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Firmino. Avventure di un parassita metropolitano

Firmino. Avventure di un parassita metropolitano

di Sam Savage


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Descrizione

Firmino è un topo nato in una libreria di Boston negli anni Sessanta. È il tredicesimo cucciolo della nidiata, il più fragile e malaticcio. La mamma ha solo 12 mammelle e Firmino rimane l'unico escluso dal nutrimento. Scoraggiato, si accorge che deve inventarsi qualcosa per sopravvivere e comincia ad assaggiare i libri che ha intorno. Scopre che i libri più belli sono i più buoni. E diventa un vorace lettore, cominciando a identificarsi con i grandi eroi della letteratura di ogni tempo. In un finale di struggente malinconia, Firmino assiste alla distruzione della sua libreria ad opera delle ruspe per l'attuazione del nuovo piano edilizio.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (2.8 di 5 su 13 recensioni)


2.0Firmino, 04-08-2011
di S. Lombarro - leggi tutte le sue recensioni

«Attendevo una bella favola moderna e invece mi sono ritrovato con in mano un pugno di mosche, il topo di biblioteca che è realmente un topo. Che divora i libri, in senso letterale e non figurato come me. E dei libri riconosce il sapore, il gusto dello scrivere. Tanto che quando incontra del cibo (in special modo dell'insalata) poi alla scrittura lo ri-paragona. Detto ciò, e quindi parlatone, in fin dei conti, in modalità positiva, come romanzo mi lascia freddo. L'apologo della vita del topo, del suo nascere in un mondo pervaso di libri, vivere in una libreria, cercare l'evasione nel mondo della celluloide, e trovare come compagni soltanto umani un po' disadattati, ecco non mi coinvolge. Firmino dovrà assistere alla distruzione della libreria per opera delle ruspe comunali per permettere l'attuazione di un nuovo piano edilizio. La sensibilità intellettuale lascia spazio al pragmatismo, la cultura al rinnovamento urbanistico, emblema della modernità che avanza lasciandosi alle spalle solo il ricordo di una bellezza che non c'è più. L'unico forte messaggio che condivido con Savage, è che esiste poi qualcosa che nessun rinnovamento edilizio potrà mai abbattere: la fantasia. In ogni caso, l'ho letto con fatica, quasi trascinandomi verso la fine. Dovremmo parlarne un altro po' , per sentire altre campane, che magari mi facciano scorgere qualcosa che io ho forse preso sotto gamba. »

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4.0Pellegrino immaginario, 04-08-2011
di S. Mirri - leggi tutte le sue recensioni

«"Pellegrino immaginario" è il nome che darei a Firmino, proprio come lui da nomi a tutte le cose e le persone che incontra, la mongolfiera, il dromedario, il ballatoio. Nasce in uno scantinato di una libreria in un quartiere decadente. Lui è diverso da tutti i suoi fratelli, fisicamente sgraziato, la testa enorme, appena nato con gli occhi già aperti con cui indaga e reinventa il mondo circostante. Cresce e vive in mezzo ai libri e i personaggi di questi diventano i suoi compagni di viaggio e lui uno di loro. Studia, cresce, s'illude di poter avere un rapporto sincero con gli esseri umani, soffre e invecchiando si disaffeziona a quel mondo morente che è il quartiere. Nel finale mi ricorda "La leggenda del pianista sull'oceano", tristissimo direte voi, invece lo trovo di una gioia di vivere infinita. Spiritoso, cinico e sognatore, Firmino ci insegna che non c'è bisogno d'essere ricchi e avvenenti per essere felici.»

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3.0Amaro e divertente, 16-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di P. Raffo - leggi tutte le sue recensioni

«Non è sicuramente un capolavoro, ma a me è piaciuto: il mondo visto dagli occhi di un topo, divoratore di libri, con una grande intelligenza alla quale si aggrappa per rendere la vita meno amara, la stessa intelligenza che lo rende consapevole di essere nient'altro che un topo. A tratti amaro e divertente, sicuramente una lettura leggera.»

