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Flavia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli

Flavia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli

di Alan Bradley

3.5

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Strade blu. Fiction
  • Traduttore: Bertola S.
  • Data di Pubblicazione: marzo 2010
  • EAN: 9788804592549
  • ISBN: 8804592540
  • Pagine: 345
  • Formato: brossura
Proviamo a usare l'immaginazione. Immaginiamo un'antica magione di campagna in Inghilterra. L'antica magione si chiama Buckshaw e ha conosciuto giorni migliori. Immaginiamo di essere nel 1950. Immaginiamo una ragazzina che ci vive con il padre e le sorelle. Si chiama Flavia de Luce e ha undici anni. Immaginiamo un laboratorio chimico dell'età vittoriana da tempo in abbandono: l'unica persona che lo frequenta è proprio Flavia che, fra l'altro, è appassionatissima di veleni. Per concludere, immaginiamo un misterioso e silenzioso papà vedovo e filatelico - il colonnello de Luce -, due sorelle maggiori dispettose - Daphne e Ophelia -, una cuoca - la signora Mullet -, e un enigmatico giardiniere - il signor Dagger - che risente ancora dei traumi della guerra. Siamo nel bel mezzo dell'estate quando una serie di inesplicabili eventi turba la vita abbastanza tranquilla (se si escludono i dissidi fra le tre sorelle) del posto. Sull'uscio di casa viene trovato un uccello morto, al cui becco qualcuno ha per giunta attaccato un francobollo. Qualche ora dopo Flavia scopre un uomo che giace nell'aiuola dei cetrioli e che proprio davanti ai suoi occhi esala l'ultimo respiro. La cosa lascia Flavia sconvolta ed estasiata. Per lei ora comincia sul serio la vita: il delitto finalmente è arrivato a Buckshaw.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.3 di 5 su 3 recensioni)

2.0Eppure…, 04-08-2016, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Opera prima con Flavia de Luce protagonista, libro vincitore del Dagger Award nel 2007 in Inghilterra. Francamente non ne capisco il perché. Noioso, ampolloso, inutilmente verboso e oserei dire anche poco credibile. Poco credibile per l'età estremamente giovanile della protagonista che si trova coinvolta in posti che metterebbero in difficoltà più di un adulto. Non una ramanzina, né dal genitore né dalle autorità. Eppure, siamo arrivati al sesto romanzo da parte di Bradley, e viene tradotto in 31 lingue. Il vero mistero è proprio questo, per il resto... Risulta tutto un po' scontato: trama, personaggi, e campagna inglese.
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4.0Piccola chimica, 17-02-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Probabilmente sono di parte perché sono una chimica, ma questa piccola Flavia De Luce mi piace. E' un po' come avrei voluto essere da ragazzina e non sono mai stata. La storia dietro i personaggi è avvincente ma non regge il confronto con la personalità della piccola protagonista.
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4.0Flavia de Luce, 21-11-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di - leggi tutte le sue recensioni
Il libro di Bradley, prima avventura di Flavia de Luce, parte in quarta e decelera verso il finale.
Intendiamoci: la "piccola" protagonista merita da sola 5 stelline. Follemente innamorata della chimica, fan delle signore Curie e Lavoisier e adoratrice di veleni, Flavia è un genio di 11 anni, un piccolo capolavoro di astuzia, innocenza, malignità e arguto disincanto.
Anche gli altri personaggi di contorno funzionano: due sorelle maggiori che son più che altro delle "sorellastre" alla Cenerentola; una cuoca chiacchierona e invadente, un tuttofare "toccato" un po' troppo da vicino dalla guerra. A proposito: bella ambientazione in un villaggio inglese degli anni '50, sonnolento e malizioso quanto basta a farci sperare di veder sbucare fuori da dietro l'angolo un'agathiana Miss Marple...
Ma la struttura, a metà romanzo, comincia a scricchiolare: ciò che non funziona è la figura del padre di Flavia, accusato di omicidio. Essere di una piattezza e d'una noia pazzesca, il colonnello De Luce non riesce ad interessare nemmeno quando si dilunga (fin troppo, a mio avviso) a raccontarci la sua vita al college quando si dilettava di prestidigitazione e filatelia, excursus fin troppo invadente per far capire al lettore la sua relazione con l'assassinato trovato nel campo di cetrioli.
Sprecata, poi, l'occasione di un approfondimento psicologico del rapporto affettivo tra padre e figlia, abbozzato in maniera interessante e poi abbandonato a metà quando avrebbe potuto portare ad una riflessione seria e commovente (e sicuramente più pertinente di tutto quello sproloquiante flash-back) . Così com'è sprecatop il personaggio dell'Investigatore Hewitt, potenziale "padre putativo" di Flavia, e anche lui abbandonato al suo destino in un finale frettoloso e un po' raffazzonato.
Per questi motivi avrei voluto dare 3 stelline al libro, ma rileggendo le prime 100 frizzantissime pagine, e ricordando la miriade di citazioni non solo letterarie, ma anche musicali e cinematogragfiche di cui è costellato il romanzo, ho ceduto alle 4 stelle, tutto sommato meritate.
Sicuramente, leggerò con curiosità le prossime avventure di Flavia de Luce.
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