare il lettore. Consiglio di leggerlo in piena lucidità, come se si leggesse un saggio storico, così da cogliere ogni sfumatura comportamentale dei tantissimi personaggi che si confrontano nel continuo dialogo interpersonale e intrapersonale. Resistere al primo libro, per poi continuare a leggere il secondo quasi per osmosi, trascinati da quella storia Russa che ha dato il via alla rivoluzione.
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4.0I fratelli Karamazov, 24-02-2014, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Il grosso volume mi chiamava da tanto tempo e finalmente in 2 mesi e mezzo ho letto le 850 pagine di questa pietra miliare della letteratura mondiale. Sicuramente ho trovato alcuni capitoli difficili e intrisi di filosofia socio-religiosa, ma la trama scorre via veloce e ti avvolge da subito. Per chi ama la vera letteratura è senz'altro un libro da leggere e probabilmente da rileggere tra pochi anni.
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5.0La famiglia Karamazov, 15-03-2012, ritenuta utile da 5 utenti su 7
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L'epopea della famiglia Karamazov, uno dei capolavori della letteratura non solo russa ma certamente anche mondiale. Un parricidio è l'argomento-motore dell'imponente romanzo, ma da questo pretesto dinamico-narrativo si muove una trama molto articolata, che ha soddisfato i palati dei lettori più esigenti. Di ogni tempo.
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5.0I fratelli Karamazov, 08-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Immensa romanzo di Fedor Dostoevskij, l'ultimo in ordine cronologico ma sicuramente l'apice di tutta la sua opera. Trama che si sviluppa attorno alle vicende della famiglia Karamazov -di ognuno dei suoi componenti- ma che rivela un vero e proprio dramma spirituale che nasce dal conflitto fra ragione, fede e dubbio.
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5.0I fratelli, 28-02-2012, ritenuta utile da 5 utenti su 8
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Un libro difficile. Uno di quei libri che può seriamente cambiare il modo di vedere, pensare, agire. Incredibilmente intenso in ogni frase. Un compendio sull'animo umano da metabolizzare lentamente e a più riprese. Probabilmente uno dei romanzi più coinvolgenti mai scritti, e una volta entrati nell'atmosfera di una Russia ormai in prossimità di grandi sconvolgimenti culturali e di agitazioni sociali che scriveranno la storia, risulterà impossibile staccarsi da quelle pagine così ricche di emozioni. Un altro romanzo di "Dosto" imperdibile.
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2.0Deludente, 20-02-2012
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Primo libro che ho letto di Dostoevskij, è rimasto l'unico. L'ho avvicinato con grandi aspettative che sono rimaste deluse. Troppo prolisso, stile faticoso, personaggi approfonditi, ma troppo monocolore, tanto da risultare falsi (il buono, il bruto, il tormentato e così via) . Sicuramente non è una lettura sciocca, alcune immagini restano anche a distanza di anni, però nel complesso secondo me non vale la fatica.
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3.0O lo ami o lo odi, 27-09-2011
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Dostoevskij è un autore che lascia perplessi. Il suo romanzo, l'ultimo che abbia scritto, lascia impressionati su diversi elementi: intere pagine dedicate alla filosofia di stampo shopenaueriano, il pessimismo che regna indisturbato; la religione e la questua sulla esistenza di un Dio e l'uomo che se ne interroga in prossimità della morte, la questione morale e la corruzione della giustizia.