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4.0Cosa vuol dire amare la lettura, 02-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Poletti - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro corto, delicato e allo stesso tempo interessante. Fa sorridere e apprezzare una creatura difficilemte amata, il topo.
L'amore per i libri dello stravagante protagonista ti accompagna in poche ma piacevoli ore di lettura.
Una storia fantasiosa e emozionante.
Forse non un caso letterario, ma sicuramnte da leggere.
»

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2.0Firmino, 16-11-2010
di L. Padilla - leggi tutte le sue recensioni

«Non mi ha convinto molto. Libro carino, leggero e scorrevole. Però in qualche modo lascia solo una vaga sensazione di polveroso e di solitudine. Sfondo di idee carino per gli amanti dei libri, ma niente di più.»

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2.0Firmino, 06-11-2010
di G. Maisto - leggi tutte le sue recensioni

«Approcciato senza grandi pretese, ma come una storia un po’ particolare, tra l’allegoria e la fiaba contemporanea, è gradevole. Alcuni passi, soprattutto nella seconda e nell’ultima parte sono malinconici, sentiti, molto “umani”. Proprio il finale è denso di amarezza, dell’inevitabile fine di ogni cosa, della decadenza del sé e di ciò che ci circonda e abbiamo amato, dell’incolmabile solitudine che ognuno vive. »

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1.0Tanto rumore per nulla, 05-11-2010
di A. Comi - leggi tutte le sue recensioni

«Incredibile il trambusto che si è generato intorno questo libro. L'unica cosa che mi ha lasciato alla fine della lettura è stata una sensazione di spossatezza e delusione per non aver letto assolutamente niente di interessante ed aver sprecato il mio tempo. L'unico aspetto positivo giunti alla fine del libro è stata la gioia di poter passare serenamente ad un'altra lettura.»

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1.0Ruffiano , 30-09-2010
di S. Mastrandea - leggi tutte le sue recensioni

«Ruffianata per accaparrarsi narcisisti-solipsisti lettori affascinati della propria sociopatica booklimia.
Scrollata di spalle.
Avanti un altro.
»

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4.0Firmino, 30-09-2010
di M. Liccardo - leggi tutte le sue recensioni

«Quando ci si rapporta ad un bestseller, in genere lo si fa con un atteggiamento scettico e un po’ snobistico, nonché preparati a rimanere delusi, almeno nella maggior parte dei casi.
“Firmino” per me non è stato una delusione, in quanto non ha la pretesa di essere un capolavoro, tuttavia possiede una sua innegabile dignità e suscita molta simpatia.
Questo bizzarro topo, sprovvisto di ogni avvenenza fisica perfino in base ai canoni estetici dei ratti, si nutre di parole ma è condannato al silenzio. Sfortunato e ingenuo, raffinato e sensibile, è perennemente destinato a scontrarsi con l’indifferenza o, peggio, con la crudeltà del mondo. Non una semplice metafora della condizione del lettore nel mondo moderno, quindi, ma una riflessione leggera e malinconica sull’esistenza umana e sull’eterno conflitto tra realtà e immaginazione.
»

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4.0un caso, 13-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Portaro - leggi tutte le sue recensioni

«La storia di questo piccolo topo lettore è molto toccante e non capisco perchè sia piaciuta così poco.
La consiglio a tutti coloro che vogliono leggere una storia semplice ed emozionante.
»

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3.0Dolcissimo, 14-01-2009, ritenuta utile da 1 utente su 2
di S. Brandalesi - leggi tutte le sue recensioni

«Parte un po' in sordina, ma poi si ripiglia alla grande! Firmino gia' lo porto nel cuore questo dolce topolino, la sua vita, i suoi pensieri. Davvero una storia da leggere.
»

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3.0un colto esercizio d'autore, 26-10-2008, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di A. Neri - leggi tutte le sue recensioni

«eccezionalmente non è un libro che ho scelto ma me l'hanno regalato.
molto ben scritto, con colte citazioni letterarie e analisi struggente della solitudine l'ho trovato inferiore a quanto atteso dalla grande risonanza che ha avuto, un libro insolito il cui protagonista pur essendo un topo soffre di passioni umane, un libro non piacevole, che ti lascia un gran vuoto nel cuore
»

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