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Flatlandia. Racconto fantastico a più dimensioni

Flatlandia. Racconto fantastico a più dimensioni

di Edwin A. Abbott


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Descrizione

Il mondo è una superficie piana come quella di una carta geografica, sulla quale i flatlandesi scivolano senza sovrapporsi. La loro è una società rigidamente gerarchica: la casta più vile è quella delle donne. Un classico del fantastico, con un saggio di Giorgio Manganelli.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 8 recensioni)


4.0Flatlandia, 27-09-2011
di P. Rossi - leggi tutte le sue recensioni

«Strettamente vicino alle atmosfere rese celebri dalle opere di Carroll, Flatlandia appartiene alla letteratura fantastico-utopica, un genere molto frequentato nel Regno Unito (si pensi a Utopia di Thomas More, alla Nuova Atlandide di Bacone, o alla Favola delle api di Mandeville) . Specchio di un'intelligenza arguta e intriso di una pungente ironia, il libro si presta (e si è prestato, nella storia) a diverse letture: racconto didascalico per insegnare la geometria; critica di costume della Società Vittoriana; ardita anticipazione della Relatività e dei mondi n-dime nsionali della fisica moderna. Al di là di questo rimane il piacere della lettura, soprattutto lì dove Abbott è divertitamente misogino, come quando descrive le donne di Flatlandia come delle linee rette: se non emettono (come vuole la legge) il loro grido di riconoscimento così da avvisarti della loro presenza, rischi di rimanerne infilzato... »

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4.0Geniale, 24-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di L. Di gregorio - leggi tutte le sue recensioni

«La lettura di questo libro è stata davvero divertente. In modo estremamente originale è in grado di fornire spunti di riflessione su tematiche esponendo concetti in modo semplice e lineare ma mai banale. Un mondo geometrico tutto da scoprire. Ne consiglio assolutamente la lettura, non è molto impegnativo. »

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5.0Inventare un mondo, 22-07-2011
di R. D'amico - leggi tutte le sue recensioni

«Trovo molto originale l'idea di inventare un piccolo mondo geometrico al fine di spiegare alcune delle verità più difficili da capire. L'accenno alla quarta dimensione rimane a mio avviso, uno degli esempi più chiari e lampanti per spiegare almeno in linea di principio la teoria che ne rappresenta il fondamento. »

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2.0Nuovo mondo, 26-11-2010
di D. Buitta - leggi tutte le sue recensioni

«Divertente rappreentazione del mondo a 2 dimensioni, con satirici riferimenti alla società moderna. Una lettura spensierata e originale con spunti di riflessione non banali.»

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4.0Flatlandia, 23-11-2010
di C. Marcato - leggi tutte le sue recensioni

«Al di là della satira sulla società vittoriana che si nasconde dietro questo racconto, "flatlandia" rimane un libro inusuale, che riesce ad incuriosire il lettore, oltre che a divertirlo e per questo è un libro che si adatta un po' a tutte le età perchè presenta diverse chiavi di lettura.»

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5.0Flatlandia, 15-11-2010
di K. Indle - leggi tutte le sue recensioni

«Il libro è molto interessante e curioso, la prefazione di masolino d'amico e la postfazione di manganelli poi evidenziano vari punti molto interessanti del libro.
Il racconto è curioso, interessante, a volte un po' pedantesco, ironico, strano.
Alice nel paese dei triangoli?
Poi non ho proprio capito il perché delle accuse di misoginia rivolte all'autore.. L'intento satirico mi sembra così scoperto.. Oltre al fatto che le donne della flatlandia mi ricordano tanto la signora Bennett e le altre adorabili idiote di Jane Austen...
»

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4.0La nuova dimensione della narrativa, 29-09-2010
di R. Fumagalli - leggi tutte le sue recensioni

«Una storia geniale, letteratura, matematica e geometria che si fondono in un libro per tutte le età. Imperdibile il capitoletto sul mondo monodimensionale.»

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5.0Flatlandia: ogni dimensione è paese!, 06-07-2010, ritenuta utile da 4 utenti su 6
di S. Mongillo - leggi tutte le sue recensioni

«Quella di Flatlandia è una società poligonale classista il cui ordine gerarchico risponde alla “Legge di Natura” di Regolarità attribuendo prestigio ai poligoni proporzionalmente all'ampiezza dei loro angoli (attributo che rende conto delle facoltà intellettive e delle capacità raziocinanti di cui eccelle l'Ordine Circolare o Sacerdotale, che “amministra ogni Affare, Arte e Scienza”, e di cui sono totalmente prive le donne, poco più che semplici segmenti).
Ma una maggiore ampiezza angolare (o equivalentemente un maggior numero di lati) conferiscono anche una maggiore caducità alle alte sfere esponendo gli individui agli angoli più acuti e temibili dei triangoli isosceli (per non parlare delle rette perforanti delle donne!). È necessario quindi un controllo delle classi meno abbienti attraverso una pubblicizzazione dell'Evoluzione della Configurazione, evoluzione ostacolata dalla stessa Legge di Natura che prevede un processo più rapido tra gli individui già appartenenti a ranghi elevati, lasciando agli altri l'amarezza di una lenta crescita angolare, che porta i più ambiziosi a scelte estreme come il ricorso ai Medici di Stato che con un intervento estetico di espansione/compressione (per lo più delle volte letale) tentano di “regolarizzare” il malcapitato. In secondo luogo è indispensabile il controllo demografico (da sempre si sa, il proletariato è più prolifico!) e la Sicurezza dello Stato (a riguardo ne sappiamo qualcosa anche noi abitanti di Spacelandia!) che in conformità alle “Leggi penali sugli Irregolari”, avviene attraverso il genocidio degli Irregolari e degli Isosceli più acuti (perché l'Irregolarità geometrica è Irregolarità morale, togliendo così di mezzo ogni questione sul libero arbitrio) e sopprimendo quei rivoluzionari che non si vendono per qualche lato in più (come Cromatiste che con la Rivoluzione del Colore voleva rendere i poligoni tutti uguali).
In definitiva l'auspicato cambiamento non avverrà, sebbene il viaggio in Spacelandia del Quadrato protagonista della vicenda sembrerebbe essere un valido pretesto di riflessione sulla necessità di adottare nuove prospettive per capire meglio il mondo in cui viviamo e l'ostinata stoltezza con cui alimentiamo certe credenze attribuendo alle Leggi di Natura un significato socio-politico che gli approfittatori elevano a Leggi di Stato e gli “ignoranti” accettano come Verità inconfutabili.
Il messaggio è chiaro, all'ottusità del Gran Circolo che crede di essere in possesso della Verità è preferibile la passionalità e l'emotività delle donne-segmento e chi decide d'intraprendere il viaggio alla ricerca della Verità non lo può fare se non accompagnato dalla modestia e dal rifiuto di ogni preconcetto perché la conoscenza non ha i limiti della società umana e non fa distinguo di classe, sesso o età e rappresenta l'unica ancora di salvezza per non trasformare l'Umanità in un Re di Pointlandia felice di Essere il Tutto e che non vi sia nulla al di fuori di Esso.
»

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