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2.0Del genere "giallo", 26-08-2011
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Il romanzo a mio avviso non è al livello della nomea che porta questo scrittore. La narrazione delle vicende è interrotta bruscamente da tempi "morti" che la rendono pedante ed a tratti noiosa. Trovo la trama poco originale per quel che si possa dire di un giallo; forse la parte finale regala un po' di suspance quando si è incerti sull'autore del parricidio. Tuttavia, la motivazione che tiene in piedi l'omicidio è futile o comunque non lo giustifica a sufficienza, così che il romanzo perde di consistenza. Quello che ho trovato positivo riguarda il dibattito intorno all'esistenza di Dio con l'uomo che si interroga sul suo significato e non perviene ad una risposta unica, piuttosto, affronta un cammino di "conversione"avvicinamento alla fede che è diverso per ciascuno dei 4 fratelli. Il "monachesimo" di Alesa è particolare perchè diventa un'opera missionaria svolta al di fuori del luogo di culto; l'intellettualismo e lo scetticismo di Ivan rappresentano l'ateismo della società moderna per cui la fede si confonde con i termini della morale; l'ingenuità di Dimitris che toccato dall'ingiustizia paterna si riconosce inizialmente miscredente ma che nella prigionia espia le sue colpe come un martire e arriva a credere in una giustizia divina; l'omicida, il figlio illegittimo e mai riconosciuto da Fedor Karamazov, il quale sembra non curarsi nemmeno di questo problema, quasi avesse un conto aperto con Dio. I personaggi sembrano tutti colpevoli e vittime al tempo stesso, fatta eccezione per Alesa che quasi come un eroe uscito da uno dei romanzi di Victor Hugo si lascia persuadere ed acconsente alla fuga del fratello dalla prigione. Il Dio dei Karamazov è molto umano quasi che si possa dialogare con Lui: ad Egli ci si appella senza quel timore che porta l'uomo a soccombere alle ingiustizie della vita perché convinto che la giustizia divina farà il suo corso in un'altra vita; piuttosto, è un Dio che non può non capire di quanto dolore si carica la vita e perdonare i misfatti. Ancora, il legame filiale letto come alternativa al vincolo sanguigno che non assicura sentimenti di benevolenza verso le figure genitoriali è un sentimento più che mai attuale che regola le relazioni intra-familiari ed è alla base della violenza domestica. La donna è tratteggiata come diabolica ed ammaliatrice, confusa, giuliva. I personaggi del romanzo, malgrado certe caratteristiche salienti che li connotano non sono mai dei tipi, il loro mondo è assai più articolato e a volte si possono rintracciare tratti polari che descrivono efficacemente la dimensione complessa dell'animo umano.
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5.0Grandissimo romanzo, 22-08-2011
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Grandissimo romanzo: febbricitante, pulsionale come solo i libri di Dostoevskij sanno essere. Ivan karamazov ed il suo indifferentismo etico ("se Dio non esiste allora tutto è permesso") costiuiscono l'aspetto più interessante di tutto il romanzo che vola nonostante le 1000 e più pagine!
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5.0Capolavoro, 01-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Dostoevskij Fdor è uno dei piu grandi scrittori della storia, solo uno come lui poteva fare un capolavoro che è quello del romanzo " i fratelli karamazov ". Esso non può mancare in nessuna libreria. Scorrevole, introspettivo, enigmatico. Consiglio questo romanzo a tutti è un capolavoro nel vero senso della parola
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5.0I fratelli Karamazov, 18-07-2011
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Capisco che non potrà entusiasmare proprio tutti i tipi di lettori. Ma non posso non definire questo libro un capolavoro! L'analisi psicologica con cui dipinge ogni personaggio, è senza eguali. Tocca argomenti delicatissimi della natura umana, delle problematiche e delle fobie, intrecciando il tutto con questo " quasi thriller" che coinvolge, proprio perché sembra scontato, ma in realta non lo è. Voto pieno per l'autore.
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5.0I fratelli Karamazov, 15-07-2011
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"I fratelli Karamazov" ovvero il parricidio più famoso della letteratura. Il libro che mandò in pappa il cervello di Tolstoj. Ancora una volta la spettacolare biografia di Dostoevskij - a diciassette anni iniziò a soffrire di epilessia (come Smardiakov) dopo che il padre (simile a papà Karamazov) venne ucciso - ha favorito la nascita di un capolavoro, purtroppo l'ultimo del grande genio russo. Celeberrimo il capitolo del Grande Inquisitore.
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