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Fontamara

Fontamara

di Ignazio Silone

4.5

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 13 recensioni)

5.0RIBELLIONE, 08-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Fontamara trae il titolo dal nome di un villaggio del Fucino, quasi fuori dal mondo. Quando in Italia si afferma la dittatura fascista, i Fontamaresi non si accorgono neppure del cambiamento, ma quando il podestà toglie loro l'unica sorgente d'acqua, deviandone il percorso per irrigare i suoi campi, allora si ribellano. Purtroppo alla fine i "cafoni" rimarranno con i danni e con le beffe.
Racconto amaro ma imperdibile.
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4.0Fontamara, 27-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Fontamara è il romanzo più noto e significativo di Silone. Le vicende narrate, che si svolgono in un villaggio montano della Marsica, rappresentano l'eterne lotta tra i contadini e i poveri, i "cafoni", e il potere, detenuto adesso dai fascisti. L'opera si colloca all'interno di un filone di narrativa impegnata e realistica che esprime una forte carica di indignazione civile e morale.
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5.0Fontamara, 09-02-2012
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Fontamara è per me il libro simbolo della lotta contro il fascismo. Capace di successo enorme in paesi lontani e diversi come il Giappone. I Fontamaresi sono paesani, poveri, e per la maggior parte ignoranti, succubi di un sistema che cerca di stritolarli e ingabbiarli. Le catastrofi naturali e le angherie del potere vengono accettate passivamente. Sarà il diritto all'acqua a smuovere le coscienze, a fare unire le speranze, e a dare inizio alla lotta. Un libro imprescindibile.
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5.0Fontamara, 01-02-2012
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La prima volta che ho letto questo libro avevo da poco iniziato la scuola superiore. Ammetto che all'epoca non l'ho saputo apprezzare a dovere, ma forte del fatto che fosse considerato un classico della letteratura ho scelto di dargli una seconda possibilità dopo aver lasciato passare un po' di anni, quanto cioè non c'era nessun professore di italiano ad aspettarmi alla fine del romanzo e devo dire che ho fatto proprio bene. E' un romanzo crudo, senza ombra di dubbio, che racconta con umiltà la vita degli umili che hanno saputo alzare la testa e ribellarsi a un vita di soprusi.
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5.0FONTAMARA, 20-04-2011
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Storia di soprusi, ingiustizie, piaghe nei confronti dei contadini, cosiddetti "cafoni", da parte dei "cittadini" in un paesino immaginario della Marsica durante i primi anni dell'insediamento fascista. Ma si sa, a ogni oppressione fa seguito una rivoluzione, e se anche questa costerà cara alla comunità, oramai il muro pregno di ignoranza di secolari sopraffazioni è stato abbattuto una prima volta.
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5.0Un inno contro l'oppressione, 22-12-2010
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Anche un uomo ignorante può diventare l'eroe della lotta contro l'oppressione: questo è il messaggio più bello del miglior romanzo di Silone!
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5.0spontaneo e denunciatario, 09-11-2010
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Un libro di storia con una Storia. Forte e sincero come la terra dei campi e altrettanto duro come quando no piove da anni e diventa arida e improduttiva. La miseria umana. Leggerlo per non dimenticare.
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5.0Consigliato., 27-10-2010
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Ho trovato questo libro davvero molto bello e interessante: attraverso poche pagine, per nulla noiose, anzi, molto coinvolgenti, Silone è riuscito a informare riguardo uno dei retroscena di un determinato periodo storico. Nei libri di storia si trovano fondamentalmente gli avvenimenti di portata e interesse maggiore, mentre la situazione dei singoli e, in particolar modo, dei più poveri, il più delle volte non viene neppure accennata. Per tale motivo ritengo quest’opera particolarmente importante per il suo valore di testimonianza, oltre che per quello letterario in sé.
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3.0romanzo di denuncia, 15-10-2010
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questo è il romanzo di denuncia unico nel suo genere, dei contadini della Marsica che si ribellano alle prepotenze dei latifondisti. Leggerlo, riflettere e pensare che tutto ciò succedeva nella nostra Italia pochi decenni fa, è molto d'effetto
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4.0Unico, 02-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Unico nel suo genere questo libro racconta dei cafoni della Marsica delle loro lotte e ribellioni contro lo strapotere di un sistema tardo feudale e latifondistico.
Emergono forti le volontà e le voglie dei poveri uomini di vincere i soprusi che sono costretti a subire.
Il lettore riesce in maniera lenta ma graduale ad immedesimarsi con i cafoni, fa il tifo per loro, ma i sogni appartengono alle fiabe non alla realtà.
Dall'opera trapela il pessimismo che caratterizzò Silone specie nelle sue ultime produzioni, una rassegnazione a subire gli eventi, l'accettazione delle avversità.
Non c'è posto in questo mondo per i suoi cafoni un po come non credeva di aver posto lui in questo mondo, cristiano senza Chiesa e socialista senza partito, come si definiva.
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4.0Fontamara, 30-07-2010
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Questo libro è un vero e proprio pugno nello stomaco, capace di farti indignare ferocemente e di commuoverti nello stesso tempo.
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5.0un testo catartico, 22-07-2010
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Il romanzo narra la ribellione di Berardo Viola alle ingiustizie e alle prevaricazioni a cui i "cafoni" sono assuefatti da secoli.
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